Il film: Il Robot Selvaggio, 2024. Regia: Chris Sanders Cast: Lupita Nyong’o, Pedro Pascal, Catherine O’hara. Genere: Fantascienza, drammatico. Durata: 102 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema, in anteprima stampa.
Trama: Questa epica avventura segue il viaggio di un robot – l’unità ROZZUM 7134, abbreviato “Roz” – che dopo un naufragio si ritrova su un’isola disabitata dove dovrà imparare ad adattarsi all’ostile ambiente circostante, costruendo gradualmente relazioni con gli altri animali dell’isola e adottando un’ochetta.
A chi è consigliato: Agli amanti dell’animazione, alle famiglie e soprattutto a qualsiasi genitore.
Potremmo aver trovato la pellicola animata capace di contendersi con Inside Out 2 la prossima stagione dei premi? Forse, anche se sarà molto difficile impensierire la concorrenza del sequel del già pluripremiato capolavoro del 2015. Sia perché stiamo parlando di un prodotto di per se magnifico nella sua solidità estrema, ma soprattutto perché l’ultimo tassello del colosso Pixar è stato uno dei pochi film capaci di dare un po’ di respiro alle sale cinematografiche (superando il miliardo e mezzo di incassi) in quest’ultima annata profondamente segnata dagli scioperi di Hollywood. E quindi come non premiarlo?
Ciò nonostante Il Robot Selvaggio, il nuovo lavoro di Chris Sanders (Lillo & Stitch, I Croods, Dragon Trainer) in uscita nei cinema il 10 ottobre, ha tutti gli elementi necessari per non impallidire di fronte al mostro sacro di casa Disney. A partire non solo dai nomi dei suoi creatori che hanno segnato un pezzo di storia della DreamWorks, ma soprattutto da un’animazione meravigliosa che racchiude al suo interno una storia molto toccante in grado di sciogliere il cuore di qualsiasi spettatore. Come vedremo in questa recensione.
Natura contro tecnologia

Ci troviamo di fronte ad un racconto (adattamento dell’omonimo libro di Peter Brown) di formazione che si interroga sul conflitto natura-tecnologia, e su un automa creato dall’uomo che può imparare ad avere dei sentimenti, persino più degli esseri viventi stessi. Una premessa attorno a cui sono già state elaborate grandi opere che hanno scritto pagine importanti della storia della letteratura e dell’audiovisivo, ma Il Robot Selvaggio riesce pienamente a colpire nel segno e a fare breccia nell’animo di chiunque (grande o piccolo che sia). La storia segue un’AI (unità Rozzum 7134, ma abbreviato a “Roz”) naufragata su un’isola dalla natura incontaminata in seguito ad una tempesta.
Qui Roz dovrà fare i conti con un’ecosistema selvaggio dove regna il caos assoluto, con predatori e prede che hanno come fine ultimo solo quello di sopravvivere. Un giorno trova un cucciolo di oca orfano, e decide di crescerlo attraverso una serie di compiti predisposti dal suo computer (si tratta di una macchina costruita non solo per fare determinate azioni, ma soprattutto programmata per l’aiuto istantaneo) per far sì che le esigenze del piccolo vengano superate. Ma il suo artificiale utilitarismo verrà completamente messo in discussione.
Animazione immersiva

Ad un primo acchito sembrerebbe un canovaccio tutto fuorché nuovo, e difatti durante la visione si richiameranno spesso alla mente alcuni titoli da cui Il Robot Selvaggio potrebbe aver preso ispirazione. Opere che hanno messo al centro delle loro narrazioni – come Il gigante di ferro o Wall-e, tra le più note – robot che trascendono la loro programmaticità per abbracciare dei comportamenti del tutto emozionali ed emozionanti. Ma il nocciolo principale è che il nuovo lavoro della DreamWorks (passato in anteprima al festival di Toronto) riesce in qualche modo ad avere un respiro del tutto proprio ed originale, con una trama apparentemente semplice e immediata, ma capace di presentare diversi livelli di lettura.
Il suo grande fascino, però, Il Robot Selvaggio lo trova in un’animazione semplicemente splendida, la cui unione magistrale tra disegni – che riprendono quelli di Brown – in acquerello e computer grafica, tra artigianalità e tecnologia, delinea delle atmosfere davvero sensazionali, per cui ogni parola risulterebbe superflua. Delle ambientazioni in cui immergersi completamente per farsi abbracciare dalla meraviglia della natura.
Genitori e figli

Natura di cui Roz diventerà il principale catalizzatore di coesione sociale tra gli animali chiamati ad affrontare un’improvvisa congelazione abbattutasi sull’isola. Perché Il Robot Selvaggio è anzitutto questo, una storia sul senso di comunità di un ecosistema i cui membri abbandonano i loro egoismi per perseguire un interesse collettivo superiore, dal momento che per vivere in un mondo armonioso bisogna mettere da parte la legge del più forte, e fare in modo che nessuno faccia del male agli altri. Ed è una storia raccontata con una sensibilità davvero potente, seppur con qualche didascalismo di troppo che da una parte giustifica l’accessibilità del film ad un parterre di spettatori più piccoli, ma che dall’altra può inficiare sulla fluidità del racconto.
Ma al netto di ciò, Il Robot selvaggio è un film all’interno di cui c’è tanto cuore. Tanto cuore in un racconto di madri e figli, e soprattutto un racconto sulla difficoltà di essere genitori. Nel suo percorso di educazione del cucciolo di Oca, Roz dovrà proprio fare i conti con la sua limitante schematicità da robot, accorgendosi che per crescere qualcuno non è tanto necessario un approccio programmatico, quanto più molta pazienza, moltissimo cuore, e anche un pizzico di spirito selvaggio. A cui il nostro automa si lascerà definitivamente abbandonare.
Una conferma del talento di Sanders & Co

Il Robot Selvaggio è un film che non solo rappresenta un ultimo grande tassello della filmografia di uno studio animato che nel corso degli anni ha saputo sfornare immensi capolavori, ma anche un titolo che con il passare del tempo sarà destinato a diventare un piccolo grande classico. Chris Sanders e DreamWorks sono tornati in una forma smagliante, con quello che a conti fatti è uno dei migliori film animati del 2024, che sarà protagonista assoluto, insieme ad Inside Out 2, della prossima stagione dei premi. Il Robot Selvaggio uscirà in tutte le sale il 10 ottobre, dopo una serie di anteprime il 29 settembre e il 6 ottobre.
La recensione in breve
Il Robot Selvaggio è l'ultimo grande tassello della filmografia di uno studio che nel corso degli anni ha saputo sfornare grandi capolavori. Chris Sanders e DreamWorks sono tornati in ottima forma con una storia capace di sciogliere il cuore di qualsiasi spettatore, e un prodotto dotato di un'animazione davvero splendida ed immersiva.
Pro
- Un'animazione suggestiva di altissimo livello, capace di condensare magistralmente disegno e tecnologia.
- Una canovaccio apparentemente semplice che presenta però diversi piani di lettura
Contro
- La presenza, a volte, di qualche didascalismo di troppo che può incidere sulla fluidità del racconto
- Voto CinemaSerieTV
