La criminologa e psicologa Roberta Bruzzone ha spiegato, nel corso di un incontro pubblico, come riconoscere un manipolatore prima che la relazione si trasformi in una trappola di violenza fisica e psicologica e porti la vittima a scelte irreversibili, come avere figli.
Bruzzone ha spiegato tutti gli step che portano le persone nella trappola di un manipolatore. In un precedente post su Facebook aveva spiegato che questo può accadere anche a persone intelligenti e con una buona autostima.
“Prima della violenza psicologica e poi fisica, c’è tutto questo balletto, si chiama danza narcisistica, dove la persona viene portata, sulla scorta di questa overdose dopaminergica, a fare tutta una serie di scelte, perché in quel momento è convinta che quella relazione non potrà mai deluderla, che non potrà mai tradirla, che non potrà mai diventare minacciosa.”
Riguardo “l’overdose dopaminergica” Bruzzone aveva spiegato in un post che viene sollecitata dal love bombing, che è “una strategia di condizionamento psicologico, codificata e sistematica, che sfrutta meccanismi neurobiologici potentissimi e profondamente radicati nel nostro cervello” Quando il manipolatore (o la la manipolatrice) offre “attenzioni incessanti, complimenti smisurati, dichiarazioni d’amore premature, idealizzazione totale, presenza costante, il cervello della vittima interpreta tutto questo come un’enorme scarica di gratificazione”
A quel punto, spiega la dottoressa, “La dopamina esplode e la persona si sente scelta, vista, unica, speciale. Il manipolatore, di fatto, costruisce un’associazione neurologica potentissima e si convince che “Questa persona è la mia fonte primaria di benessere.” È qui che si crea la prima fase della dipendenza.” Tra l’altro lo schema descritto da Bruzzone rispecchia la storia della modella Antonia Dell’Atte, che fu attirata in una relazione violenta con le stesse dinamiche.
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A quel punto, il manipolatore inizia a fare terra bruciata attorno alla sua vittima e ad isolarla dai suoi affetti, ma non solo:
“Quindi abbandona tutta una serie di prorogative della sua vita: abbandona le amicizie, abbandona gli interessi, spesso abbandona il lavoro e anche le relazioni più significative della sua vita precedente, perché l’altro la convince in maniera subdola che tanto il tavolo è apparecchiato, e più di questo non potrà mai desiderare di avere”
“Perché dovrebbe continuare ad avere una vita di relazioni che in qualche modo sottraggono tempo ed energia alla relazione col manipolatore? Questo porta la vittima a convincersi di fare delle scelte, ma in realtà è già manipolata, già in quella fase meravigliosa, la fase wow, la fase glitterata, ed è già manipolata in maniera feroce, solo che ha davanti un soggetto che indossa una maschera apparentemente coerente e affidabile”
La fase successiva è la più dolorosa. Per questo motivo Bruzzone invita chiunque stia iniziando una relazione a procedere con calma, senza assecondare obbligatoriamente la fretta di chi vuole portarvi a bruciare le tappe.
“In realtà sta costruendo una mappatura delle vostre fragilità e alla prima occasione, quando quella maschera cadrà, vi assicuro che andrà a colpire proprio dove fa più male, Quindi attenzione anche a questo desiderio di intimità così intenso, così quasi travolgente. Calma ragazzi, calma e sangue freddo. Vi piace una persona? Benissimo, ci mancherebbe altro. Datevi però il tempo di capire con chi avete a che fare”
Infine, Roberta Bruzzone invita a darsi del tempo prima di farsi convincere a fare figli con queste persone, perché questo potrebbe complicare le cose.
“Ciò significa, tanto per cominciare, consiglio pratico della serata: prima di decidere di riprodurvi – si chiama così, non è colpa mia – dovete prendervi un po’ di tempo, perché se c’è una categoria di soggetti che non vede l’ora di andare a dama, cioè di portarvi a fare delle scelte difficilmente reversibili, come insomma diventare genitori, è proprio questa categoria di soggetti che ha una fretta del diavolo e voi vi convincete che questa fretta sia l’ennesima manifestazione di una passione travolgente per voi, che vi ha scelto come le donne della loro vita, come le madri dei loro figli. No, vi hanno scelto come bersaglio”
Bruzzone interviene spesso sul tema delle relazioni tossiche ma anche su casi di cronaca molto dibattuti. In passato ha parlato del movente del delitto di Via Poma, si è espressa sulle motivazioni che avrebbero portato Massimo Bossetti ad uccidere Yara Gambirasio e del femminicidio di Melania Rea.
