L’attore Gérard Depardieu, uno dei volti più iconici del cinema francese, è stato condannato dal tribunale di Parigi a 18 mesi di reclusione con sospensione della pena per aggressioni sessuali avvenute sul set del film The Green Shutters (Les volets verts) nel 2021.
Il processo ha rappresentato un momento cruciale per la Francia nell’ambito del movimento #MeToo, in un Paese dove il cambiamento culturale sul tema della violenza sessuale è arrivato solo negli ultimi anni. Nonostante la sua assenza in aula, Depardieu è stato riconosciuto colpevole di aver molestato due donne durante le riprese, negando però ogni accusa.
Il procedimento giudiziario si è svolto a marzo a Parigi e si è concluso il 13 maggio con una sentenza storica per il panorama cinematografico francese. Depardieu, 75 anni, celebre per i suoi ruoli in Cyrano de Bergerac e Green Card, non era presente in aula al momento della condanna, essendo in Portogallo per le riprese del film Ela Olhava Sem Nada Ver, diretto da Fanny Ardant, una delle poche personalità del cinema francese rimaste pubblicamente al suo fianco.
Le accuse per cui Depardieu è stato condannato si riferiscono a due episodi distinti avvenuti sul set del film.
La prima vittima, Amélie K., scenografa sul set, ha raccontato di essere stata immobilizzata da Depardieu con le ginocchia, mentre l’attore le palpava il corpo e pronunciava frasi sessualmente esplicite come: “Vieni a toccare il mio grande parasole, te lo infilo nella f…”. La giovane ha dichiarato di essersi sentita terrorizzata, mentre l’uomo rideva. La corte ha ritenuto credibile la sua testimonianza, sostenuta anche da due testimoni oculari.

La seconda donna, un’assistente alla regia che ha testimoniato in aula con lo pseudonimo di “Sarah”, ha raccontato di essere stata toccata sul seno e sui glutei da Depardieu in due diverse occasioni, mentre lo accompagnava sul set. L’attore ha sempre negato con forza entrambe le versioni, sostenendo che i suoi comportamenti siano stati fraintesi.
Durante il processo, sono intervenute anche altre donne che non hanno sporto denuncia ma che hanno voluto raccontare episodi simili. Un’attrice, ad esempio, ha accusato Depardieu di averle infilato le mani nelle mutandine durante un photocall della serie Netflix Marseille.
In totale, le denunce pubbliche contro l’attore sono oltre venti, anche se molte sono emerse solo di recente. Rimasto tristemente noto il caso di Emmanuelle Debever, morta suicida dopo essere stata tra le prime a squarciare il velo sui deplorevoli comportamenti dell’ex icona.
Questa condanna rappresenta un momento di svolta in Francia, dove il movimento #MeToo ha incontrato maggiori resistenze rispetto ad altri Paesi, e dove, fino a poco tempo fa, vigeva un silenzio diffuso nel mondo del cinema sulle molestie sessuali.
La vicenda giudiziaria di Depardieu non si chiude però qui, come riporta Deadline: è infatti possibile che nei prossimi mesi venga avviato un secondo processo per un’accusa di stupro avanzata dall’attrice Charlotte Arnould, per fatti risalenti al 2018. Il tribunale ha ricevuto la richiesta della procura nell’estate del 2024 e il caso è tuttora in fase di esame.
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