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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Tra glamour e follia, la guerra delle donne di Palm Beach esplode davvero nella seconda stagione

Tra glamour e follia, la guerra delle donne di Palm Beach esplode davvero nella seconda stagione

La recensione di Palm Royale season 2 racconta una serie più audace, camp e divertente, dove estetica, caos e personaggi femminili dominano la scena.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana17 Novembre 2025Aggiornato:18 Novembre 2025
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Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
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La serie: Palm Royale – Stagione 2 (2025)
Regia: Abe Sylvia
Sceneggiatura: Abe Sylvia, Taylor Jenkins Reid, Max Bornstein
Genere: Dramedy, Commedia, Satira
Cast: Kristen Wiig, Allison Janney, Carol Burnett, Laura Dern, Leslie Bibb, Ricky Martin, Julia Duffy, Josh Lucas, Patti LuPone, Kaia Gerber, Mindy Cohn
Durata: 10 episodi da circa 50 minuti
Dove l’abbiamo visto: Su Apple TV+.

Trama: Dopo il caos del Beach Ball, Maxine deve riconquistare il suo posto tra l’élite di Palm Beach mentre Norma torna più determinata che mai a estrometterla dalla famiglia. Tra internamenti improvvisi, giochi di potere, alleanze imprevedibili e una sfilza di intrighi sopra le righe, le donne di Palm Royale riscrivono le regole della loro società dorata.

A chi è consigliata?: Palm Royale – Stagione 2 è consigliata a chi cerca una serie camp, coloratissima e piena di colpi di scena, perfetta per chi ama le commedie satiriche, gli ensemble corali e le storie sopra le righe alla Feud o Desperate Housewives.


La seconda stagione di Palm Royale rappresenta il momento in cui la serie smette di inseguire un equilibrio impossibile e decide di essere ciò che, in fondo, aveva sempre suggerito: una commedia audace, teatrale, coloratissima e totalmente innamorata del proprio eccesso. Se la prima stagione era un esercizio di stile che raramente trovava un cuore emotivo, qui Abe Sylvia costruisce un mondo in cui la logica non è la priorità, ma il ritmo, l’energia e il puro divertimento sì. Palm Beach non viene più trattata come un ambiente realistico, ma come un palcoscenico surreale dove le trame si accavallano senza tregua, e dove la verosimiglianza cede il passo all’intrattenimento più spudorato. È proprio questo cambio di prospettiva a dare nuova vita alla serie: anziché cercare un senso dove non servirebbe, Palm Royale invita lo spettatore ad accogliere il caos e lasciarsi trascinare da una narrazione che non ha paura di esagerare.

Il trionfo dell’estetica come narrazione

Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)

In questa stagione, l’apparato visivo non è solo decorazione, ma un vero e proprio linguaggio. Gli abiti sgargianti di Kristen Wiig, le acconciature perfette, l’architettura modernista, gli interni saturi di colori e geometrie: ogni elemento contribuisce a definire l’identità della serie e a spingere la dimensione camp fino al limite del grottesco. I costumi anni ’70 diventano un modo per raccontare le ambizioni, le insicurezze e il bisogno di performare dei personaggi, mentre i set opulenti suggeriscono costantemente che tutto ciò che vediamo è una grande messa in scena sociale. L’inserimento dei numeri musicali accentua questa scelta artistica: invece di funzionare come parentesi decorative, diventano dichiarazioni d’intenti, sottolineando l’autocoscienza di uno show che sa esattamente quanto sia teatrale, e proprio per questo risulta irresistibile.

Un intreccio esagerato ma sorprendentemente funzionale

Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)

La narrazione della seconda stagione è un turbine di eventi: internamenti psichiatrici, vendette personali, matrimoni combinati, trust famigliari da sbloccare, alleanze improvvise e tradimenti fulminei. Il ritmo è talmente serrato da sfiorare la parodia, ma è proprio questa accelerazione a far funzionare la serie meglio che in passato. L’errore del primo ciclo era quello di basare tutto sull’ascesa sociale di Maxine, un obiettivo troppo limitato per sostenere un’intera stagione. Qui, invece, la trama si biforca continuamente, aprendo porte narrative che, anche quando non portano da nessuna parte, servono a mantenere vivo lo spirito giocoso dello show. Certo, non mancano le contraddizioni, ma la serie non pretende introspezione psicologica o coerenza pedissequa: Palm Royale funziona perché non si prende mai troppo sul serio.

