Per la prima volta dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, il fratello della ragazza, Marco Poggi ha deciso di parlare e lo ha fatto in un’intervista esclusiva rilasciata alla trasmissione Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero su Rete 4, trasmessa ieri 5 giugno 2026. Un’intervista che ha accettato per poter porre fine a quelle che lui considera delle vere illazioni nei suoi confronti:
“Non ho mai sopportato e forse neanche accettato tutta questa esposizione mediatica di quello che purtroppo è successo a Chiara. Da quest’ultimo anno, da questa riapertura delle indagini, la mia figura è stata molto più coinvolta ed è stata un po’ più chiacchierata. Era da diverso tempo che pensavo di parlare, anche per fare finire tutte le relazioni, allusioni e questo alone di mistero che c’è sulla mia figura. Non so veramente come si sia arrivati a questo punto”
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Anche se la procura di Pavia, che ha riaperto le indagini sull’omicidio Poggi, indagando come presunto omicida Andrea Sempio, ha ribadito l’assoluta estraneità di Marco Poggi, spesso i media hanno alluso a un possibile coinvolgimento nel delitto della sorella, addirittura come autore, un’accusa gravissima che lo ha segnato nel profondo:
“È la cosa che difficilmente mi andrà più via. Ho imparato a conviverci. I sentimenti che ho provato di più in quest’ultimo anno sono rabbia e stanchezza. È stato detto di tutto e di più, probabilmente il fatto di non aver mai rilasciato interviste può avere alimentato anche queste voci. C’è anche un minimo di colpa da parte mia. Se forse avessi fatto interviste prima, tutte queste voci e teorie non sarebbero nate”
Tra le ricostruzioni più fantasiose circolate nell’ultimo periodo c’è quella che vorrebbe Marco Poggi, Andrea Sempio e Stefania Cappa coinvolti in un giro di droga che Chiara avrebbe scoperto. Una pista collegata anche a presunte attività illecite presso il Santuario della Bozzola di Garlasco, frequentato da Sempio e da Michele Bertani, deceduto nel 2016:
“Sì, ho sentito anche questa cosa, ma si è detto di tutto in quest’anno, si è fatta qualsiasi ricostruzione. Non ho mai avuto problemi di droga, non l’ho neanche mai provata, per cui siamo nella fantasia che più fantasia non può essere”.
Nonostante la riapertura delle indagini e l’individuazione di un nuovo sospettato, la famiglia Poggi rimane convinta della colpevolezza di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara condannato in via definitiva per l’omicidio:
“Nasce dall’aver seguito un po’ tutti i processi e le discussioni in aula. Tutte le prove, anche quelle nuove, che sono state discusse nei vari procedimenti, le perizie in contraddittorio e le sentenze che sono state emesse, ci hanno convinto in maniera definitiva. Vedremo. Non ci siamo mai nascosti, siamo convinti che Alberto Stasi è colpevole, e convinti che le ultime sentenze a cui siamo arrivati nei processi siano la verità “
Durante l’intervista, Poggi ha rivelato di essere stato sottoposto a intercettazioni nell’ambito della nuova inchiesta della Procura di Pavia che accusa Andrea Sempio.
“Siamo rimasti un po’ dispiaciuti. Posso capire le intercettazioni nel mio caso, avrei trovato più strano il contrario. Dispiace che fossero coinvolti i miei, a loro si potevano evitare“
Del giorno dell’omicidio, quando la famiglia era in vacanza in montagna e Chiara era rimasta a casa, Marco conserva ricordi sfumati:
“La partenza? Purtroppo è un ricordo che è sfumato completamente e mi spiace. Non mi ricordo l’ultimo saluto, non lo ricordo più. Per quanto possa esser stato difficile e devastante quest’ultimo anno e mezzo, niente può essere paragonato ai primi anni, dopo quel 13 agosto. Ci siamo tornati dentro, forse più di prima. Spero che prima o poi abbiamo la possibilità di voltare pagina”
Sull’indagine in corso che vede Andrea Sempio come unico indagato, Marco Poggi ha una posizione netta:
“Deve andare avanti, è giusto che vada avanti, è giusto che ci siano i processi e che la stampa faccia cronaca e riporti come andranno le indagini. Non è giusto tutto il resto; spero che quello possa finire”.
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L’appello è stato rivolto in particolare a chi continua ad alimentare teorie complottiste perché, sostiene Poggi, il fango subito non scivolerà mai addosso.
