Il film: Saturday Night, 2024. Diretto da: Jason Reitman. Genere: Commedia. Cast: Gabriel LaBelle, Rachel Sennott, Willem Dafoe, J.K. Simmons, Dylan O’Brien, Finn Wolfhard. Durata: 109 minuti. Dove l’abbiamo visto: Alla 19° Festa del Cinema di Roma, in lingua originale con sottotitoli.
Trama: L’11 ottobre 1975, un’ambiziosa compagnia di giovani comici e autori cambiò per sempre il panorama della televisione statunitense. Quella sera andò in onda per la prima volta, rigorosamente dal vivo, il Saturday Night Live. Il dietro le quinte dello spettacolo fu un trionfo di caos e di magia, segnando l’inizio di una vera e propria rivoluzione.
A chi è consigliato? A tutti i nostalgici di quella che fu la grande rivoluzione televisiva americana di metà degli anni ’70, a chi è cresciuto con la comicità dirompente di alcuni dei comedian americani più influenti del secolo scorso, o semplicemente a chi ha voglia di vedere una delle migliori commedie statunitensi del 2024.
Presentato in anteprima mondiale al Telluride Film Festival e successivamente al Toronto International Film Festival con grande successo di pubblico, Saturday Night è il nuovo film scritto e diretto dal candidato all’Oscar Jason Reitman, che torna dietro la macchina da presa dai tempi del suo discusso legacy sequel Ghostbusters: Afterlife con uno dei suoi migliori film in assoluto. Il racconto dietro la quinte della messa in onda del primo, storico, episodio in diretta del Saturday Night Live è la materia di quella che si attesta già come una delle più brillanti ed oneste commedie statunitensi sul grande schermo degli ultimi anni.
Nella nostra recensione di Saturday Night, vi porteremo nel backstage di quel fatidico 11 ottobre 1975, quando una sghangherata troupe, un produttore idealista e testardo ed un manipolo di giovani comici pronti a cambiare per sempre la televisione america, hanno dato vita sul filo del rasoio ad una delle bombe ad orologeria più deflagranti del costume americano degli ultimi decenni. In anteprima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma e nelle nostre sale esclusivamente il 21, 22 e 23 ottobre con Sony Pictures.
Di cosa parla Saturday Night?

Alle 23:30 dell’11 ottobre 1975, una scatenata compagnia di giovani comici e scrittori cambiò per sempre la televisione e la cultura americana. Diretto da Jason Reitman, scritto da Gil Kenan e Reitman e raccontato in tempo reale, Saturday Night è basato sulla storia vera di ciò che accadde dietro le quinte nei 90 minuti che precedettero la prima trasmissione del “Saturday Night Live”. Pieno di umorismo, caos e della magia di una rivoluzione che per poco ha rischiato di non esserci, parte il conto alla rovescia, in tempo reale, per l’inizio dello show più famoso al mondo. Con un cast d’insieme di giovani talenti del nuovo cinema americano, Saturday Night è l’omaggio al tv show statunitense che non ti aspetti.
Tratto da una sceneggiatura del tutto originale scritta a quattro mani dallo stesso Jason Reitman assieme a Gil Kenan, Saturday Night è senza mezzi termini non solo una delle migliori opere dietro la macchina da presa per il cineasta americano, ma anche una delle migliori commedie cinematografiche mai prodotte oltreoceano negli ultimi anni. Brillante, energetico, imprevedibile, tenero e nostalgico, il backstage del Saturday Night Live di Reitman è un trionfo per grande schermo che costeggerà le sale italiane soltanto per tre giorni: il 21, il 22 ed infine il 23 ottobre distribuito in esclusiva da Sony Pictures ed Eagle Pictures.
Operazione Nostalgia?

Una scelta distributiva che trasforma il film di Jason Reitman già in evento especiale particolarmente atteso dalla comunità dei cinefili di tutto il mondo; certo, è anche vero che la tradizione della comicià televisiva statunitense non ha mai attecchito in territorio nostrano, per tale motivo Saturday Night non troverà molto probabilmente un terreno fertile di cinespettatori italiani pronti a riempire le sale in cui verrà proiettato in esclusiva. Eppure, l’ultima fatica da regista e co-sceneggiatore del cineasta figlio del celeberrimo Ivan merita tutta l’attenzione mediatica possibile, perché vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere e cambiare (ancora una volta) il medium audiovisivo americano di oggi e di domani. Proprio come fece per la prima volta (e del tutto inaspettatamente) il primissimo episodio del SNL prodotto ed ideato da Lorne Michaels, qui interpretato da un inedito e bravissimo Gabriel LaBelle (lo avevamo già visto ed apprezzato nei panni del giovane Steven Spielberg in The Fabelmans).
Lo avevamo già intuito dal primo, irresisitible trailer quale fosse nonostante tutto il vero cuore pulsante dell’intero film, ovvero quel gruppo di sconosciuti comici mandati allo sbaraglio in diretta ad affrontare una missione considerata dai più impossibile: eguagliare gli ascolti dello show di Johnny Carson, storico conduttore di varietà della tv americana, che all’improvviso decide di non andare più in onda il sabato sera: da questa situazione di emergenza nasce l’NBC Saturday Night (che in seguito assumerà il nome definitivo di Saturday Night Live). Ma quindi, quella di Reitman è una semplicistica operazione nostalgia? Non proprio, a dirla tutta.
Il Prometeo della televisione americana

