Raffaele Sollecito torna a parlare di Amanda Knox e del loro rapporto nato poco prima dell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel novembre 2007. Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, l’ingegnere informatico ha raccontato come si è evoluta la relazione dopo l’arresto e il lungo percorso giudiziario che li ha coinvolti entrambi. Nel corso dell’intervista ha ricordato anche il bacio scambiato con Amanda dopo i fatti di Perugia e ha commentato le polemiche sullo spettacolo comico realizzato dall’ex fidanzata, soffermandosi in particolare sul titolo.
Il rapporto tra Sollecito e Knox appartiene ormai a una fase lontana delle loro vite. Dopo aver condiviso anni difficili e un procedimento giudiziario che ha avuto un’enorme risonanza internazionale, i due hanno preso strade diverse. Oggi i contatti sono sporadici, anche perché Amanda ha costruito una famiglia.
“Con Amanda ci sentiamo, non spesso, ma ci sentiamo. Ha un’altra vita con altri ritmi”
L’ingegnere ha ricordato anche il tentativo di mantenere vivo il legame durante i primi mesi trascorsi in carcere. In quel periodo le scriveva, sperando che il sentimento tra loro potesse rinascere. Quando le ha confessato che provava ancora qualcosa, però, Amanda gli ha fatto capire di considerarlo soltanto un amico. È stato allora che Sollecito ha compreso di dover abbandonare anche la speranza di ricominciare la relazione.
Tra i momenti della loro storia che hanno suscitato più discussioni c’è il bacio che Sollecito e Knox si scambiarono fuori dalla casa di via della Pergola, a Perugia, dopo la morte di Meredith. A distanza di anni, Sollecito ha ribadito di non avere rimpianti per quel gesto, spiegando che per lui non si trattava di un bacio passionale.
“Io non mi pento di averla baciata, era un bacio di conforto, non era un bacio passionale. Per me non c’è nessun problema su questo e non vedo niente di male nel voler rassicurare la persona che stai frequentando, o la tua fidanzata”

Nel corso dell’intervista a Verissimo, Sollecito ha affrontato anche le polemiche legate allo spettacolo di stand-up comedy realizzato da Amanda Knox sul caso che ha segnato le loro vite. La sua critica riguarda soprattutto il titolo, Cartwheel, termine inglese che significa “ruota”. Il riferimento è alla ruota eseguita da Knox in questura poco dopo i fatti di Perugia, un episodio che all’epoca aveva suscitato forti reazioni.
Sollecito ha precisato di non aver visto lo spettacolo e di non poter quindi esprimere un giudizio sul suo contenuto. La scelta del titolo, tuttavia, lo ha colpito negativamente.
“Sullo spettacolo avevo fatto delle critiche sul titolo. Io non lo conosco, suppongo che sia assolutamente rispettoso della figura di Meredith e della sua famiglia, ma ciò che mi ha colpito allo stomaco è il titolo. La trovo un po’ una scivolata, per me arriva come una provocazione”
L’intervista ha offerto anche l’occasione per tornare sulle conseguenze che il caso Meredith continua ad avere nella vita di Sollecito. Assolto definitivamente dalla Cassazione nel 2015, l’ingegnere ha raccontato di sentirsi ancora segnato dallo stigma legato alla vicenda. “Sono passati 19 anni, ha condizionato la mia vita. Ha sconvolto la mia vita e la mia visione del mondo”, ha detto.
Nell’intervista a Toffanin, Raffaele Sollecito ha anche spiegato di aver scritto ad Alberto Stasi in carcere.
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