Nei giorni scorsi si è conclusa su Sky Atlantic e Now Tv la terza e ultima stagione di His Dark Materials – Queste Oscure Materie (di cui abbiamo scritto nella nostra recensione), che segna l’atto finale delle avventure della giovane Lyra Belacqua, impersonata sul piccolo schermo da Dafne Keen.
La serie è coprodotta da BBC e HBO e adatta fedelmente l’omonima trilogia di romanzi nati dalla penna dell’autore britannico Philip Pullman, dopo lo sfortunato tentativo cinematografico di La Bussola d’Oro, nel 2007.
Tra orsi parlanti, portali magici, talismani, streghe e profezie, la saga rientra a pieno titolo nel genere fantasy, al pari di altri capisaldi del filone quali Il Signore degli Anelli, La Ruota del Tempo, Il Trono di Spade e The Witcher.
Agli spettatori della terza stagione non sarà certo sfuggito, tuttavia, come l’universo fantastico di Queste Oscure Materie non si ispiri, come accade di frequente, alla mitologia nordica, al mondo medievale o alle tradizioni dell’Europa orientale, bensì alla sfera della religione giudaico-cristiana.
Nel corso degli otto episodi dell’ultimo atto della serie siamo stati bombardati da continui riferimenti agli angeli, a Eva, al serpente, al peccato originale e alla figura di Dio stesso, che qui prende il nome di “Autorità”.
Qualcosa, però, sembra decisamente fuori posto: Dio, il suo angelo Metatron e la Chiesa cattolica – che nella saga prende il nome di Magisterium – sono i malvagi antagonisti della saga, e l’eroina è la nuova Eva, chiamata da una profezia a “ripetere il peccato originale” per liberare l’umanità.
Come nasce quest’universo così bizzarro? In molti hanno definito la serie una versione al rovescio di Le Cronache di Narnia: proviamo a scoprire il perché, esplorando l’antica mitologia che sta alla base del telefilm in questa spiegazione della serie Queste Oscure Materie.
Quando il fantasy incontra la religione

Le Cronache di Narnia è un ciclo di sette libri creato da Clive Staples Lewis (1898-1963), scrittore capostipite, insieme a Tolkien, della letteratura fantasy.
Dopo una trasposizione televisiva per la BBC negli anni Ottanta, la saga è approdata nelle sale cinematografiche con tre film: Il Leone, La Strega e L’armadio (2005), Il Principe Caspian (2008) e Il viaggio del veliero (2010).
Ora i diritti sono stati acquistati da Netflix, che intende ripartire da zero e realizzare un adattamento completo dell’intero ciclo (si vocifera un coinvolgimento di Greta Gerwig, ma la notizia non è stata confermata).
Come tipico dell’immaginario fiabesco, la saga è popolata da fauni, streghe, minotauri e ogni sorta di animali parlanti.
Se si va al di là delle apparenze, però, è piuttosto semplice intravedere anche qui la presenza di un elemento religioso, apertamente ispirato all’universo giudaico-cristiano: la saga si apre con la creazione del magico mondo di Narnia, e nel secondo volume ci propone la morte e resurrezione del divino salvatore di Narnia, il leone Aslan.
Come se non bastasse, nei capitoli successivi le avventure sono ambientate durante il regno dei suoi “vicari terreni”, i fratelli Pevensie, per concludersi infine con l’avvento di un falso Aslan e una vera e propria apocalisse, con tanto di giudizio universale.
Insomma, dietro le avventure fantastiche dei protagonisti si cela un autentico adattamento in chiave fantasy della Bibbia, rivolto a un pubblico di tutte le età.
Al contrario, nella saga letteraria di Philip Pullman che sta alla base di Queste Oscure Materie, gli eroi sono in lotta contro un’istituzione religiosa esplicitamente ispirata alla Chiesa cattolica, e nell’ultimo atto si alleano con gli angeli caduti per combattere persino contro Dio stesso, che governa il Regno dei Cieli.
Insomma, l’universo fantastico di Queste Oscure Materie è davvero l’esatto opposto di quello di Narnia.
Il Magisterium, volto oscuro della Chiesa

