Emanuela Fanelli, scelta come conduttrice della cerimonia di apertura alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, ha spiegato in un’intervista a Repubblica perché sul palco non parlerà dell’attuale situazione a Gaza, pur aderendo all’appello lanciato da Venice 4 Palestine. Il motivo principale, spiega l’interprete di FolleMente, è che è un discorso che spetterebbe a persone competenti sul tema.
A Repubblica Fanelli ha detto
“Da essere umano, non da conduttrice, io sono profondamente addolorata per quello che sta accadendo. E sono felice che la Biennale abbia deciso di dare spazio alla manifestazione del 30, perché a Venezia i riflettori del mondo ci sono. E certamente, per il ruolo che mi è stato affidato, mi sono chiesta se fosse il caso di dire qualcosa sul palco. Sono sinceramente convinta che, se si deve parlare di una cosa così grande e dolorosa, lo debbano fare persone competenti. Io non posso salire in scena, con un abito stupendo e gioielli costosissimi, e dire due frasi tanto per dire: mi sembrerebbe quasi un gesto fatto per me stessa, più che per la causa. Da spettatore, detto con franchezza, non vorrei sentire Emanuela Fanelli, attrice italiana, che per mezz’ora mi spiega la questione medio orientale. Vorrei sentire dei professionisti. E questo non lo voglio. Quindi preferisco non farlo, perché sento che mi creerebbe imbarazzo e toglierebbe senso al messaggio. Immagino che ci sarà qualcuno che penserà che me ne frego di tutto, però io non ce la faccio a dire una frase buttata lì e devo essere onesta con me stessa. Ma nel discorso che ho scritto parlo anche un po’ di come mi piacerebbe che andasse l’umanità, quindi in parte c’è”
Emanuela Fanelli ha sottolineato la sua adesione all’appello lanciato da V4P, ritenendo giusto che Venezia ospiti la manifestazione “perché non possiamo far finta che vada tutto bene”. Ha ricordato la presenza, tra i film in cartellone, di pellicole come The Voice of Hind Rajab, che affrontano direttamente questi temi, e sottolinea come il cinema sia uno strumento potente per raccontare dolore e complessità. Per questo, considera naturale che la Mostra accolga la protesta senza perdere la sua identità di festa del cinema, “due cose che non sono in contraddizione”
La presenza di Fanelli a Venezia segna una svolta per il suo ruolo, nella Mostra del Cinema. Quella che fino all’anno scorso era la “madrina” del Festival da quest’anno è conduttrice. A tale proposito, a Cinecittà News ha spiegato:
“Credo che semplicemente si sia aggiornato il termine, perché anche le colleghe e i colleghi prima di me effettivamente facevano una conduzione della serata”
Poi ha spiegato che inizialmente era timorosa all’idea di accettare. “La ragione che mi avrebbe portato a dire no era la paura, e io non voglio mai sia quella a determinare una mia scelta. Mi hanno semplicemente detto “noi vogliamo te, il tuo modo di vedere le cose”. Ovviamente io cercherò di unire un po’ il mio tono alla cerimonia ufficiale”

Fanelli ha esordito nel cinema con Non essere cattivo di Claudio Caligari, ma ha trovato il successo con il programma Una pezza di Lundini, di cui era anche co-autrice. Successivamente ha recitato in C’è ancora domani, fortunato esordio alla regia di Paola Cortellesi, e per registi come Paolo Genovese e Paolo Virzì.
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