La serie: The Penguin, 2024. Creata da: Lauren LeFranc. Genere: Crime, Azione. Cast: Colin Farrell, Cristin Milioti, Michael Kelly, Rhenzy Feliz, Mark Strong. Durata: 8 episodi/50 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: Su NOW, in anteprima stampa ed in lingua originale.
Trama: Ambientata sei settimane dopo gli eventi di The Batman, The Penguin racconta l’ascesa al potere di Oswald “Oz” Cobblepot detto “il Pinguino” nell’ambiente criminale di Gotham City.
A chi è consigliata? La serie targata Sky Exclusive è particolarmente versatile: può essere caldamente consigliata a tutti coloro che hanno amato le vicende raccontate in The Batman, ai fan più accaniti dei fumetti e dell’universo narrativo dell’Uomo Pipistrello, ma anche a chi è alla ricerca di una serie sì fumettosa ma che omaggia anche i migliori crime movie di sempre.
Nel 2021 il grande schermo ha accolto con straordinaria benevolenza sia da parte del pubblico che della critica il debutto cinematografico di un nuovo volto per Bruce Wayne/Batman. Con le fattezze di un’incredibile Robert Pattinson, The Batman è stato un successo immediato che ha rivitalizzato un personaggio dei fumetti e dell’immaginario collettivo grazie all’inventiva dietro la macchina da presa di Matt Reeves. Ora, il regista statunitense, torna come produttore esecutivo dietro al progetto The Penguin, serie tv spinoff dei personaggi e delle vicende del film del 2021 che si incentra sulla figura sghemba e violenta di Oswald “Pinguino” Cobblepot, interpretato da un’irriconoscibile Colin Farrell, sia nel lungometraggio che nella serie.
Nella nostra recensione di The Penguin, vi racconteremo come la sceneggiatrice Lauren LeFranc (qui anche creatrice e showrunner della serie) abbia accettato il testimone artistico e narrativo di Matt Reeves per portare sul piccolo schermo un racconto di criminalità capace di reggersi in piedi sul carisma dei suoi bravissimi protagonisti, senza l’ingombrante presenza scenica (e narrativa) del Batman di Robert Pattinson. Ed un motivo in più per recuperare The Penguin (su Sky e NOW TV in esclusiva a partire da venerdì 20 settembre) sono le magistrali interpretazioni di Colin Farrell nel ruolo titolare e di Cristin Milioti in quelli inediti di Sofia Falcone.
Di cosa parla The Penguin?

Carmine Falcone è morto, e la mala di Gotham City si ritrova improvvisamente senza un boss criminale. La famiglia Falcone ripone le sue speranze nel figlio maschio di Carmine, Alberto, ma l’inquietante ed ambizioso Oswald Cobblepot (Colin Farrell) si sbarazza immediatamente del rivale, nascondendo la malefatta alla famiglia del giovane. Ma ad intromettersi tra la desiderata scalata al potere di Oz e le circostanze del caso c’è Sofia Falcone (Cristin Milioti), figlia del defunto Carmine e sorella del “desaparecido” Alberto. Uscita dal carcere di massima sicurezza di Arkham, Sofia ha intenzione non solo di prendere le redini del business di famiglia, ma anche di scoprire cosa ne è stato del fratello latitante.
Così ha inizio The Penguin, serie in otto episodi creata da Lauren LeFranc e in arrivo su Sky e NOW TV con i capitoli a partire da venerdì 20 settembre. Battente bandiera HBO Max, è il primo progetto televisivo che ruota ufficialmente attorno all’universo narrativo di The Batman di Matt Reeves; e proprio dalle vicende finali del lungometraggio con protagonista Robert Pattinson partono le primissime scene della serie con Colin Farrell. Un Farrell che ancora una volta veste i panni di uno dei più acerrimi nemici del Cavaliere Osuro, qui alle prese con un progetto destinato al piccolo schermo tutto suo, senza la presenza iconograficamente impegnativa di Bruce Wayne e del suo alter ego con cappuccio e mantello.
Un grande affresco criminale

