Darren Aronofsky, regista acclamato per opere come Requiem for a Dream, Il cigno nero e The Whale, sarebbe in trattative per dirigere il remake di Cujo, il celebre romanzo horror di Stephen King. Il progetto, annunciato da Netflix solo qualche giorno fa, segnerebbe la prima incursione del regista nel mondo dello streaming.
Al momento, il film, prodotto dal veterano Roy Lee, non ha ancora nemmeno uno sceneggiatore: a quanto si apprende, inoltre, Aronofsky non avrebbe ancora incontrato i dirigenti per un formale colloquio.
Tratto dal romanzo di Stephen King pubblicato nel 1981, Cujo racconterà la vicenda angosciante di una madre e del figlio epilettico intrappolati all’interno di un’auto in panne, mentre all’esterno un docile cane di razza San Bernardo, affetto da rabbia dopo il morso di un pipistrello, li tiene sotto assedio. Una premessa semplice ma carica di tensione, che ha già trovato spazio sul grande schermo nel 1983 grazie al film di Lewis Teague, interpretato da Dee Wallace e Daniel Hugh Kelly. All’epoca, la pellicola incassò 21 milioni di dollari a fronte di un budget di soli 6 milioni,.
Come ci ricorda THR, Il nuovo adattamento sarà prodotto da Roy Lee, figura chiave per il successo di recenti progetti tratti dalle opere di King, tra cui i due capitoli di It, il recente Salem’s Lot per Paramount, e l’annunciato adattamento de La lunga marcia.
Aronofsky, noto per la sua estetica disturbante e introspettiva, si è già misurato con l’horror in chiave autoriale. Basti pensare a Madre!, con Jennifer Lawrence, esempio di un approccio cerebrale e raffinato al genere. La sua ultima regia, The Whale, ha poi fruttato a Brendan Fraser l’Oscar come miglior attore nel 2023, rilanciandone la carriera.
Attualmente, Aronofsky è alle fasi finali della post-produzione di Caught Stealing, crime drama con Austin Butler e Zoë Kravitz in uscita nelle sale il 29 agosto, distribuito da Sony. Se le trattative con Netflix andranno a buon fine, Cujo potrebbe diventare un perfetto connubio tra horror viscerale e analisi psicologica: due territori che Aronofsky conosce a fondo.
