Quando Ted Lasso si era conclusa nel 2023, sembrava difficile immaginare un seguito davvero necessario. Il viaggio dell’allenatore interpretato da Jason Sudeikis si era chiuso nel modo più coerente possibile: dopo aver cambiato il destino dell’AFC Richmond e, soprattutto, quello delle persone che gli stavano intorno, Ted aveva scelto di tornare in Kansas per essere finalmente presente nella vita di suo figlio. Era un finale dolceamaro, ma completo.
Per questo motivo l’annuncio di una quarta stagione aveva lasciato più di qualche dubbio. Riportare Ted in Inghilterra rischiava di svuotare di significato il sacrificio compiuto nel finale precedente. Eppure, almeno nei primi episodi, la serie riesce a trovare una motivazione credibile per continuare il racconto. Non perché abbia ancora qualcosa di rivoluzionario da dire, ma perché cambia prospettiva e rimette il protagonista nella posizione che gli riesce meglio: aiutare un gruppo di sfavoriti a credere in sé stesso.
Una nuova sfida per Ted

La nuova stagione riparte alcuni anni dopo gli eventi del finale. Rebecca convince Ted a tornare a Richmond per allenare la neonata squadra femminile del club, una formazione che parte dalla seconda divisione e deve fare i conti non solo con i limiti tecnici, ma anche con la scarsa considerazione che ancora oggi accompagna il calcio femminile.
La premessa convince solo fino a un certo punto. Il modo in cui Ted decide di lasciare nuovamente gli Stati Uniti appare piuttosto frettoloso e la serie dedica poco spazio a una scelta che, inevitabilmente, entra in contrasto con il finale della terza stagione. È probabilmente il compromesso più evidente che gli autori accettano pur di riportare il personaggio a Londra.
Superato questo ostacolo iniziale, però, Ted Lasso ritrova immediatamente il proprio equilibrio. Il trasferimento della storia nella squadra femminile restituisce alla serie quella sensazione da underdog che si era progressivamente persa quando il Richmond maschile aveva ormai raggiunto i vertici del calcio inglese.
La squadra femminile è il vero punto di forza

La scelta di concentrare la storia sulle Lady Greyhounds è senza dubbio l’intuizione migliore della stagione. Non si tratta soltanto di cambiare spogliatoio, ma di raccontare un ambiente che affronta problematiche differenti: investimenti limitati, poca visibilità, maternità, infortuni e la continua necessità di dimostrare di meritare lo stesso spazio riservato agli uomini.
La serie non affronta sempre questi temi con particolare sottigliezza. Alcuni dialoghi risultano piuttosto espliciti e il messaggio arriva spesso prima della narrazione. Tuttavia il nuovo contesto offre finalmente conflitti inediti e impedisce alla stagione di limitarsi a riproporre quanto già visto.
Tra le novità spicca Alice Chilton, interpretata da Tanya Reynolds. Allenatrice preparata e tutt’altro che entusiasta dell’arrivo di Ted, rappresenta il contraltare perfetto al suo ottimismo. Alice è convinta di essere stata scavalcata semplicemente perché donna e non è disposta a lasciarsi conquistare dai sorrisi e dalle metafore del nuovo collega. La loro dinamica è una delle più riuscite della stagione e regala alla serie un conflitto meno prevedibile del solito.
I personaggi storici funzionano ancora, ma occupano troppo spazio

Jason Sudeikis torna a vestire i panni di Ted con la naturalezza di sempre. Il personaggio conserva il suo mix di ironia, empatia e malinconia, senza dare l’impressione di essere diventato una caricatura di sé stesso. Anche Hannah Waddingham continua a essere impeccabile nel ruolo di Rebecca, mentre Jeremy Swift rimane una presenza rassicurante nei panni dell’immancabile Higgins.
Il problema nasce quando la serie insiste nel riportare al centro dinamiche che sembravano ormai concluse. La relazione tra Roy Kent e Keeley continua a occupare molto spazio, ma ha ormai perso buona parte della forza emotiva che possedeva nelle prime stagioni. Brett Goldstein e Juno Temple mantengono un’ottima chimica, ma il loro continuo tira e molla dà spesso la sensazione di essere presente più per abitudine che per reale necessità narrativa.
Allo stesso tempo, alcune nuove giocatrici mostrano un potenziale interessante senza ricevere ancora lo spazio necessario per emergere davvero. È probabilmente il principale limite dei primi episodi: la serie sembra ancora troppo legata ai suoi personaggi storici per permettere ai nuovi di prendere realmente il loro posto.
Meno dispersiva della terza stagione

Uno degli aspetti più positivi riguarda il ritmo. La quarta stagione appare decisamente più controllata rispetto alla precedente, che aveva spesso dilatato inutilmente episodi e sottotrame. Gli episodi tornano a essere più compatti e la narrazione procede con maggiore fluidità, senza quelle deviazioni che avevano rallentato il racconto negli ultimi anni.
Anche dal punto di vista emotivo la serie ritrova una misura migliore. Rimane profondamente ottimista e continua a credere che il dialogo possa risolvere quasi ogni conflitto, ma evita almeno di trasformare ogni scena in una lezione di vita. La dolcezza resta il tratto distintivo della serie, anche se talvolta alcuni passaggi risultano ancora troppo programmatici.
Un ritorno che convince, ma il futuro dipende dal coraggio di cambiare

Ted Lasso 4 dimostra che esiste ancora spazio per raccontare nuove storie all’interno di questo universo. La squadra femminile rappresenta un’ottima occasione per rinfrescare la formula senza tradire lo spirito originale della serie, e le nuove dinamiche funzionano meglio di quanto fosse lecito aspettarsi.
Per diventare davvero qualcosa di più di un nostalgico ritorno, però, la serie dovrà avere il coraggio di lasciare definitivamente alle spalle alcune sottotrame e affidarsi maggiormente ai nuovi personaggi. Il cuore di Ted Lasso è ancora intatto, ma adesso ha bisogno di guardare avanti invece di continuare a vivere dei propri ricordi.
La quarta stagione è quindi un ritorno convincente, forse non indispensabile, ma capace di ricordare perché questa serie sia riuscita a diventare uno dei fenomeni televisivi più amati degli ultimi anni.
La recensione in breve
La quarta stagione di Ted Lasso rilancia la serie grazie alla nuova squadra femminile dell'AFC Richmond e a un ritmo più equilibrato. Pur restando troppo legata ad alcuni personaggi del passato, ritrova il calore e l'umanità che avevano reso speciale la commedia Apple TV+.
PRO
- La squadra femminile rilancia efficacemente la serie.
- Tanya Reynolds è la migliore novità del cast.
- Ritmo molto più equilibrato rispetto alla terza stagione.
- Jason Sudeikis e Hannah Waddingham restano il cuore della serie.
CONTRO
- Il ritorno di Ted a Londra convince solo in parte.
- Alcune vecchie sottotrame risultano ormai ripetitive.
- Le nuove giocatrici avrebbero meritato maggiore approfondimento.
- I messaggi sociali sono talvolta troppo espliciti.
- Voto CinemaSerieTv
