Sabrina Impacciatore inaugura la nuova stagione di Belve 2025 con un’intervista intrisa di realismo magico, nella quale racconta come è nata la sua vocazione di attrice e dei sacrifici fatti per imparare a recitare. Ma si parla anche di gelosie e invidie. Dice che non si sente una star, ma si sente un’icona gay e sicuramente le fa piacere avere visibilità. Non mancano gli aneddoti surreali.

Alla fatidica domanda “Che belva si sente?”, di Francesca Fagnani, Impacciatore dà una risposta che ci fa capire in quali territori ci porterà nei minuti successivi.
“Allora, io mi sento lo zoo. Però, siccome sono anche inaddomesticabile, forse la savana. Anche se nell’ultima settimana mi sono ricordata di essere un salmone. Un salmone? Sì, perché comunque so nuotare controcorrente. Però sono anche una cavallina imbizzarrita, sono una lucciola, sono un daino. È stata un’epifania, io sono entrata in questo negozio dove c’erano queste corna di daino. Io le ho indossate e ho sentito come un senso di completezza. E ho capito che era il mio spirito guida. E quindi io da nove anni non mi separo da queste corna. E quando mi sveglio la mattina me le metto per ricordarmi che sono un animale e una bambina”
Ma non è tutto qui, perché l’attrice si sente anche “come un neonato che reagisce a tutto” e che “lecca un gelato”. Fagnani prova a farle capire che prima che un neonato assapori un gelato, passa qualche mese, ma Impacciatore insiste.
“È tutta la vita che cerco di indagarmi. Ma non ho ancora capito chi ca**o sono. Sono sconosciuta a me stessa”
Racconta che da bambina aveva scritto su un diario che sarebbe diventata attrice e che la sua vita sarebbe diventata un film. Questa premonizione arriva il giorno in cui, a scuola, le fecero indossare il velo della Madonna:
“Io ricordo questa sensazione fisica. Psichica e animica. Quando mi hanno appoggiato il velo sulla testa. Io ho sentito di essere la Madonna”
Riguardo la candidatura agli Emmy, non ricorda di aver detto di essersi sentita “insostituibile”, ma ammette che è stata una grande emozione:
“Penso che sia stata una delle emozioni più grandi di tutta la mia vita È stato un momento di gioia mistica. Non è stata la gioia dell’ego. È stata una gioia che in quel momento. Mi faceva vedere che la mia vita era giusta”
Riguardo i premi italiani invece, Impacciatore ritiene che avrebbe dovuto vincere il David per il film Amiche da morire. “Lo so con certezza perché per me Amiche da morire è un piccolo cult movie. E la mia interpretazione, secondo me, era una di quelle che potevano essere meritevoli di un premio”

Riguardo la sua passione per la recitazione, conferma di aver pulito i bagni ad un corso di recitazione, perché non poteva permettersi di pagarlo.
“Mi era capitato di andare ad ascoltare questo coach americano dell’Actor’s Studio. Io sono impazzita,. Ho detto “questa è la mia felicità, questa è la mia gioia.” Però non avevo la possibilità perché era molto costoso. Allora mi sono offerta di fare le pulizie. E quindi arrivavo lì la mattina intorno alle sei. Pulivo i bagni, passavo l’aspirapolvere, preparavo la classe. E stavo lì fino all’una di notte”

