Titolo Episodio: When You’re Lost in the Darkness. La serie: The Last of Us, 2023. Creata da: Craig Mazin e Neil Druckmann. Regia: Craig Mazin Cast: Pedro Pascal, Gabriel Luna, Nico Parker, Anna Torv, Bella Ramsey.
Genere: horror, drammatico. Durata: 81 minuti ca. Dove lo abbiamo visto: In anteprima stampa in lingua originale.
Trama: In un mondo devastato da un’epidemia, un uomo burbero e disilluso accetta di portare una ragazzina che nasconde un segreto a un gruppo di rivoluzionari. Per farlo dovrà abbandonare la roccaforte militare in cui vive e intraprendere un pericolosissimo viaggio.
Apriamo questo 2023 televisivo con una delle serie più attese dell’anno: su Sky arriva lo show HBO che sta facendo parlare di sé da quasi tre anni, fin da quando è stato annunciato per la prima volta nel marzo del 2020. Tratto dal famosissimo – e amatissimo – videogioco omonimo di Naughty Dog, The Last of Us è l’epica storia di un uomo disilluso che deve attraversare un mondo devastato da un’epidemia insieme a una ragazzina molto speciale. Una storia che sembra scritta apposta per lo schermo, per un pubblico ampio e variegato, ed è capace ora più che mai di risuonare con l’emotività degli spettatori di tutto il mondo.
The Last of Us (che qui da noi arriva in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW) è stata attesa con grande entusiasmo fin da subito, soprattutto una volta che ne è stato definito il team creativo che – oltre che da Neil Druckmann, a capo di Naughty Dog e mente dietro al videogioco – comprende anche Craig Mazin, ideatore di un piccolo capolavoro televisivo come Chernobyl. Dietro la macchina da presa, poi, un gruppo di registi noti soprattutto per titoli passati per le kermesse festivaliere europee, dalla bosniaca Jasmila Žbanić all’iraniano Ali Abbasi. Una scelta particolare per un prodotto di questo tipo, ma che alza senza dubbio l’asticella delle aspettative.
Come vedremo in questa recensione The Last of Us 1×01, dal titolo When You’re Lost in the Darkness, il primo episodio della serie ci regala esattamente quello che desideravamo: un’apertura emozionante, già ricca di colpi di scena, capace di delineare con grande maestria un mondo articolato e complesso. La sceneggiatura di questo capitolo iniziale, come vedremo, definisce infatti con precisione tanto la realtà storica e sociale in cui ci troviamo – narrandone le radici – quanto quella emotiva vissuta dai suoi protagonisti.
La trama: un’epidemia che ha cambiato il mondo

L’episodio – dopo un breve incipit di cui vi parleremo in seguito – si apre nel Texas del 2003. Al centro della prima porzione di storia troviamo Joel (Pedro Pascal), sua figlia Sarah (Nico Parker), e suo fratello Tommy (Gabriel Luna). Un nucleo familiare particolarmente unito, il cui cuore pulsante è la giovane Sarah, ragazzina brillante e dal grande cuore. Le loro vite cambieranno bruscamente il giorno del compleanno di Joel, qualcosa sta trasformando le persone in mostri assetati di sangue, e i tre si trovano a intraprendere una disperata fuga dalla città per allontanarsi dal violento caos che si è creato. Salvarsi è però molto più difficile di quello che avrebbero mai potuto immaginare: sempre più persone si stanno trasformando facendo precipitare nella confusione più totale i civili, le strade intasate di veicoli sono diventate una prigione e l’esercito non sa come affrontare la situazione se non con ulteriore violenza. Joel, Tommy e Sarah si ritrovano così, nell’arco di pochi minuti, a dover combattere per la propria vita.
Vent’anni dopo i fatti di quella notte ritroviamo Joel, piegato da una realtà radicalmente diversa. L’epidemia si è diffusa è ha portato al crollo della società: le persone sopravvissute vivono in piccole roccaforti governate da un’intransigente dittatura militare, il contrabbando e la microcriminalità dilagano e – nel mondo “di fuori” – i malati costituiscono ancora una terribile minaccia. A opporsi ai soldati e al nuovo governo un gruppo di rivoluzionari, le Fireflies, che con attacchi mirati agli organi militari cercano di riportare la democrazia. Joel è ormai un cinquantenne disilluso, invecchiato da una vita dura e dal dolore, che si trascina in fondo alle sue giornate svolgendo lavori degradanti.
L’uomo ha però ancora uno scopo: insieme alla sua compagna Tess (Anna Torv), sta cercando di acquistare una batteria di contrabbando per lasciare Boston (azione punita con la morte dai soldati), e trovare così suo fratello Tommy, con cui ha perso i contatti da qualche tempo. A cambiare radicalmente i suoi piani l’ingresso in scena della giovane Ellie (Bella Ramsey), una ragazzina che per qualche ragione a lui sconosciuta le Fireflies vogliono portare fuori dalla città e consegnare a un altro gruppo di rivoluzionari come loro. L’uomo accetterà di malavoglia con la promessa di un lauto compenso, e intraprenderà un pericoloso viaggio in un mondo selvaggio costellato di insidie. Ma che cosa rende Ellie così speciale?
Come ti costruisco un mondo