Curiosamente, il Saturday Night diretto da Jason Reitman è un lungometraggio che, oltre a celebrare la prorompente rivoluzione comica del SNL di un tempo, è formalmente debitore del grande cinema corale di Robert Altman. In particolar modo, il regista e sceenggiatiore americano si rifà con maestria e senso del rispetto a titoli quali I Protagonisti del 1992 ma in particolar modo all’ultima pellicola di Altman, Radio America (2006). Nel suo canto del cigno, Robert Altman affrescava un racconto corale supportato da interpreti di prim’ordine (su tutti, Meryl Streep, Tommy Lee Jones, Woody Harrelson e Lily Tomlin) dedicato all’ultima registrazione in diretta di uno dei programmi radiofonici di musica country più celebri nella storia americana.
Un processo “al contrario”, quello che opera Jason Reitman, che qui invece ne racconta il debutto (non più sulla radio, ma attraverso il mezzo televisivo) ma che mantiene in nuce tutte le lezioni di grande cinema corale che Altman aveva impartito alla generazione successiva di registi e sceneggiatori, Reitman compreso. Che di certo in Saturday Night non condivive con l’autore di Nashville e Gosford Park la regia frenetica e nervosa (un tratto linguistico e strutturale che sembra invece prendere a prestito più dal seminale Birdman di Inarritu, senza lunghi piani sequenza), portando sul grande schermo un dipinto costellato da piccoli e grandi ruoli interprati da un cast d’insieme divertito ed ispirato, capitanato in primis da un Gabriel LaBelle nella veste del produttore Lorne Michaels qui ritratto sin dal concept del manifesto ufficiale come un inedito “Prometeo della televisione americana”. Tra dubbi ed esilaranti imprevisti, quella fatidica notte dell’11 ottobre del 1975 fu tuttavia un successo strepitoso.
Saturday Night è una delle migliori commedie dell’anno

Per tali motivi Saturday Night è una delle migliori commedie dell’anno in corso, perché riesce a restituire (anche ad un pubblico di cinespettatori non particolarmente avvezzi alla storia e ai volti della comicità televisiva americana di ieri e di oggi) la frenesia ed il contagioso entusiasmo di un’improbabile squadra di produttori, registi, scrittori ed artisti della commedia che ha saputo guardare oltre i legacci della tradizione televisiva oltreoceano con lungimiranza, coraggio ed un pizzico di sana incoscienza. Perché solo così è possibile mettere in atto gesti di vera rivoluzione, nella società e nel mondo dell’arte tutta.
In definitiva, Saturday Night è anche e soprattutto uno dei migliori lungometraggi diretti da Jason Reitman, forse il suo più riuscito dai tempi di Juno del 2007. In anteprima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma e nelle nostre sale esclusivamente dal 21 al 23 ottobre con Sony Pictures ed Eagle Pictures, è una celebrazione dinamica ed appagante di come è nata a tutti gli effetti la mitologia del Saturday Night Live, il programma comico che ha cambiato per sempre il volto della tv e del costume americano. Con un cast d’insieme irresistibile ed in stato di grazia.
La recensione in breve
Saturday Night è uno dei migliori lungometraggi diretti da Jason Reitman. In anteprima italiana alla 19° Festa del Cinema di Roma e nelle nostre sale esclusivamente dal 21 al 23 ottobre, è una celebrazione dinamica ed appagante di come è nata la mitologia del Saturday Night Live, il programma comico che ha cambiato per sempre il volto della tv e del costume americano. Con un cast d'insieme irresistibile ed in stato di grazia.
Pro
- La regia energica ed implacabile di Jason Reitman
- Il cast tutto, capitanato da un inedito Gabriel LaBelle
- L'effetto nostalgia di uno degli show televisivi più influenti di sempre
Contro
- ll SNL non è fenomeno di costume in Italia, il film potrebbe alinenare alcuni spettatori
- Voto CinemaSerieTV
