La seconda puntata di Belve Crime in onda martedì 19 maggio 2026, in prima serata su Rai2 vedrà ospiti Raffaele Sollecito, coinvolto nel delitto di Perugia, Teresa Potenza, ex moglie del boss della mafia foggiana e Alessandra Giudicessa, una delle due gemelle del film Come un gatto in tangenziale, più volte coinvolte in truffe e furti.
Raffaele Sollecito era uno studente universitario quando fu arrestato nel 2007 insieme alla sua fidanzata Amanda Knox per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher a Perugia. Condannati inizialmente nel 2009, furono poi assolti nel 2011 per vizi nelle prove, ma la sentenza venne ribaltata e Sollecito fu nuovamente condannato nel 2014 a 25 anni. Nel 2015 la Corte di Cassazione annullò definitivamente la condanna, chiudendo il caso. Durante gli anni di processo e carcere, lui si descrisse spesso come marginale rispetto alla vicenda mediatica dominata da Knox, sostenendo la propria innocenza e un alibi informatico.
Le prove a suo carico includevano DNA su un indumento della vittima e alcune incongruenze nelle dichiarazioni. La sua relazione con Knox, nata pochi giorni prima del delitto, fu molto breve ma centrale nelle ricostruzioni mediatiche. Dopo anni di detenzione e processi, entrambi furono definitivamente liberati e anche se non stanno più insieme, si sono rivisti in Italia. Nelle anticipazioni della puntata di Belve Crime in onda stasera, Sollecito parla anche delle presunte minacce ricevute in Questura. Qui vi spieghiamo che fine ha fatto Sollecito dopo la chiusura del caso di Perugia.
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Teresa Potenza è una testimone di giustizia, protagonista di una storia segnata da anni di violenze e paura all’interno della mafia foggiana. Per lungo tempo ha vissuto accanto a un boss di Cerignola, Giuseppe Mastrangelo, e proprio in quel contesto ha subito soprusi, minacce e aggressioni, fino a decisioni estreme come la fuga. Le sue dichiarazioni sono diventate fondamentali in una delle più importanti inchieste contro la criminalità organizzata locale, contribuendo alla condanna del boss per diversi omicidi. A Belve Crime, ha raccontato con grande durezza episodi di violenza, descrivendo un clima di terrore costante. Ha scelto di collaborare con la giustizia quando era incinta, spiegando di averlo fatto soprattutto per garantire un futuro libero a suo figlio. Oggi la sua testimonianza è considerata un atto di rottura dell’omertà e un contributo chiave contro la mafia del territorio.
Alessandra Giudicessa, insieme alla gemella Valentina, è conosciuta per aver interpretato al cinema le gemelle cleptomani del film Come un gatto in tangenziale, con Paola Cortellesi. Un caso particolare in cui finzione e realtà si sono sovrapposte: le due sorelle, infatti, raccontano di aver vissuto davvero situazioni di furti e difficoltà familiari, con un padre spesso in carcere e un’infanzia trascorsa anche in collegio.
Nel corso dell’intervista, Alessandra ripercorre una vita segnata da problemi economici, denunce e una notorietà che non ha cambiato la loro condizione, anzi l’ha in parte aggravata. Racconta anche episodi di vita quotidiana in cui viene ancora riconosciuta e seguita con sospetto nei negozi, segno di un’etichetta che continua a pesare su di lei. Sul piano giudiziario e personale, emerge anche la situazione della sorella Valentina, attualmente agli arresti domiciliari, motivo per cui non ha potuto partecipare alla trasmissione.
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