Come aveva anticipato, ieri 27 agosto Emanuela Fanelli non ha parlato di Gaza nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione della Mostra del Cinema di Venezia 2025, ma ha parlato dell’esperienza cinematografica e dell’empatia che lo spettatore prova per i personaggi sullo schermo. Un discorso che ha sfiorato appena “il periodo storico” senza riferimenti diretti.
“Al cinema noi mandiamo la nostra versione umana migliore, perché gioiamo per felicità di altri come fossero nostre e soffriamo per dolori di estranei come fossero nostri. Quanto siamo belli al cinema?”. Emanuela Fanelli #Venezia82 pic.twitter.com/tTvk79glUL
— RB Casting (@RBcasting) August 28, 2025
L’attrice, che è diventata celebre con il programma Una pezza di Lundini e ha proseguito la sua carriera con Paola Cortellesi in C’è ancora domani e con autori come Virzì e Paolo Genovese in Follemente, ha detto nel suo discorso:
“Ci prepariamo a vivere undici giorni di grande cinema e a celebrare quest’arte meravigliosa perché Venezia, è importante dirlo, non è un Festival, è una Mostra. È la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, a sottolineare proprio l’apporto artistico che il cinema regala”
“Ciò che mi è rimasto della mia prima volta al cinema è il ricordo di un’emozione forte, la paura. Ma soprattutto la strategia per affrontarla. Ridere. Il cinema è proprio una scuola di emozioni, perché lì si possono sentire liberamente in uno spazio protetto fuori dalla vita, si impara a riconoscere le proprie, quelle degli altri, si impara a gestirle, ad affrontarle, ma soprattutto al cinema noi mandiamo la nostra versione umana migliore, perché gioiamo per felicità di altri come fossero le nostre e soffriamo per dolori di estranei, che tra l’altro non esistono, come fossero i nostri”
“Beh, ma quanto siamo belli al cinema, pensate che bello se noi avessimo lo stesso grado di empatia anche nella vita quotidiana, se noi riuscissimo a portare anche fuori dalle sale quei noi lì, se noi fossimo sempre quelle persone che esultano per i successi altrui e soffrono per le tragedie altrui e sentono sempre le vite degli altri come se fossero le proprie. Io penso che sicuramente vivremmo un momento storico migliore e soprattutto sarebbe più facile e meno ingiusto stare al mondo”
Fanelli che quest’anno è la prima conduttrice della cerimonia d’inaugurazione della Mostra – gli altri anni le attrici incaricate dello stesso ruolo erano denominate madrine – ha sollevato una polemica per aver dichiarato che non avrebbe parlato di Gaza, nel suo discorso. Le motivazioni principali, aveva spiegato l’attrice romana, risiedevano nel fatto che si sentisse inadeguata a parlare di un tema così importante e delicato con indosso un vestito di alta moda e gioielli costosi. Ha aggiunto però che presenzierà alla manifestazione pro Palestina annunciata per il 30 agosto.
La polemica si è inasprita nella tarda serata di ieri con il commento di Selvaggia Lucarelli che ha sottolineato la “pavidità” e l’opportunismo di Fanelli: “Bastava dire “Non parlerò di Gaza per evitare casi diplomatici e perché voglio continuare a fare l’attrice senza perdere opportunità”
Tra i commenti al post di Lucarelli, molti le hanno fatto notare che neanche lei al Dopofestival o a Ballando con le stelle ha parlato di Gaza, nonostante l’abbia fatto sui suoi canali social e su Il Fatto Quotidiano.
