In un monologo a Le Iene andato in onda l’8 dicembre 2024, l’attore Lorenzo Richelmy ha raccontato di essere vittima di uno stalker che nell’arco di dieci anni gli ha mandato 27432 messaggi. Aiutandosi con l’intelligenza artificiale Richelmy ha scoperto questa persona gli ha mandato messaggi di amore, di odio, insulti a sfondo sessuale, ma anche foto erotiche non richieste e canzoni. L’attore, visibilmente emozionato e con gli occhi lucidi, ha spiegato di aver denunciato il suo stalker, ma non ha voluto svelare il suo nome e non ha chiarito neanche se si tratti di un uomo o una donna.
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Richelmy, che ricordiamo per le sue interpretazioni in Sotto una buona stella, Fino alla fine e La ragazza nella nebbia, non aveva mai parlato pubblicamente del suo stalker, fino ad ora.
“27432 messaggi in dieci anni mi hai mandato 27432 messaggi. Ho fatto il calcolo: sono sette messaggi e mezzo al giorno. Avrei voluto leggerli tutti, ma non ce l’ho fatta. Non per la quantità, ma per il contenuto. Mi sono fatto aiutare da ChatGTP. Di questi 27432 messaggi, 11300 sono messaggi di odio, 7600 sono messaggi di amore, 6325 sono messaggi neutri, 1290 emoticon, 1000 foto a sfondo erotico, 410 foto a sfondo erotico con te come soggetto, 101 brani musicali”
“A ChatGTP ho anche chiesto di fare una classifica delle parole più usate. Al primo posto troviamo Amore, con 14612 risultati, al secondo posto troviamo Cucciolo, con 9314 risultati, al terzo posto troviamo Troia, con 6000 risultati. Menzione d’onore per il verbo leccare, che compare in tutte le sue forme 3726”
“A questi 27432 messaggi non ho mai risposto. Allora oggi ho deciso di risponderti all’ultimo, su Telegram, l’unica chat che ti permette ancora di scrivermi: 29 novembre 2024, “Sei la mia troa più lurida”. Tranquillo, non lo faccio il tuo nome. Ti ho già denunciato”
Su Instagram l’attore ha ricevuto molti commenti di sostegno, naturalmente, così come i commenti di persone che hanno condiviso la loro esperienza personale con lo stalking. Una ragazza ha raccontato di essere stata perseguitata da un uomo conosciuto in ospedale, che poi alla fine si stancò di seguirla, me nel frattempo lei aveva smesso di uscire di casa, aveva perso il lavoro e azzerato la sua vita sociale. Però Richelmy ha ricevuto anche commenti negativi o interessanti per il loro contenuto. Oltre al complottista che ipotizza che Richelmy avrebbe fatto pubblicità a ChatGPT, ci sono quelli convinti che Richelmy avrebbe semplicemente dovuto bloccare il numero, cosa che in realtà l’attore ha anche fatto (alla fine spiega che lo aveva bloccato ovunque, tranne su Telegram). Ma non c’è bisogno di aver vissuto ciò che ha vissuto l’attore per rendersi conto che uno stalker non si ferma certo davanti ad un numero bloccato, troverà sempre nuovi modi per veicolare la sua ossessione. Così come non si ferma se la vittima cambia numero o gli dice chiaramente che vuole essere lasciata in pace. Magari fosse così semplice!
“Bastava bloccarlo”
“Esiste il tasto blocca”
“Cambia numero”
“Io però blocco”
“Esiste il tasto blocca sai? Perché non leggi anche le parole che diceva lei?”
I commenti più interessanti però, erano quelli di coloro che pensavano che il monologo di Richelmy fosse recitato e si sono indignati, perché davano per scontato che le molestie le avesse subite una donna e di conseguenza il monologo andava affidato ad un’attrice. Come se un uomo non potesse essere vittima di stalking.

I numeri impressionanti che Lorenzo Richelmy ha elencato nel suo monologo, richiamano la storia dell’attore e autore Richard Gadd, da lui raccontata in Baby Reindeer, serie Netflix che quest’anno ha avuto un grande succeso di pubblico e critica. Gadd, che qualche anno fa si divideva tra il lavoro di barista e qualche serata di stand up comedy, conobbe una donna più grande, che nell’arco di sette anni gli ha mandato più di 41000 mail (più centinaia di altri messaggi tra Twitter, Facebook, SMS e altro ancora. Successivamente la donna è stata identificata nella persona di Fiona Harvey, che ha concesso un’intervista in tv in cui accusava a sua volta Harvey di essere ossessonato da lei.
