Nel finale di Wonder, Auggie Pullman completa il suo primo anno alla scuola media Beecher Prep con grande successo, nonostante le difficoltà iniziali legate alla sua deformazione facciale congenita. Durante la cerimonia di fine anno, il preside Tushman tiene un discorso in cui loda il coraggio, la gentilezza e la resilienza, e assegna ad Auggie il prestigioso Premio Henry Ward Beecher per aver fatto la differenza nella vita degli altri. Accompagnato da un lungo applauso, Auggie sale sul palco, felice e commosso. Il film si chiude con un pensiero del protagonista: «Tutti meritiamo una standing ovation almeno una volta nella vita».
Al centro del fim (qui la nostra recensione) c’è Auggie, un bambino di dieci anni nato con una rara sindrome genetica che gli ha causato numerose malformazioni al viso. Dopo anni di istruzione a casa, inizia a frequentare una scuola pubblica per la prima volta. L’impatto con i compagni è difficile: Auggie subisce insulti, sguardi e isolamento. Tuttavia, grazie alla sua intelligenza, al suo spirito e al sostegno della famiglia, riesce a guadagnarsi la simpatia e il rispetto di molti. In particolare, stringe un’amicizia sincera con Jack Will e poi con altri compagni, tra cui Summer. Quando durante una gita scolastica viene difeso dai bulli da alcuni ragazzi che in precedenza lo avevano emarginato, Auggie capisce che la sua forza ha ispirato gli altri. Il percorso scolastico di Auggie diventa così anche un viaggio collettivo verso la tolleranza, la gentilezza e l’empatia.
Wonder è un film drammatico e familiare del 2017 diretto da Stephen Chbosky, tratto dal romanzo omonimo di R.J. Palacio. Il protagonista Auggie è interpretato da Jacob Tremblay, affiancato da Julia Roberts e Owen Wilson nei panni dei genitori e da Izabela Vidovic nel ruolo della sorella maggiore Via. Il film, distribuito da Lionsgate, è stato acclamato per il suo messaggio positivo e le interpretazioni intense, ottenendo una candidatura agli Oscar per il miglior trucco. Ambientato tra le difficoltà quotidiane e le piccole conquiste di un bambino “diverso”, Wonder ha saputo emozionare il pubblico con una narrazione semplice ma potente, diventando un simbolo di inclusione e accettazione.
Al seguente link, vi sveliamo se Wonder è tratto da una storia vera.
