La serie: Preacher, 2016-2019. Creata da: Sam Catlin, Seth Rogen, Evan Goldberg. Cast: Dominic Cooper, Joseph Gilgun, Ruth Negga, Lucy Griffiths, W. Earl Brown, Derek Wilson, Ian Colletti, Tom Brooke, Anatol Yusef, Graham McTavish, Pip Torrens, Noah Taylor, Julie Ann Emery, Malcolm Barrett, Colin Cunningham, Betty Buckley, Mark Harelik, Tyson Ritter.
Genere: avventura, fantastico. Durata: 45 minuti ca. /43 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video, in lingua originale.
Trama: Un prete posseduto dalla progenie di un angelo e un demone parte alla ricerca di Dio, misteriosamente sparito senza lasciare traccia.
Dal 1995 al 2000 una delle punte di diamante dell’ora defunta etichetta Vertigo della DC Comics era un fumetto irriverente e dissacrante a firma di Garth Ennis e del compianto Steve Dillon (a cui è dedicato il primo episodio della seconda stagione dell’adattamento televisivo). Un’avventura on the road dove angeli si accoppiavano con demoni, una misteriosa organizzazione proteggeva l’ultimo discendente di Gesù Cristo e il protagonista, dotato del potere di far fare a chiunque esattamente ciò che diceva (a patto che l’interlocutore fosse in grado di capire la richiesta), riusciva a generare situazioni a dir poco folli quando la gente lo prendeva alla lettera. Materiale ghiottissimo per due produttori altrettanto dissacranti quali Seth Rogen ed Evan Goldberg, che insieme a Sam Catlin hanno adattato per il piccolo schermo ciò di cui andiamo a parlare nella nostra recensione di Preacher, la serie originale AMC ora disponibile su Netflix.
La trama: attaccati al Custer!

Un’entità di nome Genesis, frutto dell’unione tra un angelo e un demone, è in cerca di una persona di fede a cui legarsi. Dopo vari tentativi andati a vuoto (inclusa una visita a una cerimonia di Scientology dove ha provato a entrare in simbiosi con Tom Cruise), la creatura riesce nel suo intento con Jesse Custer, un prete alcolizzato e tabagista residente in Texas, e tramite Genesis egli ha ora il potere di far fare alle persone tutto ciò che dice. Accompagnato dall’amata Tulip e dal vampiro irlandese Cassidy, dopo una prima serie di vicissitudini decide di partire alla ricerca di Dio, il quale è sparito senza lasciare traccia, con gli angeli che nel frattempo cercano di recuperare Genesis a tutti i costi e per tale scopo hanno anche assoldato l’immortale Santo degli Assassini, un killer le cui pallottole uccidono sempre e comunque.
Il cast: un prete, un vampiro e Hitler entrano in un bar…

Dominic Cooper e l’allora compagna Ruth Negga portano la loro intesa sullo schermo nei panni di Jesse e Tulip, con uno strepitoso Joseph Gilgun a completare il trio nei panni di Cassidy, il personaggio più memorabile dello show esattamente come lo era nei fumetti. Nel corso delle quattro stagioni della serie il cast si è allargato con una simpatica galleria di personaggi in parte provenienti dall’universo cartaceo di Ennis e Dillon e in parte aggiunti appositamente per il piccolo schermo: nella prima categoria rientrano Graham McTavish (magnificamente ruvido nei panni del Santo degli Assassini), Ian Colletti (Eugene Root alias Arseface, sfigurato dopo un tentativo di suicidio non riuscito) e Tyson Ritter (Humperdoo, il Messia, ultimo discendente di Gesù, aspetto che ha fatto molto infuriare una certa fetta del pubblico americano), mentre della seconda fa parte Noah Taylor che, tramite una storyline dedicata agli abitanti dell’Inferno, si diverte a interpretare un certo Adolf Hitler…
Blasfemia, portami via

Fedele allo spirito ma non sempre alla lettera dell’originale (con un finale che devia dal fumetto ma arriva ancora di più al cuore), lo show è l’ideale terreno di incontro fra le cattiverie di Ennis e Dillon e quelle di Rogen e Goldberg, spesso con compromessi geniali quali la gag su Tom Cruise in una fase dello show dove l’origine di Genesis era volutamente ambigua prima di arrivare al nocciolo della questione (la trasposizione vera e propria, per così dire, inizia con la seconda annata, dopo un lungo e affascinante preambolo). Quell’infedele fedeltà è presente anche nel modo in cui, a modo suo, la serie ha replicato il principale difetto del prototipo cominciando un po’ a girare a vuoto con le provocazioni (per quanto divertenti), in attesa di arrivare alla tanto agognata conclusione di quello che era ed è sostanzialmente un lungo road movie d’amore e amicizia che si interseca con la più bizzarra faida tra forze ultraterrene di sempre. Un po’ meno spudorata (su AMC non era concesso lo stesso numero di parolacce), ma con lo stesso cuore sinceramente dissacrante nel mezzo di un’America pulp assolutamente irresistibile.
La recensione in breve
Il lavoro di Sam Catlin, Seth Rogen ed Evan Goldberg aderisce non sempre alla lettera, ma costantemente allo spirito del fumetto originale, creando un lurido, ipnotico ed esilarante viaggio in giro per l'America alla ricerca di una divinità errante.
- Voto CinemaSerieTV