Mettiamolo subito in chiaro. In The Penguin non fa alcuna comparsata il Batman di Robert Pattinson, anche se gli avvenimenti e il milieu narrativo sono i medesimi. Lo ritroviamo ancora così l’Oswald Cobblepot di Farrell, come lo avevamo lasciato negli ultimi istanti della pellicola di Reevese: all’interno del suo lugubre ufficio, con gli occhi puntati verso una spettacolare alba che si alza sui grattacieli ed il grigiore di Gotham City. L’alba di una nuova, immaginifica era per il mondo criminale della fittizia città, dove l’improvviso vuoto di potere costringe la famiglia Falcone (di gran lunga la più temuta e rispettata nella metropoli creata dalla mente geniale di Bob Kane) a prendere provvedimenti: chi dovrà presiedere al trono lasciato vacante? Il nostro protagonista, avido ed ambizioso, non si accontenterà di essere semplice sgaloppino dei boss più influenti della città, ma farà di tutto, compierà anche i peggiori crimini, pur di approfittare del momento di incertezza e di accaparrare il potere assoluto sulla mala di Gotham.
Una trama che senza dubbio affonda a piene mani dai fumetti dedicati a Batman e alle sue lotte contro la malavità dalla città che lo ospita, in special maniera dagli albi che a partire dagli anni Ottanta in poi (merito della “rinascita” di Batman a strisce e colori di Frank Miller) hanno raccontato il Cavaliere Oscuro in maniera più realistica e meno cartoonesca, preferendo la delineazione di villain ed antagonisti più ancorati alla cronaca statunitense che non alla fervida immaginazione di un adolescente. In questo processo fumettistico anche Oswald Cobblepot alias “il Pinguino” è passato dall’essere un affettato boss della malavita dalle fattezze di curioso uccello mammifero dei ghiacci) a sghembo e violento criminale del sottobosco di Gotham City; ed il ritratto di Colin Farrell sia in The Batman che nella serie di Lauren LeFranc ne è diretta espressione.
Cristin Milioti tiene testa a Farrell

Del resto lo aveva predetto l’attore irlandese candidato all’Oscar, che la serie dedicata al Pinguino sarebbe stata incredibilmente violenta. Difatti, lo show targato HBO Max è a tutti gli effetti un efficace affresco criminale destinato al piccolo schermo che ricorda da molto vicino le vicende di alcuni dei racconti cinematografici e televisivi che hanno fatto grande e riconoscibile il crime movie di ieri e di oggi: da Il Padrino a Scarface, da Il massacro del giorno di San Valentino fino a passare per la serie tv di culto I Soprano. Insomma, in The Penguin le suggestioni e gli omaggi non mancano, così come non mancavano nei riferimenti socio-culturali (ma anche iconografici) dei fumetti dedicati a questi personaggi. Merito di una sceneggiatura ben strutturata, di una regia efficace e tagliente affidata a Craig Zobel e a Helen Shaver e di un ensemble di attori in stato di grazia.
Oltre all’irriconoscibile Colin Farrell nei panni del perfido ed arrivista protagonista della serie, da segnalare è la vera e propria new entry dell’universo narrativo di Batman iniziato nel 2021 da Matt Reeves: una sorprendente Cristin Milioti nei panni di Sofia Falcone, pericolosa ed imprevedibile figlia dell’ex-boss Carmine Falcone (nel film con Pattinson aveva il volto di John Turturro, ora nei flashback della serie quello di Mark Strong) la cui versione televisiva buca lo schermo e gareggia in carisma e bravura scenica con il Pinguino interpretato dal celebre attore made in Irlanda.
I Soprano sbarcano a Gotham City

Insomma, The Penguin ha tutte le carte in regola per fare breccia nello spettatore che aveva qualche anno prima particolarmente apprezzato il tono adulto e crepuscolare del Batman di Matt Reeves; qui troverà senza ombra di dubbio pane per i propri denti, nonostante non sempre la freschezza e l’originalità narrativa la facciano da padrone. Show televisivo solido e discretamente violento, il progetto audiovisivo tutto dedicato al perfido Oswald Cobblepot alias “il Pinguino” di Gotham City si regge infine sulle spalle di un irriconoscibile e trasformista Colin Farrell, e di una perfetta Cristin Milioti, il cui duello per il potere sulla mala della città incendia i migliori momenti del prodotto creato da Lauren LeFranc.
Tuttavia, nonostante l’atmosfera e le vicende omaggino i migliori racconti crime del cinema e della tv, a volte sembra di guardare un episiodio de I Soprano ambientato nell’universo narrativo dell’Uomo Pipistrello; a tratti l’effetto è curioso e straniante, a volte decisamente funzionale alla storia e i personaggi. In attesa di una (possibile?) seconda stagione.
La recensione in breve
La serie spinoff tutta dedicata al violento Oswald Cobblepot alias "il Pinguino" di Gotham City si regge sulle spalle di un irriconoscibile e trasformista Colin Farrell, che aveva vestito lo stesso ruolo in The Batman, di cui la serie è un sequel semi-diretto. L'atmosfera e le vicende omaggiano i migliori racconti crime del cinema e della tv, ma a volte sembra di guardare I Soprano nell'universo narrativo dell'Uomo Pipistrello.
The Good
- Il trasformismo di Colin Farrell
- L'atmosfera sporca e violenta
- Gli omaggi e i rimandi ai grandi crime movie
- Una sorprendente Cristin Milioti tiene testa a Farrell
The Bad
- I riferimenti a I Soprano sembrano fin troppo palesi
- Il ritmo e le intuizioni di The Batman sono lontane
- Voto CinemaSerieTV