Come vi anticipavamo a colpire subito di questo primo episodio di The Last of Us è come la sceneggiatura sia capace di delineare con grande maestria il mondo in cui ci troviamo. Il tempo è scandito in diverse fasi, che portano lo spettatore prima durante lo scoppio dell’epidemia e poi vent’anni dopo: questa partizione temporale è perfetta sia per dipingere una realtà storica e sociale complessa, sia per approfondire fin da subito la psicologia dei personaggi principali. A rendere l’approccio dello spettatore al mondo di The Last of Us ancora più immersivo un incipit di pochi minuti ambientato nel 1968: in un salotto televisivo uno studioso di epidemiologia parla di come una delle più grande minacce per il genere umano potrebbe nascondersi nei funghi. Capaci di diffondersi tra organismi come parassiti e in casi estremi di controllarne i movimenti, che cosa accadrebbe se questi esseri viventi trovassero un ambiente ideale per proliferare nell’essere umano?
In poche battute capiamo che cosa è successo nel mondo – con un’inquietante connessione con una minaccia contemporanea che tutti ben conosciamo, ossia quella del riscaldamento globale – e abbiamo tutti gli strumenti per immergerci consapevolmente nella visione.
Prima, durante… e dopo

Il confronto con una delle serie zombie (i “malati” di The Last of Us assomigliano per certi versi ai classici non morti) più famose della storia della tv, ossia The Walking Dead, viene fatto quasi in automatico quando ci si approccia a The Last of Us; anche in questo caso si tratta di uno show che esplora le conseguenze sulla società di una malattia che trasforma gli esseri umani. Come si riorganizzano le persone? A quali brutture sono disposte ad abbassarsi per sopravvivere? A rendere però la serie di Craig Mazin e Neil Druckmann così interessante è ancora una volta l’ambientazione: se in The Walking Dead veniva rappresentato principalmente il momento subito successivo allo scoppio dell’epidemia, qui ci troviamo vent’anni dopo il pericoloso disastro.
Dal punto di vista narrativo questo permette di esplorare temi diversi e di raccontare una realtà in cui la speranza di un cambiamento – o di un ritorno al mondo “precedente” – si è fatta quasi inesistente. Quando si accende una scintilla, quindi, i protagonisti affrontano la novità in maniera completamente diversa rispetto ai “sopravvissuti”, che hanno da poco superato l’apice della violenza e del ribaltamento sociale. I protagonisti di The Last of Us sono già – fin dal primo episodio, in cui impariamo a conoscerli – disincantati e privi di speranza. Le loro azioni non sono guidate dalla necessità pratica di imparare a sopravvivere in un mondo nuovo, sanno infatti già farlo, e si trovano a dover fare i conti con una realtà sedimentata creata dagli esseri umani (la minaccia degli infetti – almeno per questo pilot – è esterna, quasi lontana).
In questo senso risulta ancor più interessante il personaggio interpretato da Bella Ramsey. A prescindere da ciò che la rende speciale, che si approfondirà meglio nei prossimi episodi, Ellie è nata e cresciuta nel mondo post epidemia. Il suo modo di affrontare la vita è quindi completamente diverso rispetto al suo coprotagonista, Joel, che ha conosciuto il mondo per come era: l’uomo si porta dietro le cicatrici di una realtà che non esiste più ed è schiacciato dalla consapevolezza che non potrà più ritrovare quello che aveva prima.
Il cast: conosciamo i protagonisti

Chiudiamo questa recensione parlando dei protagonisti della serie, che abbiamo iniziato a conoscere negli ottanta minuti circa che compongono questo primo episodio diretto dallo stesso Craig Mazin. Tanto Pedro Pascal che Bella Ramsey ci sono parsi perfetti nei ruoli di Joel ed Ellie. Il primo è un uomo rude e segnato dalla vita, e l’attore è in grado di rendere convincente sullo schermo la realtà emotiva estremamente complessa e dolorosa del suo personaggio. Bella Ramsey, per quel poco che abbiamo potuto vedere, porta nella sua Ellie un po’ di quella stessa ferocia che ce l’aveva fatta amare nel ruolo di Lyanna Mormont ne Il trono di spade, dando vita a una ragazzina selvatica, indipendente e dalla grande forza, un personaggio per cui si preannuncia una grande e interessante evoluzione a fianco di Joel nei prossimi episodi.
Non possiamo che soffermarci però su Sarah, la figlia di Joel, interpretata da Nico Parker. Nella prima porzione di storia – in cui il suo personaggio è centrale – la giovane attrice è magnetica ed è capace di trascinare lo spettatore, con il suo sguardo spaventato, nella situazione tragica in cui improvvisamente si trova. Il percorso di Sarah è, a nostro parere, fondamentale per definire il tono dell’intera serie. C’è speranza per questa umanità disillusa e disperata che ne ha viste così tante? Lo scopriremo nei prossimi episodi.
La recensione in breve
Il primo episodio di The Last of Us è l'apertura perfetta per una serie tra le più attese dell'anno. Capace di delineare efficacemente il mondo in cui ci troviamo, e la complessa psicologia dei suoi personaggi, ci ha già catturato.
- Voto CinemaSerieTV
