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Home » Film » Recensioni film » The Creator, la recensione del film di Gareth Edwards

The Creator, la recensione del film di Gareth Edwards

La recensione di The Creator, ambizioso film di fantascienza di Gareth Edwards sul tema dell'intelligenza artificiale.
Max BorgDi Max Borg28 Settembre 2023
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Una scena di The Creator
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Il film: The Creator, 2023. Regia: Gareth Edwards. Cast: John David Washington, Madeleine Yuna Voyles, Gemma Chan, Ken Watanabe, Sturgill Simpson, Allison Janney, Ralph Ineson.

Genere: fantascienza. Durata: 133 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in anteprima stampa, in lingua originale.

Trama: Un ex-soldato è incaricato di trovare e distruggere un’arma che determinerà l’esito definitivo tra umani e intelligenza artificiale.


Dopo il suo esordio nel lungometraggio con Monsters, il regista inglese Gareth Edwards è rimasto attivo nel campo della fantascienza ma con risorse più sostanziose a disposizione, prima come inauguratore del MonsterVerse della Warner Bros. con il Godzilla del 2014 e poi come uno dei registi del nuovo corso di un certo franchise stellare con Rogue One: A Star Wars Story. Dopo quest’ultima esperienza ha deciso di tornare a materiale originale, questa volta al servizio di un’altra unità produttiva della Disney, ossia 20th Century Studios (scrivendo il copione insieme a Chris Weitz, uno degli autori del suo film precedente). E il caso vuole che il suo quarto lungometraggio, incentrato sul tema sempre più attuale dell’intelligenza artificiale, arrivi in sala subito dopo la conclusione dello sciopero degli sceneggiatori americani, dove uno degli argomenti delle trattative con gli studios era proprio l’uso delle nuove tecnologie in ambito artistico. Di questo parliamo nella nostra recensione di The Creator.

La trama: qualcuno pensi alla bambina!

Una scena di The Creator

Da decenni è in corso una guerra tra gli umani e l’intelligenza artificiale, con quest’ultima dichiarata illegale nella società occidentale ma ancora attiva sul continente asiatico. Joshua, ex-soldato coinvolto nella guerra, era parte di un’operazione sotto copertura che è costata la vita a sua moglie, e anni dopo il fattaccio viene contattato dall’esercito per tornare in azione, poiché lui conosce la zona meglio di altri e il tempo a disposizione è poco: il misterioso Creatore, la figura dietro l’intelligenza artificiale, avrebbe creato un’arma che determinerà le sorti della guerra e potrebbe potenzialmente distruggere l’umanità intera. Solo che quell’arma ha le sembianze di una bambina, e così Joshua si ritrova a chiedersi da che parte schierarsi nella fase finale di un conflitto ormai sempre più disperato.

Il cast: creare la guerra

Una scena di The Creator

Ormai abituato a guerre in ambito fantascientifico, John David Washington conferisce la sua consueta intensità a Joshua, con il contraltare offerto da Madeleine Yuna Voyles nei panni di “Alphie”, l’intelligenza artificiale in forma umana che si abitua progressivamente al contatto umano e impara a comunicare con quello che dovrebbe essere il suo boia. Una quasi irriconoscibile Allison Janney è il colonnello Howell, leader della missione, mentre il tipicamente viscido Ralph Ineson è il generale Andrews, con il manforte aggiuntivo del cantante e attore Sturgill Simpson nei panni di un altro soldato del gruppo di Joshua. Dall’altro lato della barricata, per arricchire il lato umano del racconto anche se non interpretano per forza personaggi completamente umani, ci sono l’affidabilmente stoico Ken Watanabe e una delicata Gemma Chan, avvezza ad avventure fantascientifiche dove il compagno ha lealtà discutibili dopo l’esperienza Marvel con Eternals.

Realmente artificiale

Una scena di The Creator

Tecnicamente un soggetto originale, dopo le recenti incursioni di Edwards in franchise di un certo peso, in realtà The Creator è un astuto amalgama di elementi di altre storie, sin dall’incipit che è essenzialmente una versione più ambiziosa sul piano visivo della premessa di Terminator (presumibilmente l’intelligenza artificiale è senza nome anche per evitare paragoni con Skynet); ed è perversamente logico che il canovaccio sia tale in un lungometraggio che riflette sul sintetico contrapposto all’umano, in un contesto storico dove strumenti come ChatGPT sono stati seriamente considerati dalle major hollywoodiane come sostituti accettabili di sceneggiatori professionisti. Non è un caso, quindi, che in un racconto basato sulla ricerca del giusto equilibrio tra i due elementi gli antagonisti siano i soliti portavoce dell’esercito, entità che negli Stati Uniti è una vera e propria industria alla pari del mondo hollywoodiano. Così come non è un caso che per raccontare l’avvento dell’intelligenza artificiale Edwards sia tornato alle sensibilità più produttivamente modeste di Monsters, creando un mondo vastissimo con mezzi relativamente limitati (per risparmiare sugli effetti speciali, questi ultimi sono stati aggiunti solo a montaggio completato, con diverse unità mandate in giro per il mondo a trovare location adatte anziché ricrearle con il computer). Ancora una volta, in mano al cineasta inglese, la fantascienza si fa “piccola” (per gli standard dell’industria, 80 milioni di dollari per una produzione simile sono pochi) per pensare in grande, con una distopia che rielabora percorsi noti in un’ottica contemporanea e insieme senza tempo.

La recensione in breve

9.0 Umano

Gareth Edwards crea un mondo vasto e affascinante dove l'attenzione rimane sul lato umano, tramite un coinvolgente racconto sul nostro rapporto con l'intelligenza artificiale.

  • Voto CinemaSerieTV 9.0
  • Voto utenti (2 voti) 10
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