La quarta stagione di The Morning Show riprende due anni dopo gli eventi della scorsa: Bradley (Reese Witherspoon), ormai ex giornalista, è finita in West Virginia a insegnare, mentre Alex (Jennifer Aniston) si muove tra boardroom, intelligenti giochi di potere e nuove ambizioni editoriali post-merger tra UBA e NBN, ora UBN. Ma le loro strade tornano a incrociarsi, forzatamente e senza troppa logica, quando la narrazione decide che è il momento di riaccendere vecchie dinamiche. I personaggi, anche quelli più compromessi, sono riportati in scena con una disinvoltura tale da sfidare il buonsenso narrativo. Ma si sa, in The Morning Show la coerenza è sempre stata opzionale.
Un mondo in cui i personaggi servono la star, non la storia

L’impressione dominante è che ogni nuova storyline esista per offrire alle star qualcosa di scintillante da fare: Marion Cotillard entra in scena come dirigente algida con un’agenda segreta, Aaron Pierre è un artista sexy al servizio del desiderio femminile, Jeremy Irons fa il padre severo e conservatore. Più che archi narrativi, sembrano passerelle per performance “da Emmy”. Eppure, nonostante il casting stellare, molti volti spariscono per episodi interi o sono inseriti a forza nel tessuto narrativo, come la Celine di Cotillard, mai menzionata prima ma improvvisamente centrale per l’azienda.
AI, podcaster tossici e birds falling from the sky

La quarta stagione introduce anche un mix di temi contemporanei: intelligenza artificiale, disinformazione, fusioni aziendali e persino morti sospette di uccelli legate a un disastro ambientale. Il tutto viene trattato con lo stesso tono iper-stilizzato che ha sempre caratterizzato la serie: più che affrontare il reale, lo si traveste da melodramma da prime-time. L’arco narrativo in cui Bradley si trasforma in un’eroina alla Erin Brockovich avrebbe potuto avere un impatto, ma resta incastrato tra ritorni improbabili, amnesie narrative e svolte forzate. Nel frattempo, Bro Hartman (Boyd Holbrook), podcaster reazionario con il carisma di un villain da fumetto, diventa il nuovo cattivo-feticcio della serie.
Le vere protagoniste? Quelle che aspettavamo da tempo

Paradossalmente, le storyline più riuscite non riguardano Alex o Bradley, ma le colleghe spesso relegate ai margini. Mia (Karen Pittman) e Christina (Nicole Beharie) emergono finalmente come personaggi complessi, affrontando questioni di potere, identità e carriera in un ambiente mediatico sempre più instabile. I loro percorsi, pur limitati in termini di screentime, sono quelli che più si avvicinano a una vera evoluzione narrativa. È un segnale che la serie, quando vuole, sa ancora dire qualcosa sul mondo reale. Peccato che queste voci vengano regolarmente silenziate per far spazio a trame meno interessanti ma più glamour.
Un’estetica perfetta per un’anima confusa

La confezione resta impeccabile: fotografia brillante, scenografie lucide, attori impeccabilmente truccati anche nei momenti più “intensi”. Ma dietro il lusso visivo si nasconde il vuoto. Le dinamiche relazionali sono sature, spesso ripetitive, e gli snodi di trama sembrano generati da un algoritmo allenato sul melodramma da salotto. Le tensioni tra Alex e il mondo maschile tossico che continua a rincorrere (prima Paul, ora Bro, passando per il padre) sono presentate come denuncia ma risultano più spesso una complice estetizzazione del potere maschile. Non è chiaro se la serie stia criticando o romanticizzando il problema.
La recensione in breve
La stagione 4 di The Morning Show mantiene la sua estetica scintillante e il cast stellare, ma si perde in trame incoerenti, ritorni forzati e nuove storyline inutilmente complicate. Brillano, in mezzo al caos, le interpreti di Mia e Christina, finalmente protagoniste di archi narrativi solidi e coerenti. Il resto è un vortice di personaggi usa-e-getta, tecnologie mal integrate e relazioni sentimentali senza mordente.
Pro
- Karen Pittman e Nicole Beharie finalmente valorizzate
- Produzione di alto livello e fotografia raffinata
- Alcune sequenze (come la fuga della schermitrice iraniana) sono coinvolgenti
- Presenza di grandi nomi che garantiscono performance solide
Contro
- Trame incoerenti e sovraffollate
- Ripetitività delle dinamiche tra Alex e gli uomini tossici
- Temi importanti ridotti a spunti decorativi
- Personaggi nuovi spesso inutilizzati o mal sviluppati
- Mancanza di direzione narrativa coerente
- Voto CinemaSerieTV.it
