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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Only Murders in the Building 5: il fascino del comfort, le crepe del mistero

Only Murders in the Building 5: il fascino del comfort, le crepe del mistero

La recensione di Only Murders in the Building 5: tra comfort e stanchezza, il trio Martin-Short-Gomez regge un mistero meno brillante.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana9 Settembre 2025
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Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
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La serie: Only Murders in the Building 5 (2025)
Ideatori: Steve Martin, John Hoffman
Genere: Commedia, Giallo, Mystery
Cast: Steve Martin, Martin Short, Selena Gomez, Meryl Streep, Téa Leoni, Bobby Cannavale, Christoph Waltz, Renée Zellweger, Logan Lerman, Dianne Wiest
Durata: 10 episodi da circa 30-35 minuti ciascuno
Dove l’abbiamo visto: In streaming su Disney+ (versione originale con sottotitoli e doppiaggio in italiano)

Trama: La quinta stagione si apre con il misterioso omicidio di Lester, lo storico portiere dell’Arconia, trovato senza vita nella fontana del cortile. Charles, Oliver e Mabel si ritrovano ancora una volta a indagare, tra indizi bizzarri, sospetti eccentrici e nuovi arrivi che sconvolgono l’equilibrio del palazzo. Mentre la minaccia della mafia e dei miliardari aleggia sull’Arconia, il trio deve fare i conti anche con i propri cambiamenti personali e con un mistero sempre più caotico.

A chi è consigliato? Only Murders in the Building 5 è consigliato a chi ama le commedie gialle dal tono leggero, ricche di guest star e humor raffinato. È meno adatto a chi cerca un mystery serrato e coerente o un intreccio investigativo classico.


La quinta stagione di Only Murders in the Building conferma la natura “comfort food” che ha reso la serie un cult sin dal 2021: un mix di umorismo classico, atmosfere da giallo leggero e la chimica inossidabile del trio Martin–Short–Gomez. Tuttavia, a differenza delle stagioni precedenti, iniziano a emergere alcune crepe nella formula, con trame più caotiche e una dispersione dell’energia narrativa.

Un nuovo mistero al centro della scena

Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)

Il motore della stagione è l’omicidio di Lester, lo storico portiere dell’Arconia, trovato senza vita nella fontana del cortile. A questo si intreccia la richiesta d’aiuto di Sofia Caccimelio (Téa Leoni), moglie di un boss mafioso scomparso (Bobby Cannavale). Il mistero porta con sé indizi bizzarri – un dito mozzato, un ascensore sabotato, un cocktail di gamberi compromesso – e soprattutto una galleria di sospetti che spaziano da vedove enigmatiche a miliardari eccentrici.

Guest star tra alti e bassi

Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)

Il cast di supporto è come sempre ricchissimo: Christoph Waltz brilla nei panni di un magnate tech dallo stile vampiresco, mentre Téa Leoni è la vera rivelazione comica della stagione. Meno convincenti invece Renée Zellweger, ridotta a un insieme di manierismi, e Beanie Feldstein, poco credibile come popstar internazionale legata al passato di Mabel. Il ritorno di Meryl Streep nei panni di Loretta divide: per alcuni è un surplus di talento, per altri appesantisce il tono della serie.

La serie resta capace di mescolare registri comici e tragici con grande agilità, passando da funerali slapstick a momenti di sincera malinconia. Tuttavia, il ritmo è spesso disomogeneo: troppi personaggi comprimono lo spazio per i protagonisti e il mistero perde mordente sotto il peso di red herring e sottotrame poco sviluppate. L’elemento podcast, un tempo cuore pulsante della storia, è relegato in secondo piano.

L’Arconia come personaggio mancato

Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)

Una delle magie delle prime stagioni era l’Arconia, microcosmo newyorchese dove i contrasti tra vicini e outsider prendevano vita. In questa quinta stagione, invece, troppa azione si sposta all’esterno, facendo perdere parte del fascino del “giallo da condominio”. Anche il tema della sostituzione dei portieri con robot avrebbe potuto essere un commento sociale pungente, ma resta trattato in modo superficiale.

Nonostante i difetti, Martin, Short e Gomez non tradiscono mai. Steve Martin porta nuove sfumature a Charles, ora diviso tra fragilità e orgoglio; Martin Short continua a dominare la scena con il suo Oliver irresistibilmente egocentrico; e Selena Gomez offre una delle sue performance più convincenti, più precisa e tagliente che mai. È grazie a loro se lo spettatore resta affezionato, anche quando il racconto vacilla.

Comfort, satira e incertezza sul futuro

Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)
Una scena di Only Murders in the Building 5 (fonte: Disney+)

Only Murders in the Building 5 rimane una serie brillante, ironica e accogliente, ma è la prima volta che si avverte un senso di stanchezza. Se la formula non verrà rinfrescata nella sesta stagione, il rischio è che la serie perda la sua scintilla. Per ora, però, il piacere di passare del tempo con questi tre improbabili detective basta a tenerla in vita.

La recensione in breve

6.5 Confortevole

La quinta stagione di Only Murders in the Building diverte con nuovi misteri, guest star di lusso e il solito mix di comicità e malinconia. Tuttavia, tra troppe sottotrame, un mistero poco coeso e la perdita di centralità dell’Arconia, emergono i primi segni di stanchezza. A salvare il tutto è la chimica perfetta del trio Martin–Short–Gomez.

PRO
  1. Il trio protagonista resta irresistibile
  2. Téa Leoni e Christoph Waltz aggiungono freschezza
  3. Capacità di alternare comicità e malinconia
  4. Atmosfera di comfort che resta intatta
CONTRO
  1. Mistero poco avvincente e caotico
  2. Troppe guest star mal gestite
  3. L’Arconia meno centrale rispetto al passato
  4. Alcune gag eccessivamente forzate
  • Voto CinemaSerieTV.it 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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