Durante l’ultima puntata di È sempre Cartabianca, Marina La Rosa ha acceso il dibattito con un intervento destinato a far discutere ben oltre lo studio televisivo. Parlando della nascita del nuovo partito di Roberto Vannacci, l’ex concorrente del Grande Fratello – oggi opinionista e psicologa – ha lanciato una provocazione esplicita, ipotizzando un parallelismo con Benito Mussolini che si spinge fino a un riferimento intimo e personale.
“Sarebbe interessante sapere se Vannacci ha anche un’altra caratteristica di Mussolini cioè le dimensioni ridotte del pene”
Marina La Rosa a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/TzTWKJkFwi
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) February 3, 2026
Il momento che ha suscitato maggiore sorpresa in studio arriva nella parte finale dell’intervento di Marina La Rosa. Dopo aver tracciato un parallelismo tra Roberto Vannacci e Benito Mussolini sul piano simbolico e comunicativo, l’ospite si è spinta su un terreno volutamente provocatorio, chiamando in causa anche un aspetto fisico del generale. In risposta alla domanda di Bianca Berlinguer sugli effetti politici dell’uscita di Vannacci dalla Lega, La Rosa ha dichiarato:
“Sarebbe interessante scoprire anche se Vannacci ha un’altra caratteristica uguale a Mussolini. È stata fatta un’autopsia sul cadavere di Mussolini, che ha rivelato le dimensioni del pene, ed è una lunghezza di dieci centimetri. E sarebbe interessante sapere anche le dimensioni di Vannacci, perché secondo me è proprio significativo. Io ve lo dico, secondo me è correlato con questa insicurezza.”
La frase di Marina La Rosa – che negli ultimi anni si è laureata in psicologia – arriva al termine di un ragionamento più ampio in cui La Rosa collega l’estetica iper-virile e l’enfasi muscolare di certi leader a un bisogno di compensazione, citando le immagini di Mussolini a torso nudo e accostandole alla comunicazione pubblica di Vannacci. Un’analogia che, secondo lei, non sarebbe casuale ma legata a una precisa costruzione del potere e dell’identità autoritaria.
L’uscita ha immediatamente gelato lo studio. Alcuni ospiti hanno preferito non commentare, mentre altri hanno reagito con sorrisetti imbarazzati, trasformando il momento in uno dei più discussi della serata. Al di là del tono volutamente provocatorio, l’intervento ha spostato il confronto televisivo su un terreno inusuale, dove politica, simbolismo e corpo diventano strumenti di lettura del potere.
