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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Star Trek: Strange New Worlds 4×07, la recensione di “Come cronotani attraverso la clessidra”: l’esperimento soap non convince

Star Trek: Strange New Worlds 4×07, la recensione di “Come cronotani attraverso la clessidra”: l’esperimento soap non convince

La recensione di “Come cronotani attraverso la clessidra”, l'esperimento meta di Strange New Worlds che trasforma l'Enterprise in una soap opera.
Giuseppe BonsignoreDi Giuseppe Bonsignore14 Settembre 2026
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Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
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“Come cronotani attraverso la clessidra” è uno degli episodi più eccentrici e dichiaratamente meta-televisivi dell’intera stagione, un esercizio di stile che piega l’universo di Star Trek alle regole di una soap opera, trasformando l’Enterprise in un set melodrammatico dove tutto è esasperato, artificiale e volutamente sopra le righe. È un episodio che non cerca di nascondere la propria natura sperimentale: anzi, la abbraccia con entusiasmo, richiamando apertamente la celebre introduzione di Days of Our Lives (“Like sands through the hourglass…”) e coinvolgendo Deidre Hall, storica protagonista della soap, qui nei panni della dottoressa Eleanor Chivers.

La trama si apre con Christopher Pike (Anson Mount) che si risveglia ferito e senza memoria, mentre Joseph M’Benga (Babs Olusanmokun) e Christine Chapel (Jess Bush) gli parlano con tono melodrammatico, tra frasi sospese e sguardi nel vuoto. È il primo segnale che qualcosa non va: l’Enterprise è stata nuovamente manipolata dall’essere immateriale già incontrato in Wedding Bell Blues, interpretato qui da Rhys Darby, che questa volta ha trasformato la nave in una soap opera vivente.

L’equipaggio è costretto a recitare ruoli improbabili: Nyota Uhura (Celia Rose Gooding) scopre di essere figlia di Pike; La’an Noonien-Singh (Christina Chong) affronta una missione per liberare Sybok, interpretato, volutamente in modo errato, dallo stesso Ethan Peck che interpreta Spock; M’Benga è afflitto da una malattia neurologica che minaccia la sua carriera. Tutto è artificiale, tutto è costruito dall’alieno, tutto è parte di una prova che la sua specie gli ha imposto, supervisionata da una sua simile interpretata da Diane L. Johnstone.

Il riferimento a Trelane e alla Serie Classica

Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra

Il riferimento a Trelane, personaggio della Serie Classica apparso nell’episodio Il cavaliere di Gothos e interpretato originariamente da William Campbell, è evidente: l’essere non viene mai nominato, ma gli indizi disseminati dalla produzione e, soprattutto, la presenza della supervisora con gli abiti dei giudici Q rendono chiara la sua identità.

È un collegamento che crea un ponte diretto tra la Serie Classica e le serie moderne, mostrando come Strange New Worlds stia costruendo una continuità più ampia e consapevole, una continuità che, alcune volte, la vincola.

Star Trek gioca ancora una volta con i generi televisivi

Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra

L’episodio gioca con la struttura della soap opera in modo esplicito: le parti “finte” sono girate in 16:9, con recitazione volutamente esasperata, colpi di scena improbabili, rivelazioni familiari e drammi sentimentali.

È un approccio che ricorda altri momenti della saga in cui Star Trek ha piegato il proprio linguaggio a generi televisivi diversi. Viene naturale pensare al più volte citato in questa stagione “Bride of Chaotica!” (Voyager), dove l’equipaggio è costretto a recitare in un ologramma in stile serial anni ’30, con estetica e dialoghi completamente diversi dal solito; oppure a “Our Man Bashir” (Deep Space Nine), in cui Bashir vive un’avventura da spy movie anni ’60, con scenografie e recitazione volutamente stilizzate.

In entrambi i casi, come qui, la saga usa il gioco di genere per esplorare i personaggi da un’angolazione diversa, anche se, a differenza di quegli episodi, “Come cronotani attraverso la clessidra” sembra più interessato all’esercizio di stile che alla sostanza narrativa.

Pike e il dolore per Marie Batel

Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra

Il cuore emotivo dell’episodio è affidato a Pike, l’unico non coinvolto nella recita forzata. L’alieno sostiene che la sua esclusione sia dovuta ai conflitti interiori del capitano e la trama si concentra sulla sua difficoltà a elaborare la perdita di Marie Batel (Melanie Scrofano) e della figlia che avrebbero potuto avere.

Le sedute con la dottoressa Chivers, interpretata con sensibilità da Deidre Hall, sono il vero motore narrativo dell’episodio: è attraverso questo percorso che l’alieno ottiene ciò che cercava e che l’Enterprise viene liberata.

Un esperimento originale che fatica a trovare sostanza

Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra
Una scena di Come cronotani attraverso la clessidra

Nonostante l’idea sia originale e il collegamento con Days of Our Lives sia un omaggio ben costruito, culminato nella sigla “Days of Enterprise”, l’episodio risulta probabilmente il meno riuscito della stagione e quello più attaccabile dai fan più “ortodossi”.

La recitazione volutamente da soap opera, dopo un iniziale divertimento, diventa ripetitiva e stancante; la regia di Anna Dokoza e la sceneggiatura di Dana Horgan e Bill Wolkoff sembrano non riuscire a dare ritmo a una storia che, di fatto, racconta molto poco. È un episodio che vuole essere originale, e lo è, ma che fatica a trovare un equilibrio tra sperimentazione e sostanza.

“Come cronotani attraverso la clessidra” rimane comunque un capitolo curioso, un tentativo di giocare con il linguaggio televisivo in modo radicale, un ponte tra la tradizione di Star Trek e la cultura pop americana. Non è un episodio memorabile, ma è un esempio di come Strange New Worlds continui a esplorare non solo nuovi mondi, ma anche nuovi modi di raccontare. Un’ultima curiosità è insita nel titolo italiano sbagliato. È stato indicato “cronotani”, quando le particelle subatomiche famose nella saga sono chiamate “cronotoni”.

La recensione in breve

5.5 Stravagante

L'Enterprise viene nuovamente manipolata dall'essere immateriale già incontrato in “Wedding Bell Blues”, che questa volta trasforma la nave e il suo equipaggio in una gigantesca soap opera. Mentre i suoi ufficiali sono costretti a interpretare ruoli assurdi e melodrammatici, Pike rimane estraneo alla recita e deve affrontare i propri conflitti interiori e il dolore per la perdita di Marie Batel.

PRO
  1. L'idea di trasformare l'Enterprise in una soap opera è originale.
  2. Il legame con Days of Our Lives e la presenza di Deidre Hall.
  3. Il percorso emotivo di Pike legato alla perdita di Marie Batel.
  4. I numerosi richiami alla storia e al linguaggio di Star Trek.
CONTRO
  1. L'espediente della soap opera diventa presto ripetitivo.
  2. La storia ha poca sostanza narrativa.
  3. Il ritmo fatica a sostenere l'intero episodio.
  4. La sperimentazione finisce per prevalere sui personaggi e sulla trama.
  • Voto Cinemaserietv.it 5.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
Giuseppe Bonsignore

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