Il dottor Stefano Reggiani, cardiologo e amico di Gino Paoli, ha raccontato alcuni retroscena sui problemi di salute dell’artista scomparso e soprattutto sul suo stile di vita, poco disciplinato. Un’amicizia fatta anche di incontri, tavolate e aneddoti. Reggiani ha anche aggiunto che i numerosi lutti affrontati da Paoli nell’ultimo periodo hanno avuto un impatto negativo sulle sue condizioni di salute.
Reggiani ha spiegato le origini della sua amicizia con Paoli: sua moglie era amica della sorella di Paola Penzo, la seconda moglie di Gino: “Da lì ho iniziato a frequentare tutta la famiglia: Paola, i figli”. I primi incontri Gino si dimostrò un po’ diffidente, ma a quanto pare era il suo “metodo” per capire chi aveva di fronte.
“All’inizio i primi incontri erano strani, non ti sentivi giudicato, ma osservato sì. Era uno che si faceva un’idea precisa. Poi però cambiava completamente: diventava accogliente, caldo, incredibilmente umano”
Reggiani si era occupato di lui nel 2017, quando Gino dovette sottoporsi ad un delicato intervento per un aneurisma all’aorta. A quei tempi il medico era direttore dell’Hesperia Hospital di Modena. Il cardiologo ha rivelato che nonostante l’artista avesse piena fiducia in lui, volle confrontarsi anche con un dentista di Genova, il dottor Gaggero. Perché un dentista? “Perché Gino si rivolgeva a lui per qualsiasi dubbio relativo alla sua salute”
Sebbene Paoli sia arrivato a 91 anni, non era esattamente un paziente modello. E poi, ricordiamo che aveva una pallottola nel cuore, da più di 60 anni.
“Una volta mi ha raccontato di un convegno di geriatria a cui era stato invitato a Genova e lui esordì dicendo: “Tutto quello che non dovete fare, sono io”. Beveva, fumava, amava la buona cucina, ha amato le donne, ha fatto la pubblicità del whisky. Eppure, è arrivato a 91 anni”
Era un uomo che ha avuto tante passioni – tra cui quella per le auto di lusso – ma anche grandi interessi, la passione per la lettura dei gialli, ma anche la grafica e la pittura: “Ha fatto etichette di vini, quadri, fotografie. Aveva una mano bellissima”

Reggiani ha incontrato Gino Paoli un mese fa: “Come ogni anno ero andato a Sanremo, e al ritorno ci siamo fermati a Genova a pranzo. Era lui. Presente, lucido, con la sua ironia”. Poi però si è aggravato: Si è spento così, piano. Non per una cosa sola. Per l’insieme.”.
Il dottor Reggiani attribuisce parte delle cause dell’aggravamento di Paoli anche ai tanti lutti che ha dovuto affrontare negli ultimi tempi, tra cui la morte del figlio e la scomparsa di Ornella Vanoni.
“È stato un periodo segnato da lutti molto pesanti: la morte del figlio Giovanni, quella della suocera Leda, a cui era legatissimo, dell’amica di una vita Ornella Vanoni e poi altre perdite vicine. Sono cose che, anche per uno forte come lui, pesano”
