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Home » Film » Joe Bell, la storia vera che ha ispirato il film

Joe Bell, la storia vera che ha ispirato il film

Il film Joe Bell racconta la storia vera di un padre che decide di cambiare il mondo dopo il suicidio del figlio Jadin, un ragazzo di 15 anni gay.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti2 Ottobre 2023
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Mark Wahlberg nei panni di Joe Bell.
Mark Wahlberg in "Joe Bell."
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Joe Bell è interamente basato su una storia vera, quella di un padre che, per onorare la memoria del figlio Jadin, un ragazzo gay di 15 anni spinto al suicidio da coetanei che lo bullizzavano, ha percorso a piedi l’America nel tentativo di sensibilizzare il paese riguardo tematiche come bullismo e omofobia, soprattutto tra i giovani. Il viaggo di Joe però, avrà un epilogo tragico.

Nel gennaio del 2013, quando suo figlio Jadin decide di togliersi la vita, suo padre Joe vive un dolore immenso dal quale ha cercato, poi, di trarre un insegnamento che andasse oltre il suo vissuto personale. Jadin ha solo quindici anni quando viene trovato impiccato nel parco giochi di una scuola a La Grande, in Oregon. Portato immediatamente in ospedale, il ragazzo respira ancora ma i parametri celebrali sono praticamente azzerati. Lo strangolamento, infatti, ha riportato dei danni irreversibili. Per questo motivo, dopo giorni di osservazione e speranza, Jadin viene staccato dalle macchine che lo hanno tenuto in vita fino a quel momento.

Ma cosa ha portato il ragazzo a compiere questo gesto? Alla base della sua disperazione ci sarebbero stati degli atti di bullismo per la sua sessualità. Jadin, infatti, aveva già dichiarato la propria omosessualità in famiglia ottenendo il pieno appoggio da parte dei genitori. Così, però, non è stato al di fuori delle mura di casa. Il continuo giudizio esterno e sui social, infatti, ha minato la serenità di un ragazzo che aspirava solo ad vivere la sua vita alla luce del sole, come i suoi coetanei.

Studente de La Grande High School e membro della squadra di cheerleader, Jadin aveva raccontato ai suoi genitori dei problemi relativi al bullismo. Da parte loro, Joe e sua moglie Lola, hanno provato addirittura a cercare un aiuto professionale per il ragazzo. Ma, evidentemente, la violenza esterna è stata più forte di qualsiasi sostegno da parte della famiglia.

Joe Bell

Così, dopo la morte tragica di suo figlio, Joe Bell ha deciso di rendere merito alla memoria del ragazzo imbarcandosi in un lungo cammino attraverso l’America per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il problema dell’omofobia nei più giovani. Joe arrivò a lasciare il lavoro per portare avanti la sua missione di cambiamento attraverso gli States.

Mark Wahlberg, protagonista del film, spiega che “Joe era devastato e si sentiva responsabile per la tragedia che gli era capitata, perché aveva lasciato che suo figlio fosse se stesso, esponendosi ai bulli, quando pensava che avrebbe dovuto proteggerlo. Ma ovviamente si sbagliava, perché bisogna fare in modo che questi ragazzi abbiano visibilità”

Il film, di cui abbiamo parlato nella recensione di Joe Bell è stato presentato Al Toronto International FIlm Festival ed è interpretato da Mark Wahlberg, Reid Miller e Connie Britton. In un’intervista a ComingSoon.net, Mark Wahlberg spiegò che per approcciarsi al ruolo di Joe Bell si è confrontato con le persone che lo avevano conosciuto bene. “Joe era un individuo complesso, e volevo rendergli giustizia con un’interpretazione onesta. Era un uomo che era cresciuto in un contesto difficile e aveva subito abusi” – con un paragone, Wahlberg spiega che Joe “si era ritrovato a navigare delle acque per le quali non aveva nemmeno l’equipaggiamento giusto”

Tiziana Morganti
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Tiziana Morganti è una giornalista pubblicista iscritta all'Ordine del Lazio dal 2010. La sua attività si svolge prevalentemente come freelance nell'ambito di tematiche legate a cinema, spettacolo e cultura. Attualmente collabora con i portali specializzati CinemaSerieTv.it, ScreenWorld.it, Cultweb.it. Oltre a questo, poi, da oltre due anni, per le testate PianetaDesign.it e Casa e Giardino si occupa di redarre articoli legati allo stile e al design all'interno dei set delle serie tv e dei film di maggior successo. Il suo percorso professionale ha mosso i primi passi dall'ambiente radiofonico, nello specifico Radio Incontro, e dalla redazione de La voce di Roma, un quotidiano locale. Successivamente è entrata a far parte del team redazionale di Movieplayer.it, occupandosi di news, recensioni e approfondimenti. Tra le esperienze più interessanti, sicuramente la 54.esima edizione del New York Film Festival, seguita come accreditata sempre per Movieplayer.it. All'attività giornalistica, poi, ha affiancato per un breve periodo, anche quella legata alla traduzione di testi dall'inglese all'italiano, e all'ufficio stampa. La comunicazione e la scrittura, infatti, sono state da sempre una sua passione coltivata durante gli anni del Liceo Classico e, successivamente, quelli dell'Università. Iscritta a Lettere e filosofia, si è poi laureata in Storia Moderna e Contemporanea.

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