Sean Astin, l’indimenticabile Samvise Gamgee della trilogia de Il Signore degli Anelli, ha rivelato di aver dovuto vendere la propria casa dopo aver accettato un compenso molto inferiore a quello che il successo della saga avrebbe lasciato immaginare. L’attore ne ha parlato in una recente intervista a The Guardian, raccontando come l’enorme popolarità conquistata grazie ai film di Peter Jackson non si sia tradotta, almeno inizialmente, in una sicurezza economica.
La trilogia, composta da La Compagnia dell’Anello (2001), Le Due Torri (2002) e Il Ritorno del Re (2003), ha incassato complessivamente circa 2,9 miliardi di dollari al botteghino mondiale ed è diventata uno dei franchise più influenti della storia del cinema. Tuttavia, dietro quel successo si nascondeva una realtà molto diversa per diversi membri del cast.
“Non ero preparato a quel livello di visibilità e accesso“, ha raccontato Astin, che è ricordato anche per il suo ruolo di protagonista ne I Goonies. “C’era una disconnessione tra l’attenzione che ricevevo e quanti soldi avevamo. Non erano molti. Anzi, ho dovuto vendere la mia casa perché avevo negoziato una cifra così bassa per l’intera trilogia.”

L’attore aveva già affrontato l’argomento nel 2017 durante un’intervista al Jim and Sam Show, spiegando di aver percepito circa 75.000 dollari per ciascun film, per un totale di circa 250.000 dollari. Una cifra che oggi appare sorprendentemente contenuta se confrontata con gli incassi miliardari della saga.
La ragione di questi compensi va ricercata nella particolare strategia produttiva adottata da New Line Cinema. Come ha spiegato Elijah Wood, interprete di Frodo Baggins, in un’intervista rilasciata lo scorso anno a Business Insider, lo studio decise di girare tutti e tre i film contemporaneamente, assumendosi un enorme rischio economico. Una scelta che si rivelò vincente, ma che impedì agli attori di rinegoziare i propri contratti dopo il successo del primo capitolo.
“Non stavamo facendo un film per poi firmare il contratto del successivo“, aveva spiegato Wood. “Non era quel tipo di situazione che ti permette di sistemarti economicamente per tutta la vita.” L’attore ha comunque sottolineato come il vero valore dell’esperienza fosse un altro: entrare a far parte di un’opera destinata a lasciare un segno nella storia del cinema e nella vita degli stessi interpreti.
Anche Orlando Bloom ha raccontato di aver ricevuto un compenso molto inferiore rispetto a quanto il pubblico potrebbe immaginare. Ospite dell’Howard Stern Show nel 2019, l’interprete di Legolas rivelò di aver guadagnato circa 175.000 dollari per l’intera trilogia.
Anche Cate Blanchett qualche tempo disse di non aver guadagnato cifre esorbitanti, con la trilogia e scherzò sul fatto che l’unico benefit ricevuto furono i panini del pranzo.
Oggi Sean Astin spiega a The Guardian di trovarsi in una situazione economica molto più serena, ma guarda ancora con affetto all’universo della Terra di Mezzo. Con Warner Bros. al lavoro su nuovi film ambientati nel mondo creato da J.R.R. Tolkien, tra cui The Hunt for Gollum diretto da Andy Serkis, l’attore non esclude un ritorno nei panni di Samvise.
“Non penso che nessuno di noi sarebbe contrario“, ha dichiarato. “Ci piacerebbe tornare a quei personaggi, soprattutto se il progetto verrà realizzato con la sensibilità di cui abbiamo sentito parlare.” E alla domanda se, questa volta, negozierebbe un contratto migliore, Astin ha risposto senza esitazioni: “Accidenti, certo che sì.“