Fin dalle prime due stagioni di Queste Oscure Materie abbiamo fatto conoscenza con il Magisterium, un’istituzione religiosa rigorosamente gerarchica, che detiene il monopolio della fede, caccia le streghe, propugna l’oscurantismo e ostacola la ricerca scientifica.
Se la presenza del simbolo della croce e titoli come “cardinale” non fossero sufficienti, l’analogia con la Chiesa cattolica viene anche espressamente ribadita nella seconda stagione, in cui i protagonisti scoprono l’esistenza del multiverso.
Lyra Belacqua proviene dal mondo fantastico dove regna il Magisterium, mentre Wil Parry, che è originario del nostro pianeta, riconosce in maniera esplicita come qui la Chiesa sia il suo perfetto equivalente.
Nella terza stagione ne incontriamo brevemente un’altra versione ancora: il Tempio, anch’esso spietato, bigotto e oscurantista.
Insomma, è piuttosto evidente come il fattore accomunante delle varie versioni parallele della Chiesa sia quella di essere un’istituzione maschilista, corrotta e oppressiva, sempre pronta a condannare i liberi pensatori.
Lord Asriel, ossessionato dalla ricerca degli infiniti mondi, in questo senso può ben rappresentare un equivalente della figura di Giordano Bruno, umanista rinascimentale condannato al rogo proprio per le medesime teorie.
Inutile nascondersi: a livello politico e ideologico, la serie tv Queste Oscure Materie propone una durissima critica alle degenerazioni storiche del potere ecclesiastico.
Ma se questo aspetto era piuttosto esplicito ed evidente, sarebbe stato altrettanto legittimo aspettarci di scoprire che non esiste alcun Dio, né alcun Regno dei Cieli.
A sorpresa, invece, nella terza stagione scopriamo che così non è: gli angeli, il Regno dei Cieli e Dio stesso esistono per davvero, ma sono molto diversi da quel che crediamo.
Dio come antagonista: l’influenza degli apocrifi

Da dove proviene questa bizzarria idea di trasformare Dio stesso nell’antagonista finale della saga?
A costo di far ridere qualche lettore, mettiamo subito avanti le mani: non si tratta di una velata forma di satanismo, o di altre derive analoghe!
Quello di Queste Oscure Materie è un messaggio chiaramente orientato ai valori di libertà, pace e tolleranza.
Esaminiamo meglio l’apertura della prima puntata della terza stagione, nei quali l’angelo caduto Xaphania ci rivela cos’è accaduto quando l’universo ha avuto origine: “Per molti millenni, l’Autorità ha governato il Regno dei Cieli, esercitando un controllo assoluto. Si è data i nomi di Padre, Creatore, Onnipotente, ma non è nulla di tutto questo, è solo un angelo come noi”.
Tecnicamente parlando, quindi, l’antagonista della serie non è Dio stesso, bensì un impostore.
Se ci riflettiamo, nella serie tv un vero Dio esiste eccome, ed è la forza cosmica che ha creato l’universo e lo permea sotto forma di Polvere. L’Autorità, invece, è un usurpatore, un angelo corrotto che dice di essere Dio e si impadronisce del trono vacante con la forza bruta.
Da questo punto di vista, Queste Oscure Materie riprende in maniera piuttosto esplicita la mitologia dei vangeli apocrifi: secondo gli antichi gnostici, il crudele dio dell’antico Testamento sarebbe proprio un demone impostore, di nome Yaldabaoth, che ha temporaneamente usurpato il trono divino e imposto in tutto il mondo false dottrine religiose, dopo aver sterminato i suoi primi oppositori con il diluvio universale.
Se non bastassero le conferme esplicite fornite dallo stesso Pullman, padre della saga letteraria, un indizio ulteriore ci proviene dalla curiosa denominazione “Autorità”: negli antichi vangeli gnostici, il falso dio Yaldabaoth era spesso chiamato con il titolo di “Arconte”, parola greca che significa “governatore”, e viene molto spesso tradotta in inglese proprio con “Authority”.
Lyra, la nuova Eva

“È stato chiamato un Serpente – prosegue Xaphania, all’inizio del primo episodio della terza stagione – è apparsa una nuova Eva: il tempo di una nuova ribellione si approssima”.
Si tratta – ormai lo sappiamo – della nostra beniamina, Lyra Belacqua, che una profezia delle streghe identifica esplicitamente come la “nuova Eva”, chiamata a ripetere il peccato originale per liberare l’umanità dalla tirannia celeste.
Sempre secondo l’antica mitologia dei vangeli gnostici, diffusasi nei primi tre secoli della nostra epoca, il malvagio falso dio – Yaldabaoth – avrebbe inizialmente privato i primi uomini della vera Conoscenza, nascondendola nell’albero proibito dell’Eden.
Rovesciando completamente l’interpretazione del mito biblico del peccato originale, molti scritti apocrifi, tra cui l’Apocalisse di Adamo, ci propongono una rilettura completamente capovolta del gesto di Eva nell’Eden, e della tentazione del serpente: mangiando il frutto proibito, la prima donna non avrebbe commesso alcun male, ma avrebbe soltanto restituito al genere umano il libero arbitrio e la Conoscenza proibita, incrinando una volta per tutte il potere del falso dio.
Eva insomma sarebbe un’autentica eroina, che si è rifiutata di sottostare ai dogmi e ai divieti, e ha donato l’indipendenza a tutta l’umanità.
Non a caso, gli antichi gnostici rivalutavano anche il ruolo sociale della donna, esaltando la figura di Sophia, personificazione femminile della Conoscenza che, alla fine dei tempi, avrebbe sconfitto una volta per tutte il falso dio (l’Autorità), e liberato il genere umano, proprio come Lyra.
Insomma, a conti fatti anche Queste Oscure Materie è un caso di fantasy che incontra la religione: semplicemente, anziché ispirarsi alla tradizione cristiana, Philip Pullman e la serie tv attingono a piene mani al pensiero di un’altra corrente parallela, millenaria e semisconosciuta.
I Daimon e la Polvere

