Tommaso Cerno denuncia insulti omofobi ricevuti sui social dopo la sua partecipazione al programma BellaMa’ su Rai2 insieme al conduttore Pierluigi Diaco. Il direttore de Il Giornale ne ha parlato durante una puntata della striscia televisiva Due di Picche, raccontando le reazioni arrivate online dopo un momento musicale andato in onda nella trasmissione.
Secondo il giornalista, gli attacchi sarebbero arrivati semplicemente dopo una performance musicale nel corso della puntata, nella quale lui e Diaco hanno cantato Per sempre sì, la canzone di Sal Da Vinci, accompagnati da un’orchestra. Un momento di intrattenimento che, però, ha generato reazioni molto dure sui social.
Nel corso della trasmissione su Rai2, Cerno ha spiegato che i commenti ricevuti contenevano insulti espliciti legati al loro orientamento sessuale e alla loro collocazione politica. “Ieri pomeriggio su Rai2 ospite di BellaMa’ abbiamo cantato Sal Da Vinci con un’orchestra. Semplicemente la canzone. Nulla che c’entrasse con il referendum o con altre questioni politiche”, ha raccontato il giornalista.
Secondo Cerno, la reazione di alcuni utenti sarebbe stata motivata dal fatto che lui e Diaco vengono percepiti come omosessuali con posizioni politiche di destra. “Perché siamo omosessuali di destra? E gli omosessuali non possono esserlo. I commenti parlano chiaro”, ha dichiarato.
Durante la puntata, Cerno ha riportato anche uno degli insulti ricevuti online per spiegare il clima che si sarebbe creato sui social dopo la trasmissione. Il direttore de Il Giornale ha parlato di “una dose di omofobia” che, ha precisato, personalmente non lo colpisce ma che considera indicativa del livello del dibattito pubblico.
Cerno ha quindi puntato il dito contro quello che considera un doppio standard nel dibattito pubblico, chiedendosi dove siano le voci dell’attivismo per i diritti civili quando gli attacchi riguardano persone omosessuali che non condividono determinate posizioni politiche.
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Nel frattempo, intorno alla nuova striscia televisiva 2 di Picche si è aperta anche un’altra polemica. L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha criticato duramente il debutto del programma e la decisione dell’azienda di affidarne la conduzione a un collaboratore esterno. In una nota il sindacato ha parlato di “propaganda pagata con il canone”, sostenendo che la trasmissione costerebbe circa 11mila euro a puntata.
La presa di posizione riguarda anche alcuni contenuti della prima puntata, in cui – secondo l’Usigrai – Cerno avrebbe invitato gli italiani a non preoccuparsi dei rincari energetici legati allo scenario internazionale. Nella stessa nota il sindacato ha inoltre sottolineato che i dati di ascolto dell’esordio non sarebbero stati particolarmente positivi, con la trasmissione scesa dal 7,1% al 5,4% di share in pochi minuti. Le polemiche, dunque, accompagnano già i primi giorni di vita del programma e del suo conduttore.
Riguardo Cerno, sapete che di recente ha raccontato di aver subito abusi, quando aveva 11 anni?
