Nel servizio andato in onda il 21 settembre, Le Iene hanno acceso i riflettori sulla cosiddetta Scommessa Collettiva, un gruppo di gioco legato a Mario Adinolfi e promosso per anni sui suoi canali social. Adinolfi sollecitato da alcuni commenti sui social, ha spiegato che si tratta di falsità e che ha deciso di agire per vie legali. Ha sottolineato inoltre che l’inchiesta del programma di Italia1 fa parte di una macchina di fango messa in atto nei suoi confronti e si è paragonato, con un filo di audacia, a Charlie Kirk.
Secondo quanto riportato da Le Iene, Angela, una signora di quasi settant’anni e invalida, afferma di aver versato 82 mila euro con la promessa di guadagni sicuri, ma avrebbe ricevuto indietro meno di un terzo della somma, mentre altri partecipanti raccontano storie simili: inviti a puntare su eventi sportivi “quasi certi”, quote d’ingresso fra i 3 e i 10 mila euro, e continui rinvii al momento di ritirare le vincite. Come riporta Open, le Iene parlano di scuse ricorrenti: controlli antiriciclaggio, investimenti all’estero, persino la partecipazione di Adinolfi a L’Isola dei Famosi.

Numerosi post datati e ancora reperibili online mostrano come la Scommessa Collettiva fosse presentata come un “club chiuso” capace di garantire rendimenti annui fra il 10 e il 20 per cento, ritenuti “più solidi dei titoli di borsa”. Un meccanismo che – stando al racconto della trasmissione – avrebbe attratto decine di aderenti nel tempo.

Dopo la messa in onda del servizio, Adinolfi ha risposto ad alcune domande sulla questione delle scommesse tra i commenti sotto un un post sul suo recente dimagrimento. Il messaggio, riportato integralmente, recita:
“Ho già spiegato ovunque, sono infamie e lo proveranno i tribunali. La gogna mediatica è attiva e so chi la vuole e perché. Almeno sono ancora vivo: al mio amico Charlie hanno piantato un proiettile in mezzo alla gola, io non mi lamento per i proiettili di fango.”
Il riferimento è a Charlie Kirk, attivista conservatore statunitense ucciso l’11 settembre, con cui Adinolfi si paragona parlando di “proiettili di fango” mediatici.
L’ex deputato rivendica di aver chiuso il gruppo “da tempo” e di aver già saldato ogni debito con gli aderenti, annunciando azioni legali per difendere la propria reputazione.
In altri post Adinolfi ha aggiornato i follower sul suo percorso di dimagrimento, intrapreso sull’Isola dei famosi e ha spiegato che lo sta facendo per sua figlia Clara, a sua volta affetta da anoressia. Sull’Isola – e in passato anche sui social – Mario aveva spiegato che le origini della sua obesità si devono ad un grave lutto familiare risalente a molti anni fa.
