Wonder, il toccante film del 2017, non è tratto da una storia vera, ma da un romanzo di successo di R.J. Palacio, incentrato sul tema della disabilità e del bullismo ad essa collegato. A sua volta la scrittrice ha spiegato di aver preso spunto da un episodio che le è capitato tempo fa, quando i suoi figli erano piccoli. Un giorno, entrando in una gelateria, uno dei due figli, che allora aveva tre anni, scoppiò a piangere dopo aver visto una ragazzina con il volto deformato. Per evitare che il figlio continuasse a urlare, la Palacio lo portò via da lì. Questo le diede lo spunto per sviluppare la storia di Auggie, affetto dalla sindrome di Treacher Collins.

Palacio ha raccontato in un’intervista a Qualcunoconcuicorrere, che poco dopo essere uscita da quella gelateria, iniziò a sentirsi in colpa nei confronti della ragazzina disabile. Soprattutto per aver gestito con poca intelligenza una situazione che avrebbe potuto essere occasione di crescita per tutti.
“Il libro è iniziato in risposta a una situazione che io ho vissuto in prima persona, tra l’altro riportata nel romanzo, quando Jack Will racconta la prima volta che ha visto Auggie: io ero a prendere un gelato con i miei due figli, il più piccolo dei quali aveva tre anni, e vicino a noi c’era una bambina con una grave anomalia cranio-facciale. Il piccolo ha iniziato a piangere, perché aveva paura, e io a quel punto sono andata nel panico, perché temevo che la bambina potesse rendersi conto della paura di mio figlio, e ho ritenuto che la cosa migliore da fare fosse andarsene il più rapidamente possibile. Solo dopo ho realizzato che la mia fuga poteva far pensare ad una mia volontà di proteggere mio figlio dalla visione della bambina. (…) La cosa migliore da fare sarebbe stata quella di andare dalla bambina, mentre mio figlio piangeva e chiederle se il suo gelato le piaceva. In questo modo avrei mostrato a mio figlio che non c’era nulla da temere”
La sera stessa iniziò a pensare a una storia che vedesse come protagonista un bambino con il viso deformato. Nacque così il primo abbozzo del ciclo di quattro romanzi dedicati a Auggie, adorabile bimbo affetto dalla sindrome di Treacher Collins. Una rara malattia genetica che porta a uno scarso sviluppo di alcune parti delle ossa della testa e dei tessuti facciali.

La scrittrice newyorchese, ma di origini colombiane, quindi, ha sfruttato un evento personale per dar vita a una storia di ampio respiro, che in poco tempo ottenne grande successo. Uscito nel 2012 come apologo contro il bullismo, Wonder divenne occasione per una riflessione che coinvolgeva anche gli altri personaggi del romanzo, come i genitori di Auggie, sua sorella, il suo migliore amico Cristopher e il bullo nemesi di Auggie, Julian. A ognuno di loro, J.R. Palacio dedicò un libro a sé.
Dopo la pubblicazione del volume, Hollywood si interessò subito a quella storia, adattata per il grande schermo da Stephen Chboski. Con un cast di grande fascino che comprendeva Julia Roberts, Owen Wilson e Jacob Tremblay in quelli del protagonista.
E proprio il romanzo dedicato a Julian ha ispirato il sequel di Wonder, uscito nel 2023. Il film, di cui potete vedere il trailer qui sotto, si intitola Wonder: White Bird ed è una storia ispirata al personaggio della nonna di Julian e della sua giovinezza vissuta accanto ad un bambino che era emarginato per il suo aspetto fisico.
Se siete interessati ad approfondire il tema del bullismo nei minori, ma in altri ambiti, vi consigliamo Il ragazzo dai pantaloni rosa, anche questo tratto da una storia vera.
