Massimo Giletti risponde duramente a Fedez e riporta al centro dell’attenzione i rapporti del rapper con alcuni protagonisti dell’inchiesta sulle curve di San Siro. Durante la puntata di Lo Stato delle Cose andata in onda lunedì 26 ottobre su Rai 3, il conduttore ha replicato alle accuse ricevute dal cantante, che aveva definito il suo lavoro giornalistico “feccia”, mostrando alcune fotografie e tornando sulla querela per diffamazione presentata da Fedez nei confronti della trasmissione, successivamente archiviata dal Tribunale di Milano.
Il nuovo confronto è nato quando un inviato di Lo Stato delle Cose ha incontrato Fedez per le strade di Milano, chiedendogli un commento sulla polemica con Marracash relativa ai recenti disordini nel capoluogo lombardo. Il rapper ha però rifiutato di rispondere, spiegando di non voler concedere dichiarazioni a un programma che, a suo giudizio, avrebbe trattato in maniera scorretta alcune vicende che lo riguardavano.
“Non ho il piacere di parlare con voi. Sai perché? Voi per un anno avete portato un giornalista in studio ad accusarmi di essere colluso con ‘ndrangheta e mafia“, ha dichiarato Fedez, contestando i servizi dedicati in passato ai suoi rapporti con alcuni esponenti della tifoseria organizzata del Milan. Il cantante ha quindi rivolto un attacco diretto al conduttore: “Per me voi non fate giornalismo, per me Giletti è una feccia che attinge da fonti rancide“.
Fedez ha anche invitato il giornalista a partecipare al suo Pulp Podcast per un confronto, sostenendo che in una precedente occasione alcune sue dichiarazioni sarebbero state tagliate durante il montaggio. “Che siate d’accordo con me o non siate d’accordo con me, Giletti fa feccia“, ha aggiunto, prima di accusare il conduttore di dover rivedere il proprio modo di lavorare.
Il rapper ha inoltre previsto che il programma avrebbe utilizzato soprattutto la frase più provocatoria della sua risposta, lasciando in secondo piano le motivazioni delle sue critiche. Il breve video diffuso sui social per promuovere la puntata ha effettivamente dato particolare risalto a quel passaggio, alimentando l’attesa per la replica del giornalista.
Giletti aveva inizialmente risposto attraverso un filmato pubblicato sui canali social della trasmissione, rinviando ogni chiarimento alla diretta del 26 ottobre. Una volta tornato in studio, il conduttore ha dedicato alcuni minuti alla vicenda, scegliendo di ribaltare l’accusa ricevuta. “Se usassi le parole tue, Federico, dici che io faccio feccia, ti potrei rispondere così: io posso fare feccia ma tu la feccia la frequenti“, ha dichiarato Giletti.

Il giornalista ha quindi mostrato una fotografia che ritrae Fedez insieme a Christian Rosiello, suo ex addetto alla sicurezza, e Islam Hagag, conosciuto come Alex Cologno. Entrambi sono stati coinvolti nell’inchiesta Doppia Curva, che ha portato alla luce le attività criminali legate ad alcuni gruppi ultras milanesi. Giletti ha ricordato le condanne riportate dai due uomini, rispettivamente a tre anni e otto mesi per Rosiello e a due anni e dieci mesi per Cologno, sostenendo che il rapper non avrebbe preso sufficientemente le distanze da quelle frequentazioni.
“Il problema nasce dalle frequentazioni da cui non hai mai preso le distanze“, ha affermato il conduttore, prima di tornare anche sui rapporti tra Fedez e Luca Lucci, ex capo ultras della Curva Sud del Milan.
“Non è un problema mio se faccio un’inchiesta sulla ‘ndrangheta e troviamo cose strane“, ha dichiarato Giletti, richiamando le vicende giudiziarie di Lucci e i suoi rapporti con il rapper.
La presenza di Fedez accanto a persone successivamente coinvolte in procedimenti penali, tuttavia, non equivale di per sé a un’accusa di partecipazione ai reati contestati a queste ultime. È proprio il modo in cui quei rapporti sono stati raccontati in televisione ad aver alimentato la precedente controversia giudiziaria.
Nel corso della trasmissione, Giletti ha infatti affrontato anche l’archiviazione della querela per diffamazione presentata da Fedez contro di lui e altri due giornalisti, Moreno Pisto ed Enrico Lupino, in relazione ad alcuni servizi trasmessi nel marzo 2025. Il procedimento si è concluso con un decreto del 26 maggio 2026, firmato dal giudice per le indagini preliminari Eliana Capursi del Tribunale di Milano. La decisione ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura e respinto l’opposizione del rapper, riconoscendo che i servizi contestati rispettavano i requisiti del diritto di cronaca.
Secondo quanto riportato nel provvedimento, i contenuti trasmessi da Lo Stato delle Cose rispettavano i criteri di verità, pertinenza e continenza. Il giudice ha inoltre ritenuto che il fatto centrale delle inchieste, ossia l’esistenza di rapporti e contatti tra Fedez e Lucci, fosse supportato dagli elementi disponibili.
Tra le questioni contestate dal rapper figuravano anche i riferimenti ad alcuni progetti imprenditoriali discussi con Lucci, tra cui attività nel settore delle barberie, dei chioschi dello stadio San Siro e della gestione di locali notturni. Fedez sosteneva che quei progetti non fossero mai stati concretizzati e che i servizi televisivi avessero contribuito a costruire un’immagine distorta dei suoi rapporti personali. Il giudice ha tuttavia stabilito che la mancata realizzazione delle iniziative non comprometteva la veridicità degli elementi principali raccontati dalla trasmissione. Pur rilevando nei servizi un linguaggio televisivo talvolta suggestivo, il Tribunale ha ritenuto che non fossero stati superati i limiti del legittimo esercizio del diritto di cronaca.
L’archiviazione riguarda quindi l’eventuale responsabilità per diffamazione dei giornalisti coinvolti e non costituisce un accertamento di responsabilità penali a carico di Fedez.
Durante il suo intervento, Giletti ha rivendicato il lavoro svolto dalla trasmissione e ha rilanciato la possibilità di un confronto diretto con il cantante. Il giornalista si è detto disponibile a partecipare a Pulp Podcast, ponendo però una condizione: che Fedez accetti prima un invito negli studi di Lo Stato delle Cose.
Il conduttore ha infine chiuso la sua replica tornando sulla parola utilizzata dal rapper, con un’ultima frecciata: “Ok, hai detto che noi facciamo feccia, ma io ripeto che l’importante è non frequentare la feccia“.
Resta da capire se Fedez deciderà di accettare la proposta di un confronto televisivo o se risponderà nuovamente attraverso i propri canali. Per il momento, l’ultimo intervento pubblico ricostruito è quello di Giletti nella puntata del 26 ottobre, durante la quale il giornalista ha trasformato l’attacco ricevuto in un’occasione per difendere le proprie inchieste e richiamare l’esito della vicenda giudiziaria.
