Il morso del coniglio è l’horror diretto da Daina Reid, disponibile su Netflix, che vede come protagoniste Sarah Snook e la giovanissima Lily LaTorre. Il film è ambientato in Australia, che, come vi abbiamo spiegato nella nostra recensione de Il morso del coniglio, si trasforma nella location perfetta per una storia di questo genere, creando un azzeccato parallelismo tra la natura selvaggia e una maternità ricca di chiaro scuri.
Sarah Snook interpreta una madre separata, che cresce con non poche difficoltà la piccola Mia. La donna sta cercando di superare il lutto per la recente scomparsa del padre, che le ha anche lasciato una madre in casa di riposo – con cui lei non ha più rapporti da anni – di cui prendersi cura. Il passato di Sarah è stato anche segnato dalla scomparsa di Alice, la sua sorellina minore, quando le due erano entrambe bambine. La storia prende il via il giorno del settimo compleanno di Mia, che improvvisamente inizia a manifestare degli strani comportamenti: dopo aver adottato un coniglio bianco trovato in giardino, la bambina dice di voler essere chiamata Alice, come la zia che non ha mai conosciuto. Inoltre afferma di voler incontrare Joan, la nonna, che crede essere la sua vera madre.
Nella nostra spiegazione del finale de Il morso del coniglio approfondiremo nel dettaglio quanto accade nella porzione conclusiva del film, da quanto accaduto a Sarah e Alice da bambine fino al destino di Mia.
Sarah e Alice

Sarah e Mia si sono recate nella vecchia casa d’infanzia della donna, dove è cresciuta e dove sua sorella è scomparsa. Sarah vorrebbe sgombrare la casa e prepararla per la vendita, sua madre Joan aspetta però ancora il ritorno della piccola Alice e non vorrebbe liberarsi della proprietà.
La permanenza nella casa piena di ricordi, e il fatto che Mia affermi continuamente di essere Alice, la mette non poco in difficoltà: sogno e realtà si mescolano, rendendo per lei difficile distinguere che cosa è reale da che cosa non lo è.
Dai racconti della donna scopriamo che Alice è scomparsa all’improvviso, e che i suoi genitori non si sono mai dati pace, convinti che prima o poi l’avrebbero ritrovata. La sparizione di Alice ha causato un grandissimo trauma a Sarah, che fa di tutto per dimenticare quanto accaduto e che le ha segnato l’infanzia. Pian piano, proseguendo nella visione del film, ci rendiamo conto che il rapporto tra le due sorelle è sempre stato piuttosto conflittuale, litigavano spesso e quando giocavano insieme a volte Sarah rinchiudeva Alice lasciandola sola per ore. Inoltre scopriamo che la più piccola, a differenza della maggiore, nutriva un grande amore per gli animali, ed era particolarmente contraria al fatto che Sarah e il padre mettessero delle trappole per i conigli che infestavano la proprietà.
Che cosa è accaduto realmente ad Alice?

Nel finale del film scopriamo finalmente che cosa sia accaduto realmente ad Alice, Sarah ha infatti una sorta di visione, in cui mescola passato e presente, e che ci permette di vedere che cosa è successo quando lei e la sorella erano bambine.
Sarah bambina ha rinchiuso Alice in un armadio nel capanno degli attrezzi del padre: quando in seguito la libera, la sorella arrabbiata l’aggredisce e le stringe le mani attorno al collo. Per liberarsi dalla presa Sarah la colpisce alla testa con una trappola per conigli. In stato di shock Alice corre via per allontanarsi dalla sorella: le due si inseguono fino allo strapiombo che segna il confine della loro proprietà, e dopo un attimo di esitazione Sarah spinge Alice nel vuoto.
Sarah dice poi ai genitori che la sorellina è scappata di casa, non ammettendo mai quello che le ha fatto. Durante tutta la sua vita la donna si è portata sulle spalle il senso di colpa per aver ucciso Alice, cosa che è pesata in particolar modo sulla sua salute mentale e che ha causato l’allontanamento da sua madre, che forse l’ha sempre ritenuta colpevole della sparizione di Alice.
Mia e Alice se ne vanno insieme?

