La accesa controversia tra Justin Baldoni e la coppia di star hollywoodiane Blake Lively e Ryan Reynolds ha finalmente raggiunto il culmine: il regista di It Ends With Us ha infatti denunciato, per 400 milioni di dollari, la co-protagonista del film e suo marito, presso un tribunale di NY.
Baldoni, ci dice Variety, accusa i due attori di aver orchestrato una campagna diffamatoria contro di lui, alimentata da false accuse di molestie sessuali. Secondo la denuncia, la coppia avrebbe sfruttato il proprio potere mediatico e relazionale per sabotare Baldoni e appropriarsi del progetto cinematografico tratto dal volume di Colleen Hoover. La querelle, che coinvolge anche agenti e pubblicisti, promette di scuotere ulteriormente l’industria cinematografica.
Baldoni, insieme al suo studio cinematografico Wayfarer e ai suoi pubblicisti, ha presentato la denuncia giovedì 16 gennaio, affermando che Lively e Reynolds avrebbero diffuso informazioni manipolate per danneggiare la sua reputazione e la sua carriera. “Questo non è un caso di due celebrità che si punzecchiano a vicenda nella stampa,” si legge nella denuncia. “Si tratta di due delle star più potenti al mondo che sfruttano il loro enorme potere per sottrarre un intero film dalle mani del suo regista e dello studio di produzione.”
Le accuse di Baldoni si basano su una serie di prove che, secondo il suo legale Bryan Freedman, includono “messaggi, e-mail, video e altri documenti condivisi in tempo reale tra le parti.” Freedman ha dichiarato: “È chiaro, sulla base della nostra completa disponibilità a fornire tutta la documentazione, che questa è una battaglia che lei non vincerà e di cui si pentirà certamente.”
L’origine della disputa risale a dicembre 2024, quando Lively aveva presentato una denuncia contro Baldoni e i suoi collaboratori per molestie sul set e una presunta campagna mediatica volta a screditarla. Baldoni sostiene che queste accuse siano parte di un piano per appropriarsi del controllo creativo di It Ends With Us e per distruggere la sua carriera. La denuncia di Lively includeva estratti di messaggi tra i pubblicisti di Baldoni, in cui essi si vantavano di poter “seppellirla.”

In un’ulteriore mossa legale, Baldoni ha recentemente anche intentato causa contro il New York Times, accusando il giornale di collaborare con il team di Lively per diffondere una narrativa unilaterale e non verificata. “Blake Lively è stata gravemente fuorviata dal suo team o ha intenzionalmente rappresentato male la verità,” ha dichiarato Freedman.
Da parte loro, Lively e Reynolds negano qualsiasi pressione sugli agenti di Baldoni o coinvolgimento diretto nella campagna diffamatoria. La loro agenzia, WME, ha dichiarato: “Nessuna pressione è stata esercitata da Reynolds o Lively in nessun momento affinché l’agenzia scaricasse Baldoni come cliente.” Tuttavia, Baldoni contesta questa versione, sostenendo che Reynolds abbia definito Baldoni un “predatore sessuale” durante la première del film Deadpool & Wolverine, frase che sarebbe poi apparsa successivamente sui media.
