Un momento di televisione destinato a entrare nella storia: Rita Panahi, conduttrice di Sky News Australia, ha reagito alla notizia della morte dell’Ayatollah Ali Khamenei con un’invettiva in persiano che ha lasciato attoniti milioni di spettatori. “Figlio di (omissis), vergognati, brucia all’inferno!” ha dichiarato la giornalista di origine iraniana durante un segmento dedicato agli attacchi in Iran, in un video che ha rapidamente superato le 100.000 visualizzazioni nelle prime ore dalla pubblicazione sui social media.
ULTIM’ORA: La presentatrice di notizie iraniana in Australia sta diventando virale per il suo MESSAGGIO DI ADDIO all’Ayatollah Khamenei in diretta.
“Un messaggio per il defunto Leader Supremo: Figlio di pu**ana, BRUCIA ALL’INFERNO!”
pic.twitter.com/vOW8ZC1pmk— Kattoliko Pensiero (@kattolikamente) March 1, 2026
La Panahi, nata a Pine Bluff in Arkansas da genitori iraniani e cresciuta a Teheran prima di fuggire come rifugiata in Australia nel 1984, ha definito quello di sabato un momento che “non pensavo di vedere nella mia vita“. Seduta al tavolo dello studio di Sky News Australia, circondata da due colleghi, la conduttrice ha pronunciato le parole in lingua farsi con una carica emotiva che tradisce decenni di dolore personale e collettivo.
L’editoriale più breve della sua carriera è iniziato con una promessa mantenuta: “Sarà il commento più breve che abbia mai fatto. Tutto quello che ho da dire è che dopo 47 anni di tirannia islamista, il dittatore è morto e l’Iran è sul punto di essere liberato.” La scritta sullo schermo recitava semplicemente: “IL COMMENTO DI RITA SUGLI ATTACCHI IN IRAN”, accompagnata dal motto della rete: “NOTIZIE VERE, OPINIONI ONESTE“.
La conduttrice, volto noto di Sky News Australia dove presenta “The Rita Panahi Show” e appare nel programma domenicale “Outsiders” oltre al segmento satirico “Lefties Losing It”, ha costruito la sua carriera su critiche feroci al regime iraniano, spesso citando la sua infanzia in Iran e l’esperienza della fuga come rifugiata. Con oltre 500.000 follower su X, la giornalista combina commenti di politica estera, temi culturali e critiche taglienti alla politica progressista.
Il suo stile diretto e senza filtri le ha attirato in passato sia consensi che controversie, inclusa una colonna del 2015 critica verso l’Islam e una correzione in diretta nel 2024 per un’affermazione falsa legata a una pubblicità politica statunitense. Sabato, tuttavia, l’esternazione ha rappresentato una delle sue denunce più dirette e personali contro la leadership del regime, resa ancora più potente dall’uso della lingua madre.
Non è ancora chiaro se il commento sia stato pronunciato in diretta o durante una discussione pre-registrata. Sky News Australia, sussidiaria di News Corp Australia che condivide la proprietà comune con il gruppo editoriale del New York Post, non ha rilasciato commenti pubblici sul video diventato virale. La Panahi ha parlato pubblicamente in numerose occasioni della sua opposizione alla Repubblica Islamica e del trattamento riservato alle donne sotto il regime teocratico.
Khamenei, che guidava la Repubblica Islamica dal 1989, è stato ucciso sabato sera in una massiccia offensiva militare congiunta Stati Uniti-Israele che ha colpito il suo complesso fortificato nel centro di Teheran, secondo i media di stato iraniani e fonti occidentali. L’operazione, denominata “Operation Epic Fury” dalle autorità americane, ha coinvolto attacchi aerei e missilistici coordinati contro molteplici figure di alto livello del regime, utilizzando intelligence in tempo reale su una rara riunione della leadership programmata quella mattina per massimizzare l’effetto sorpresa.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente USA Donald Trump hanno entrambi confermato la distruzione del complesso e la morte di Khamenei, con rapporti che indicano l’eliminazione di circa 40 alti funzionari iraniani nell’attacco. Panahi ha elogiato Trump per il suo “coraggio” per essersi assunto un rischio ordinando l’azione militare contro l’Iran.