In seguito a questa rivelazione vediamo Mia e Sarah a letto. Sarah chiede scusa a sua figlia – parlandole come se fosse sua sorella – per tutto quello che le ha fatto. Qualche ora dopo, mentre i genitori dormono, la piccola Mia si alza per seguire il suo coniglio bianco – che è una sorta di manifestazione fisica di Alice, colpita proprio da una trappola per conigli – fuori dalla casa. Sarah si sveglia e cerca disperatamente la figlia, attraverso la finestra la vede camminare con sua sorella Alice verso lo strapiombo. Sarah urla per attirare l’attenzione di Mia, ma lei ed Alice continuano a camminare, allontanandosi.
Che cosa significa la scena finale del film? Da una parte potrebbe trattarsi di un’allucinazione di Sarah, la cui mente è definitivamente compromessa, dall’altra Alice potrebbe essere tornata come fantasma per tormentare sua sorella che l’ha uccisa. Per vendicarsi lo spirito avrebbe deciso di portarle via la sua unica figlia.
A nostro parere è però molto più probabile la prima ipotesi, i temi della salute mentale e della gestione del lutto e del senso di colpa sono infatti centrali per tutta la durata del film: la responsabilità nella morte di Alice ha segnato irrimediabilmente Sarah, e non avendo mai veramente affrontato quello che ha fatto, la donna subisce un progressivo ed inevitabile crollo mentale.
È tutto nella testa di Sarah?

Lungo il corso del film ci vengono infatti dati diversi indizi che quanto sta accadendo sia tutto nella mente di Sarah, in particolare notiamo che le ferite di Mia, quella alla testa e il sangue dal naso (che Sarah aveva provocato ad Alice prima di ucciderla), sono visibili solo alla donna, la bambina sembra non accorgersi di nulla. In una scena Sarah vede che Mia perde copiosamente sangue dal naso, ma quando la piccola si tocca per controllare non si sporca le dita: da questo intuiamo che quello che vede Sarah non corrisponde alla realtà.
Nella secondo metà della pellicola l’instabilità mentale di Sarah è decisamente più evidente: le ferite su Mia appaiono e scompaiono; la donna toglie le foto dal muro poi queste riappaiono, prima riappese poi distrutte sul pavimento; Sarah sente continui rumori provenienti dall’armadio nel capanno e, quando l’ex marito la raggiunge, si convince che Mia sia annegata nel fiume (nelle acque del quale vede però sua sorella Alice). Potremmo dare una spiegazione sovrannaturale a tutto quello e che la la donna e sua figlia stanno vivendo, ma è decisamente più probabile che la mente di Sarah sia così devastata dal senso di colpa da portarla ad una serie di terribili allucinazioni.
I disegni di Mia?

Un altro indizio in questo senso potrebbero essere i disegni di Mia, che sembrano rappresentare la piccola Alice rinchiusa nell’armadio, prima di morire. Inizialmente pensiamo che sia la bambina – in qualche modo “posseduta” da Alice – a realizzarli, verso il finale vediamo però Sarah, sdraiata per terra, che in uno stato di trans disegna le stesse scene oscure sul pavimento. Ci rendiamo quindi conto che probabilmente è stata lei fin dall’inizio a fare gli inquietanti disegni, non ci è infatti mai stata mostrata Mia mentre lo faceva.
Il vero significato del film?

Il cuore de Il morso del coniglio, come abbiamo più volta sottolineato nel corso di questo articolo, è come i traumi del passato, se non affrontati, possano incidere sul presente. Sarah si rifiuta di affrontare quello che ha fatto, e viene così tanto schiacciata dal senso di colpa dal proiettarlo su sua figlia, che diventa per lei – proprio quando la piccola compie sette anni, la stessa che aveva Alice quando è morta – l’incarnazione di sua sorella. I disturbi mentali che l’affliggono, e che sono stati causati dal trauma dell’omicidio di Alice, la porteranno a fare del male alla sua stessa figlia, come in passato aveva fatto a sua sorella.