Sul suo status di icona queer – ovvero personaggio molto amato dalla comunità LGBT – spiega che già ai tempi di Non è la Rai si è accorta che i gay avevano una certa simpatia per lei. E possiamo confermarlo, Sabrina Impacciatore è una delle icone gay italiane più conosciute e come lei, è considerata un’icona anche Ambra Angiolini, con la quale ha condiviso l’esperienza del programma di Boncompagni. Tuttavia, lo status di icona queer di Impacciatore si è internazionalizzato dopo la sua partecipazione a The White Lotus:
“Ho iniziato a ricevere messaggi da tutto il mondo. Dal Giappone all’Argentina. Messaggi incredibili in cui mi dicevano “Grazie, grazie! Tu mi hai fatto sentire meglio con me stessa. Tu mi hai salvata” Sembra una cosa sempre da pazza”
Sempre restando nel territorio delle icone gay, si azzarda un paragone tra Impacciatore e Lady Gaga. Soprattutto per una questione di profilo. Sabrina spiega che il suo naso, in passato, le ha intralciato un po’ la carriera: “Forse evoca un’aggressività che non mi appartiene”
Sui suoi difetti, Impacciatore tergiversa un po’, poi la butta in caciara: “Quando qualcuno mi fa arrabbiare, posso anche mordere” e ammette di aver dato un morso sul naso ad un ex fidanzato, per gelosia. Racconta anche di quando ad una proiezione, e poi alla cena che ne seguì, notò una ragazza che puntava al suo fidanzato e non esitò a metterla al suo posto.
“Io non sopporto le donne. Che non professino la sorellanza. Se un uomo è impegnato è impegnato. È un cactus, è una pianta, è un vegetale, è un minerale. Non è un uomo. Appartiene ad un’altra vita”
Il suo percorso verso il successo è stato tutto in salita e oltre che dal suo aspetto fisico, è stato ostacolato anche da alcuni personaggi dell’ambiente dello spettacolo, tra cui l’aiuto regista di un regista importante, che le disse che non avrebbe mai sfondato perchè non era “abbastanza bella”. Quando Fagnani le chiede “Cosa vogliamo dire a questa aiuto regista, adesso?” Impacciatore glissa, e suggerisce che possa essere passata a miglior vita, “perché era un po’ agé”

Spiega di essere rimasta ferita dall’invidia di colleghe e amiche che non hanno condiviso con lei la gioia del suo successo.
“Quando ti succede una cosa bella, l’amore delle persone si vede. Molto più che quando ti succede una cosa brutta. Perché quando ti succede una cosa brutta è facile starti vicino. Ho visto che delle persone non hanno gioito per questa cosa bella che mi è capitata. Posso capire quando lo fanno le colleghe, ma non le amiche, che sono pezzi di cuore. Fa male”
E invece riguardo l’amore, racconta di aver avuto brevi avventure con donne, di aver provato intensi orgasmi cinematografici quando è stata diretta da Ettore Scola e Mike White, ma quando Fagnani affronta l’argomento fidanzati, Sabrina parla di sciamani ed esperienze estrasensoriali.
“Io per molti anni ho avuto un cuore chiuso. Irraggiungibile. Addirittura mi sono consultata con una mia amica sciamanica che mi ha fatto una seduta – Lo so che sembro Flavia Vento – comunque lei ha visto che il mio cuore era avvolto da centinaia di migliaia di chilometri di rose. Fili di rose pieni di spine. Lei ha detto “Sei veramente piena di spine. Il tuo cuore è irraggiungibile” E anche un altro sensitivo del Congo e in Sud. Africa, mi disse. “Sabrina sei pronta ma non sei accessibile. Adesso io penso che siano cadute le spine e siano rimaste le rose. E che forse fioriranno.”

Verso la fine dell’intervista racconta di aver incontrato Moira Orfei e di aver conservato gelosamente per anni una frappa che la regina del circo le aveva offerto. Sì, avete capito bene, il tipico dolce di Carnevale.
“Quanto mi dispiace perché la frappa di Moira era uno di quegli oggetti cult che avrei voluto conservare. Lei mi accolse nella sua roulotte rosa cipria e leopardo. Aveva questo diadema di diamanti ed era regina più che mai. E c’erano delle frappe. Io mi sono servita di questa frappa, però non l’ho mangiata, l’ho messa in tasca. L’ho congelata per molti anni. Siccome ero a casa del mio fidanzato, e poi purtroppo ci siamo lasciati, chissà che fine ha fatto sta frappa. Avevo scritto su: Frappa di Moira.”
Nel finale l’attrice ringrazia gli amici che le hanno prestato i soldi quando era in difficoltà e ha detto che se avesse la possibilità di riportare in vita due persone, queste sarebbero il suo primo fidanzato, che non c’è più, e suo padre.
“Vorrei dirgli, papà hai visto dove siamo arrivati? Quando sento dire impacciatore. Penso che lui sarebbe molto felice. E vorrei anche ringraziarlo”
Durante l’intervista Sabrina ha parlato anche di un misterioso cantautore che l’aveva scambiata per una transessuale, delle sue esperienze con la droga e del provino immersivo che ha fatto per il film Non ti muovere.
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