“Il caso Griffin” (“The Griffin Incident”) è uno di quegli episodi in cui Strange New Worlds decide di spostare il proprio baricentro dalla meraviglia dell’esplorazione allo spaesamento del terrore. Non siamo davanti alla classica missione nello spazio profondo: l’episodio costruisce fin da subito un’atmosfera da ghost ship, con la sensazione costante che qualcosa, a bordo della Griffin, sia profondamente sbagliato, ma impossibile da identificare con chiarezza.
Non è la prima volta che la serie sperimenta contaminazioni di genere. Basti pensare a “La soglia spaziale” (“Subspace Rhapsody”), il celebre episodio musicale della seconda stagione. Questa volta, però, l’operazione è ancora più radicale: Strange New Worlds abbraccia apertamente l’horror psicologico, senza mai perdere la propria identità.
Tre protagonisti isolati davanti all’ignoto

La scelta di concentrare gran parte dell’episodio su J.T. Kirk (Paul Wesley), Spock (Ethan Peck) e La’an (Christina Chong) è una delle intuizioni migliori della sceneggiatura.
Lontani dall’Enterprise e dal resto dell’equipaggio, i tre personaggi perdono ogni punto di riferimento. La Griffin diventa molto più di un semplice scenario: è un luogo che costringe ciascuno di loro a confrontarsi con rimpianti, sensi di colpa e paure che normalmente restano nascosti dietro il ruolo di ufficiali della Flotta.
La sceneggiatura, firmata da Robbie Thompson — al debutto nella serie dopo una lunga esperienza come autore di Supernatural — insieme a Onitra Johnson, costruisce un racconto che utilizza il mistero come strumento per approfondire i personaggi, più che come semplice motore dell’azione.
Un episodio che guarda al cinema horror

Il tono richiama alcuni degli episodi più cupi della storia di Star Trek, come Empok Nor di Deep Space Nine o Night Terrors di The Next Generation, dove isolamento e alterazione della realtà diventavano il vero nemico.
Qui, però, la serie spinge ancora oltre. “Il caso Griffin” è probabilmente uno degli episodi più sanguinosi e terrificanti dell’intera produzione recente di Star Trek. La regia di Axelle Carolyn, che arriva da una lunga esperienza nel cinema horror e ha diretto anche episodi di American Horror Story, sfrutta continuamente il confine tra realtà e allucinazione.
Lo spettatore viene portato a dubitare di tutto ciò che vede, mentre la nave sembra trasformarsi in un’estensione della mente dei protagonisti. È proprio questo equilibrio tra tensione psicologica e racconto fantascientifico a rendere l’episodio così efficace.
Le influenze sono evidenti: è difficile non pensare a Event Horizon di Paul W. S. Anderson, alla tensione claustrofobica di Shining di Stanley Kubrick o persino al mistero storico della Mary Celeste, la celebre nave ritrovata completamente deserta.
Un episodio che prepara il futuro della serie

Pur dedicando molto spazio all’elemento horror, l’episodio trova anche il tempo per far avanzare le storyline principali.
Con Strange New Worlds destinata a collegarsi direttamente alla Serie Classica del 1966, Pike lascia momentaneamente il centro della scena per permettere a James T. Kirk di assumere un ruolo sempre più importante. Emergono così riferimenti al canone storico della saga, dal rapporto con Carol Marcus fino ai futuri eventi legati al figlio David, tasselli che preparano il terreno per ciò che verrà.
Un horror che resta profondamente Star Tre
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“The Griffin Incident” dimostra ancora una volta quanto Strange New Worlds sia capace di reinventarsi senza tradire lo spirito di Star Trek. L’episodio utilizza il linguaggio dell’horror non come semplice esercizio di stile, ma come strumento per raccontare la fragilità dei suoi protagonisti quando l’ignoto smette di essere soltanto qualcosa da esplorare e diventa uno specchio delle loro paure.
Il mistero della Griffin funziona, la tensione resta alta per tutta la durata dell’episodio e l’evoluzione dei personaggi aggiunge ulteriore spessore a una storia che riesce a essere inquietante senza rinunciare alla riflessione morale tipica della saga.
La recensione in breve
L'Enterprise riceve una richiesta di soccorso proveniente dalla USS Griffin, una nave della Flotta Stellare apparentemente deserta. Kirk, Spock e La'an salgono a bordo per indagare, ma si ritrovano intrappolati in un incubo fatto di allucinazioni, paura e sensi di colpa. Un episodio che abbraccia l'horror psicologico senza perdere i temi classici di Star Trek.
PRO
- Atmosfera horror costruita con grande efficacia.
- Ottimo equilibrio tra tensione psicologica e sviluppo dei personaggi.
- Regia di Axelle Carolyn precisa e ricca di suggestioni visive.
- Kirk, Spock e La'an formano un trio estremamente convincente.
CONTRO
- Pike rimane inevitabilmente in secondo piano.
- Alcuni richiami al canone potrebbero risultare meno incisivi per chi conosce poco Star Trek.
- Voto CinemaSerieTv
