Una scritta offensiva “Bruno Vespa infame” è apparsa in uno degli ascensori della sede Rai di via Teulada a Roma. L’episodio in questione è stato immediatamente denunciato alle forze dell’ordine dall’azienda, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili del gesto vandalico. Come si può immaginare, Bruno Vespa ha ricevuto ampio sostegno sia da esponenti della Rai che della politica. Stasera il giornalista andrà in onda con Giorgia Meloni a Cinque Minuti e a Porta a Porta alle 23.45 su Rai 1.

Il clima di tensione attorno al conduttore storico di Porta a Porta si è intensificato nei giorni scorsi, dopo un acceso confronto televisivo. Durante la puntata del suo programma su Rai 1, Vespa ha ospitato in collegamento Tony La Piccirella, attivista a bordo della barca Alma, parte della Flotilla internazionale in navigazione verso Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.
Vespa che insulta Tony La Piccirella in navigazione con Global Sumud Flotilla che ha messo la propria vita per aiutare i gazawi
“non ve ne fotte niente di portare gli aiuti a Gaza”
lui che invece li chiama ‘poveracci’
pessimo#Vespa #portaaporta #Flotilla #GlobalSumudFlotilla pic.twitter.com/incTil3znE— Sirio 🏀 (@siriomerenda) October 1, 2025
Lo scontro è nato quando il conduttore ha chiesto all’attivista perché i volontari non avessero accettato la mediazione della Chiesa, che proponeva di lasciare i beni raccolti a Cipro al cardinal Pizzaballa. Mentre La Piccirella tentava di spiegare le ragioni dell’iniziativa, ovvero raggiungere un canale diretto con i gazawi e rompere l’assedio israeliano, Vespa è sbottato con parole che hanno suscitato immediate polemiche: “Non ve ne frega niente di dare aiuti alle persone”.
L’episodio televisivo ha scatenato un’ondata di critiche sui social media e nel dibattito pubblico, dividendo l’opinione pubblica tra chi ha difeso la franchezza del giornalista e chi ha accusato Vespa di aver interrotto e delegittimato le ragioni umanitarie della missione. La scritta apparsa nell’ascensore aziendale sembra essere una diretta conseguenza di questo clima incandescente.
Le reazioni istituzionali non si sono fatte attendere. Simona Agnes, presidente della Rai, ha espresso piena solidarietà al conduttore con parole nette:
“Bruno Vespa rappresenta da decenni un punto di riferimento per il giornalismo e l’informazione della Rai. Un professionista fortemente sostenuto anche da mio padre, Biagio Agnes, quando era Direttore Generale dell’Azienda. Offendere lui significa offendere la Rai, il Servizio Pubblico e la storia stessa di questa Azienda”
Anche la consigliera Rai Federica Frangi ha condannato fermamente l’accaduto, definendolo “un grave gesto di intimidazione e diffamazione” e sottolineando come l’episodio sia “un segnale preoccupante del clima sempre più avvelenato che si sta creando nei confronti della Rai da parte di chi usa l’azienda come mezzo di scontro politico”
Il sindacato Unirai ha diffuso una nota di condanna senza appello:
“Un gesto intollerabile e vile, che nulla ha a che fare con il confronto di idee e con il rispetto che deve sempre contraddistinguere un ambiente di lavoro e una comunità professionale come quella Rai. La Rai è e deve restare un luogo di civiltà, libertà e rispetto reciproco”.
Come riporta Adnkronos, Maurizio Gasparri, tra gli esponenti della politica ha espresso sostegno a Bruno Vespa
“Sono solidale con Bruno Vespa non solo per la scritta ingiuriosa che ha ricevuto, ma anche per il coraggio con cui ha detto quello che andava detto all’esponente della cosiddetta Flotilla. Bravo Vespa”
Tra l’altro lo stesso Goracci, pochi giorni fa è stato fortemente criticato per le sue dichiarazioni sulla giornalista Lucia Goracci, proprio in merito ai suoi servizi su Gaza.
La vicenda della Flotilla per Gaza resta al centro dell’attenzione mediatica: l’iniziativa internazionale mirava a portare aiuti diretti alla popolazione gazawa, bypassando i canali ufficiali che secondo gli attivisti non garantiscono un’effettiva consegna degli aiuti umanitari. La missione è stata successivamente fermata dalle autorità israeliane, alimentando ulteriori polemiche sulla libertà di movimento nelle acque internazionali e sul diritto all’assistenza umanitaria. Tra i tanti, anche la cantante Elisa, in lacrime, aveva lanciato un appello a Giorgia Meloni, ma aveva ricevuto anche delle critiche.
