Tommaso Marini, fiorettista italiano campione del mondo, è nuovamente al centro di una discussione che va oltre lo sport. Il 3 novembre 2025, durante la cerimonia dei Collari d’Oro al Coni, mentre celebrava insieme ai compagni la vittoria mondiale a squadre, il giornalista Rai Andrea Fusco gli ha rivolto una domanda sul suo stile personale: smalto sulle unghie e orecchini. Una battuta considerata fuori luogo in un momento dedicato ai risultati sportivi e al lavoro di squadra. Marini ha risposto con fermezza sul palco, ma successivamente ha espresso il suo disagio sui social, definendo la situazione con un hashtag significativo: #medioevo. L’episodio riapre il dibattito su stereotipi, rappresentazione e libertà di espressione degli atleti.
Il campione olimpico Marini riceve il Collare d’Oro. Alla premiazione gli viene chiesto “Non abbiamo niente di particolare oggi? Spiegaci questa tua attitudine per laccare le unghie e portare gli orecchini. Cosa rappresenta?” pic.twitter.com/Mvv5Stnvie
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) November 4, 2025
Durante la premiazione al Foro Italico, Marini era sul palco insieme ai compagni Guillaume Bianchi, Filippo Macchi e Alessio Foconi, tutti in tuta dei gruppi sportivi militari, per celebrare l’oro mondiale di squadra conquistato a Tbilisi dopo una finale molto combattuta contro gli Stati Uniti. Nel corso della diretta, Fusco ha fatto una battuta sull’abbigliamento e lo stile dell’atleta: “Non abbiamo niente di particolare oggi…”. Marini ha sorriso e ha risposto con tono leggero: “No, oggi sobrio”.
Poi la domanda più diretta: “Ma spiegaci un attimo questa attitudine per magari laccare le unghie, oppure portare gli orecchini. Che forza ti dà? È un simbolo che rappresenta cosa?”. Marini non ha deviato, ma ha scelto di riportare immediatamente l’attenzione sul gruppo:
“Oggi siamo una squadra, quindi parlare di me sarebbe molto egoista. Riporterei l’attenzione su di noi, siamo un gruppo molto bello, unito, abbiamo faticato tanto. Abbiamo vinto altri collari d’oro insieme, condividere questi successi insieme è la parte più bella dello sport”.
La risposta, accolta da un applauso, sembrava chiudere lo scambio.

Ma il giorno dopo, su Instagram, è arrivato lo sfogo. Marini ha pubblicato una story scrivendo:
“Non ho capito il nesso tra il nostro oro mondiale di squadra e il mio smalto o orecchini… ma posso dire cosa non rappresentano… ovvero queste domande in contesti sbagliati”
Marini ha accompagnato il messaggio con l’hashtag #medioevo. La parola scelta riassume il senso di frustrazione per domande considerate ancorate a stereotipi antiquati su mascolinità e apparenza, soprattutto nello sport. Lo schermidore non è nuovo a parlare di libertà personale: “Ognuno è libero di fare quel che vuole, vivo nella massima libertà”, aveva già affermato in passato.
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Sull’episodio è intervenuta anche Teresa Manes, la madre di Andrea Spezzacatena, il ragazzo morto suicida nel 2012 la cui storia ha ispirato il film Il ragazzo dai pantaloni rosa. Andrea fu bullizzato a scuola perché indossava pantaloni rosa e portava lo smalto colorato sulle unghie. Sul suo profilo FB, Manes – che dalla morte di Andrea è diventata un’attivista contro il bullismo, ha dichiarato:
“A me basta questo fatto a farmi capire quanto sia importante ancora lottare contro i pregiudizi. Perché le qualità delle persone non devono misurarsi col metro delle libere espressioni personali.
Perché non sia più il colore di un capo di vestiario o l’uso dello smalto sulle unghie di un ragazzo ad essere considerato insolito ma è la curiosità sull’orientamento sessuale dell’altro che deve essere rilevata come morbosa e inopportuna.”
