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Home » Film » Recensioni film » MaXXXine, la recensione: Pearl ai porci

MaXXXine, la recensione: Pearl ai porci

La recensione di MaXXXine, terzo capitolo del franchise horror ideato da Ti West e interpretato da Mia Goth.
Max BorgDi Max Borg28 Agosto 2024
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Mia Goth nel film MaXXXine.
Mia Goth nel film MaXXXine. Fonte: Lucky Red.
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Il film: MaXXXine, 2024. Regia: Ti West. Cast: Mia Goth, Elizabeth Debicki, Moses Sumney, Michelle Monaghan, Bobby Cannavale, Halsey, Lily Collins, Giancarlo Esposito, Kevin Bacon.

Genere: horror. Durata: 104 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in lingua originale.

Trama: Maxine Minx cerca di lasciare il porno, ma il passato non ha chiuso i conti con lei.

A chi è consigliato? Ai fan del cinema horror anni Ottanta e dei due precedenti film della trilogia.


Tutto è iniziato nel 2022, con l’inattesa duplice uscita di X: A Sexy Horror Story, slasher con cui il regista Ti West rivisitava gli anni Settanta con un omaggio cinefilo ai brividi e al porno dell’epoca, e del prequel Pearl, ambientato nel 1918 (con giustificazione diegetica per l’uso delle mascherine, essendo stato girato in piena pandemia) e annunciato a sorpresa il giorno stesso della prima proiezione pubblica del capostipite. Due anni dopo, West ha completato quella che doveva essere una trilogia, anche se successivamente non ha escluso di tornare prima o poi in quell’universo, se dovesse venirgli l’ispirazione. Nel frattempo, è in sala quella che per ora è la conclusione del suo excursus nel doppio territorio del sesso e della morte, di cui parliamo nella nostra recensione di MaXXXine.

Omicidi a luci rosse

Frame che ritrae Mia Goth sul set di MaXXXine
Frame che ritrae Mia Goth sul set di MaXXXine
Fonte: A24

Los Angeles, 1985. Sono passati sei anni dal massacro di cui Maxine Minx, allora aspirante attrice porno, è stata l’unica superstite. Oggi è effettivamente un nome affermato nel campo del cinema a luci rosse, ma vuole passare ad altro, e un provino di successo potrebbe renderla la prossima giovane promessa dell’horror, in un progetto della Universal. Ma il passato non è ancora del tutto sparito, anzi, si manifesta sotto la forma di John Labat, un investigatore privato che è a conoscenza degli eventi del 1979 ed è stato assoldato da qualcuno che vuole assolutamente fare la conoscenza di Maxine. E come se non bastasse, è il periodo di attività del cosiddetto Night Stalker (un vero serial killer attivo in quegli anni nella Città degli Angeli), e sembra che ce l’abbia proprio con le donne il cui percorso professionale è legato al mondo pornografico. Ma a differenza delle colleghe, Maxine è in grado di difendersi, come ben sa l’ultima persona che ha cercato di ucciderla, in quella vecchia fattoria texana…

Mamma Mia, here we go again!

Mia Goth in A Sexy Horror Story
Mia Goth è la star di X A Sexy Horror Story (Fonte: A24)

Dopo la pausa costituita da Pearl, dove interpretava l’omonimo personaggio da giovane, Mia Goth ritorna nei panni di Maxine, confermando la sua evoluzione attoriale come volto horror di un certo spessore. E siccome questa volta siamo a Hollywood e dietro il progetto c’è una realtà produttiva come la Universal, il cast di contorno è molto più ricco di volti noti, con menzione d’onore per Giancarlo Esposito e Kevin Bacon, rispettivamente l’agente di Maxine e l’investigatore privato, che più di ogni altro comprimario sono in sintonia con lo spirito un po’ sporco e vintage del film. Piccola chicca per gli appassionati di horror: uno degli addetti alla sicurezza ha le fattezze di Larry Fessenden, produttore e regista che ha più volte collaborato con Ti West e che nei primi due film, come svelato di recente in un’intervista, aveva dei ruoli vocali non accreditati (in particolare, in X: A Sexy Horror Story aveva ridoppiato la performance di Stephen Ure, che interpretava Howard).

Sporco ma non troppo

Mia Goth in Pearl

C’è una marcata differenza tra questo terzo episodio e i due predecessori, nati da un istinto creativo più puro, quasi improvvisato (Pearl fu letteralmente frutto della possibilità di usare gli stessi set in Nuova Zelanda in un periodo in cui le direttive anti-Covid rendevano il paese particolarmente sicuro per le produzioni cinematografiche, approfondendo il passato dell’antagonista del primo lungometraggio). Qui la componente “aziendale” si fa sentire, con un approccio più pulito al genere, una certa reticenza ad andare fino in fondo con la brutalità, in favore di una cinefilia più artificiosa che ricrea gli anni Ottanta sul piano estetico ma non aggiunge granché su quello viscerale e carnale. E al netto della bravura di Goth, soprattutto quando interagisce con Esposito e Bacon che la contagiano con il loro entusiasmo recitativo in zona B-movie, si sente anche la mancanza di Pearl, che dei due ruoli da lei interpretati nel capostipite era quello più perverso e in linea con lo spirito generale della saga. Alla fine, la sensazione è quella che, pur tenendo conto della fattura tecnica non indifferente e almeno una sequenza che è tra le migliori della trilogia, questo è un caso in cui le tre X sono di nome, non di fatto.

La recensione in breve

6.5 Timido

Ti West si diverte a ricreare la Los Angeles degli anni Ottanta, ma rispetto ai due film precedenti della trilogia c'è una certa timidezza nel connubio di sesso e sangue.

Pro
  1. Mia Goth mantiene tutto il suo carisma
  2. Giancarlo Esposito e Kevin Bacon sono strepitosi
  3. Alcune sequenze hanno quel giusto sapore da B-movie
Contro
  1. Il risultato complessivo è un po' troppo
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
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