Sempre da questa antica mitologia trae origine anche l’elemento fantasy più caratteristico della serie, rappresentato dai daimon, animali parlanti che accompagnano gli individui ovunque essi si rechino, e comunicano con loro empaticamente.
Com’era già piuttosto evidente nei primi due cicli di episodi, i daimon non sono altro che le anime delle persone: a confermarlo, nella terza stagione, è stata la puntata della discesa agli inferi, in cui il traghettatore ha spiegato ai protagonisti che nessun uomo con “un daimon” può scendere nell’oltretomba.
Per Lyra si tratta del suo fido Pantalaimon, mentre Will possiede lo stesso elemento con un’altra forma, invisibile e intangibile.
Nell’antica mitologia dei vangeli apocrifi – che funziona all’esatto opposto della nostra – non è infatti l’anima a scendere negli inferi, bensì il corpo, dal momento che la prima è invece destinata a reincarnarsi.
Più in generale, l’uomo sarebbe caratterizzato da tre parti: il corpo, l’anima e lo spirito.
Quest’ultimo non è altro che una sostanza divina e perfetta che permea l’intero universo, su cui l’usurpatore e i suoi seguaci vogliono disperatamente mettere le mani perché rappresenta una pericolosa minaccia per il loro potere.
Difficile non scorgere un parallelismo con la Polvere di Queste Oscure Materie, che permea l’intero universo e rappresenta il più grande nemico per il potere dell’Autorità e del Magisterium.
In molti scritti apocrifi si afferma che l’uomo deve “farsi guidare dallo spirito” che risiede dentro di lui: Philip Pullman e la serie tv prendono la cosa decisamente alla lettera, e inventano pertanto la bussola d’oro – o aletiometro – che utilizza proprio la Polvere divina per guidare i nostri eroi nelle loro avventure!
Gli angeli caduti

Nella ribellione contro l’Autorità, al fianco di Lord Asriel, ci sono anche molti angeli che hanno lasciato il Regno dei Cieli dopo essersi ribellati all’usurpatore.
“L’Autorità – spiega Xaphania nei primi minuti della terza stagione – è solo un angelo, come noi, e regna con un angelo oscuro al proprio fianco. Noi, che ci siamo battuti per la verità, siamo stati scacciati dal Regno. Da allora viviamo sospesi tra i mondi, osservando e attendendo la nostra vendetta”.
Qui il riferimento è al mito giudaico della ribellione di Lucifero e degli angeli caduti, approdato ormai migliaia di volte al cinema e in tv (Supernatural, Lucifer, Good Omens, Le terrificanti avventure di Sabrina…) sull’onda letteraria di Dante e del Paradiso Perduto di John Milton.
Queste oscure Materie, però, rilegge ogni cosa alla luce del mito dei vangeli apocrifi: gli angeli ribelli diventano eroi, perché quello che si è insediato nel Regno dei Cieli è un impostore, l’Autorità di cui parlano gli gnostici.
Ancora una volta, però, guai a parlare di satanismo: in ottica moderna, l’invito della serie è soltanto quello di mettere in discussione i dogmi e le autorità assolute, e di “combattere per la verità” contro chi la vuol tenere nascosta.
Lo stesso mito – in versione greca, ma con la medesima chiave di lettura – è presente nel Prometeo Liberato di Percy Shelley: Zeus, qui, è un tiranno che ha usurpato l’Olimpo, e deve combattere contro una benigna “Repubblica” di divinità che alla fine lo deporrà dal trono.
Non a caso, Lord Asriel chiama la sua alleanza di uomini e angeli ribelli proprio con l’espressione “Repubblica dei Cieli”.
Metatron, l’angelo oscuro

Il vero villain della serie è però l’angelo oscuro Metatron, che da braccio destro del falso dio è progressivamente diventato il vero, tirannico governatore del Regno dei Cieli.
Si tratta di una figura tipica della mitologia giudaica medievale, che trae spunto dal misterioso brano della Genesi in cui si afferma che il patriarca Enoch non morì, ma “camminò con Dio”.
Nelle pagine della Bibbia non si dice di più, ma tra i vangeli apocrifi è presente un Libro di Enoch, nel quale scopriamo che il mitico patriarca sarebbe diventato un angelo, e si sarebbe trasformato proprio in Metatron, lo scriba di Dio, suo governatore e portavoce.
Il personaggio, per quanto assente dai testi sacri ufficiali, ha avuto molto successo nella letteratura e al cinema: tra gli altri, lo ritroviamo in Dogma (1999) di Kevin Smith, con il volto del compianto Alan Rickman, mentre sul piccolo schermo è stato l’antagonista della nona stagione di Supernatural.
Essendo Metatron tradizionalmente il braccio destro della divinità dell’Antico Testamento, Queste Oscure Materie rilegge anche questo personaggio in chiave negativa, e ne fa l’antagonista finale della serie, che “usurpa il trono dell’usurpatore”: un paradosso quanto mai calzante!