Le donne come motore emotivo della stagione

Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)

Il vero centro drammaturgico della serie non sono gli scandali né le macchinazioni economiche, ma il modo in cui le donne di Palm Beach si muovono dentro un sistema che le vuole brillanti e silenziose. Kristen Wiig conferma la sua straordinaria capacità di oscillare tra la farsa fisica e l’emozione sincera, costruendo una Maxine ingenua, tenace e sorprendentemente fragile. Allison Janney, in un ruolo che le calza perfettamente, scolpisce un’Evelyn tagliente e disillusa, un personaggio che però, grazie all’interazione con Maxine, apre crepe di tenerezza che arricchiscono la dinamica tra le due. Infine, Carol Burnett torna a dominare la scena come Norma, questa volta finalmente lucida, presente e determinata a riprendere il controllo della famiglia. Le loro relazioni, fatte di rivalità, dipendenze emotive e improvvise alleanze, diventano la vera ossatura narrativa della stagione.

Comicità, politica e costume: un equilibrio sorprendente


Una delle evoluzioni più riuscite della stagione è la maggiore consapevolezza con cui tratta i temi sociali, senza appesantire mai il tono leggero della serie. Palm Royale riflette sulla posizione marginale delle donne anche nei contesti più privilegiati, mostrando come il loro potere sia costantemente mediato da uomini impreparati o manipolatori. Gli uomini della serie sono spesso figure ridimensionate: macchiette utili alla storia, oppure ostacoli che le protagoniste imparano a superare. Ma la serie non indulge mai in moralismi e mantiene sempre la sua vena satirica, mostrando i limiti e le nevrosi della ricca società di Palm Beach con un sorriso tagliente. I personaggi di Dina e Mary, interpretati da Leslie Bibb e Julia Duffy, incarnano al meglio questo equilibrio, regalando alcuni dei momenti più esilaranti della stagione.

Un cast che brilla nel caos generale

Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Palm Royale 2 (fonte: Apple Tv+)

Se la trama talvolta procede per accumulo, è il cast a renderla coesa. Wiig è un faro nel tumulto narrativo, Janney regala tempi comici impeccabili, Burnett offre una performance che unisce tradizione televisiva e freschezza sorprendente. Le guest star, da Patti LuPone a John Stamos, arricchiscono ulteriormente il clima da favola assurda che pervade l’intera stagione. Non tutto è perfetto, certo: alcuni personaggi maschili restano poco definiti, e Mitzi è ancora troppo schiacciata da una scrittura che non le concede complessità. Ma ciò non basta a frenare un ensemble che sembra divertirsi enormemente, e che trasmette allo spettatore lo stesso entusiasmo.

La recensione in breve

7.5 Sfrontata

La seconda stagione di Palm Royale trova finalmente la sua voce, trasformando il caos in divertimento puro. Grazie a un’estetica sfavillante, un ritmo vorticoso e un cast femminile impeccabile, la serie diventa una commedia camp pienamente consapevole del suo eccesso. Non mancano imperfezioni, ma lo show abbraccia il proprio spirito sopra le righe con stile e sicurezza.

Pro
  1. Estetica ricchissima usata in modo narrativo e non solo decorativo
  2. Kristen Wiig e Allison Janney in stato di grazia
  3. Ritmo molto più efficace rispetto alla prima stagione
  4. Toni camp consapevoli e ben calibrati
  5. Relazioni femminili trattate con ironia e profondità sorprendente
  6. Carol Burnett finalmente valorizzata
Contro
  1. Alcuni personaggi maschili rimangono troppo marginali
  2. Trama volutamente caotica che non piacerà a chi cerca coerenza
  3. Mitzi ancora priva di un vero arco narrativo
  4. Alcune sottotrame si aprono e chiudono troppo rapidamente
  • Voto CinemaSerieTV.it 7.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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