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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Raël: il profeta degli extraterrestri, la recensione: sette, alieni e clonazione nella serie Netflix

Raël: il profeta degli extraterrestri, la recensione: sette, alieni e clonazione nella serie Netflix

La recensione di Raël: il profeta degli extraterrestri, la nuova docuserie Netflix che racconta la genesi del controverso movimento raeliano.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana8 Febbraio 2024Aggiornato:8 Febbraio 2024
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Una scena di Raël: il profeta degli extraterrestri
Raël: il profeta degli extraterrestri (fonte: Netflix)
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La serie: Raël: il profeta degli extraterrestri, 2024. Genere: Religioso, True crime. Durata: 50 minuti ca./4 episodi Cast: Raël, Brigitte Boisselier. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.

Trama: La storia e i lati oscuri del controverso movimento raeliano, fondata dal carismatico Claude Vorilhon/Raël.


Sono diversi i documentari su Netflix che raccontano il lato più controverso delle religioni, da Wild Wild Contry a Keep Sweet: pregare e obbedire. Approfondire la genesi di queste correnti spirituali diventa strumento per analizzare come funzionano le sette, e come manipolano i propri adepti, per questo il resoconto del reale finisce il più delle volte per sfociare nel genere true crime, ammantandosi di atmosfere decisamente più oscure con il proseguire della narrazione. A questi va ad aggiungersi la docuserie dedicata ad uno dei culti più particolari ed in un certo senso estremi tra quelli nati nel corso del secolo scorso, il movimento raeliano.

Come vedremo in questa recensione di Raël: il profeta degli extraterrestri, la storia narrata in questa docuserie in quattro episodi inizia – come sempre accade quando si parla dell’origine e della diffusione di una setta – con un carismatico profeta. In questo caso abbiamo Claude Vorilhon, autobatezzatosi Raël: dopo l’incontro con i rappresentanti della razza aliena che avrebbe creato il genere umano, l’uomo si trasforma in un capa spirituale deciso a professare l’amore libero, l’importanza di creare relazioni con gli elohim (gli extraterrestri da lui incontrati) e la necessità della clonazione come mezzo per poter vivere per sempre.

La genesi di una setta

Raël: il profeta degli extraterrestri
Raël: il profeta degli extraterrestri (fonte: Netflix)

Il 13 dicembre 1973 il francese Claude Vorilhon entra in contatto con il rappresentante di una razza aliena, gli elohim, che gli rivelano come essi abbiano, nella notte dei tempi, creato il genere umano. Dagli insegnamenti ricevuti dall’alieno, Claude (che cambierà nome in Raël) fonderà il suo movimento religioso: tramite la pubblicazione di libri e le numerose comparsate televisive l’uomo riuscirà a diffondere il suo messaggio e a radunare attorno a se seguaci da tutto il mondo. Insieme vivono secondo gli insegnamenti degli elohim, in una comunità in cui si predica l’amore per la natura e per il proprio corpo, praticando l’amore libero. Non mancano però le prime reazioni negative da parte di chi osserva il movimento dall’esterno, in particolare quando Raël dichiarerà di aver incontrato gli alieni una seconda volta, di essere stato portato sul loro pianeta e di aver incontrato li tutti i profeti del passato, da Mosè, Buddha allo stesso Gesù, che l’uomo dichiarerà essere suo fratello di sangue. Le cose precipitano poi con le dichiarazioni controverse del profeta sull’amore libero e su come questo non possa escludere i minori, e tutto il movimento arriverà a dover lasciare la Francia per lidi più tolleranti nei confronti dei diversi credi religiosi.

Negli Usa e in Canada i Raeliani porteranno avanti le loro missioni più importanti: costruire un’ambasciata intergalattica per gli elohim sulla Terra e portare avanti gli studi sulla clonazione umana, che credono essere il nostro unico biglietto per la vita eterna. Se inizialmente questo movimento viene accolto come innocuo, come un gruppo di eccentrici figli dei fiori, con il tempo il loro lato più oscuro, soprattutto del profeta Raël, viene alla luce: dall’amore per il lusso e per il sesso, le loro scelte di vita finiranno nel mirino dei media, decisi a svelare i segreti del profeta degli extraterrestri e dei suoi adepti.

Un ottimo documentario

Raël: il profeta degli extraterrestri
Raël: il profeta degli extraterrestri (fonte: Netflix)

Raël: il profeta degli extraterrestri è un documentario ben sviluppato e strutturato in maniera intelligente: la serie si prende infatti il suo tempo per raccontare la genesi del movimento, raccontandone prima la storia ed i lati più innocui. Con il procedere della narrazione si concentra di più sugli elementi più controversi della dottrina di Raël, mostrandone. In questo modo per lo spettatore è più facile immedesimarsi in chi subì il fascino del carismatico e sedicente personaggio, comprendendo come sia stato possibile che abbia attirato a se così tante persone. Il documentario, anche se velocemente, dipinge il contesto sociale e culturale (la Francia degli anni Settanta, Ottanta e Novanta) in cui il movimento prese piede, così da spiegarci il perché determinate categorie di persone caddero così facilmente vittima dell’influenza di Raël.

Il documentario Netflix è un’ottimo prodotto, che coinvolge e cattura, ricco di testimonianze – dai detrattori del movimento a chi gli è ancora membro, tra cui lo stesso Raël! – e di spunti di riflessione davvero interessanti. Insomma, Raël: il profeta degli extraterrestri è una di quelle docuserie che – da fruitori abituali di questo genere di storie – ci rimarrà impressa a lungo, e di cui consigliamo caldamente la visione.

La recensione in breve

7.0 Coinvolgente

Raël: il profeta degli extraterrestri è un documentario ben strutturato e sviluppato con intelligenza, che approfondisce in maniera completa genesi e lati oscuri di un movimento spirituale tra i più controversi.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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