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Home » Serie TV » La caduta della casa degli Usher, la spiegazione del finale della serie horror su Netflix

La caduta della casa degli Usher, la spiegazione del finale della serie horror su Netflix

La spiegazione de La caduta della casa degli Usher, la serie horror Netfix di Mike Flanagan ispirata ai racconti di Edgar Allan Poe.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana13 Ottobre 2023
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La caduta della casa degli Usher, una scena
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Su Netflix è appena arrivata La caduta della casa degli Usher, la splendida serie horror di uno dei maestri contemporanei del genere (qui trovate la nostra recensione), Mike Flanagan, che si ispira al corpus letterario di Edgar Allan Poe. Anche questa volta – ma si tratta di un’operazione ancor più ambiziosa rispetto a Hill House e Bly Manor – Flanagan è capace di ridare vita sullo schermo ai capolavori di autori del passato in modo unico ed inaspettatamente originale: il racconto da cui parte è evidente dal titolo, La caduta della casa degli Usher, ma la sua storia si fa molto più complessa e ingloba anche tanti racconti di Poe, da La maschera della morte rossa a Il pozzo e il pendolo, da Il corvo a Il gatto nero e Il cuore rivelatore. Tutti i racconti si mescolano tra loro incastrandosi alla perfezione nella cornice de La caduta della casa degli Usher, quasi creando un universo condiviso basato sulle opere di Edgar Allan Poe.

La premessa della serie è molto semplice: il patriarca di una ricchissima famiglia, Roderick Usher (Zack Gilford), ha perso tutta la sua discendenza; in un tête-à-tête con il suo avversario di sempre, il procuratore Auguste Dupin (Carl Lumbly), ripercorre il suo passato e racconta che cosa è successo ad ognuno dei suoi figli e alla sua unica nipote, Lenore. L’uomo, e la sua sorella gemella Madeline (Willa Fitzgerald), sono indirettamente responsabili di quanto accaduto, e attraverso le parole ed i ricordi di Roderick scopriamo gli oscuri segreti della sua famiglia, che cosa gli ha portati al successo e, infine, alla rovinosa caduta. Le opere di Edgar Allan Poe divengono per Flanagan uno strumento per formulare una critica sociale estremamente puntuale, sviscerando uno dei più grandi problemi dell’America contemporanea: la crisi degli oppiodi. La famiglia Usher (la cui controparte reale è la famosa famiglia Slaker) ha infatti fatto la propria fortuna nel campo farmaceutico, a capo di una miliardaria azienda che produce un farmaco, il Ligodone (che nella realtà potrebbe essere il famigerato OxyCotin), che da dipendenza ed è causa di morte per centinaia di migliaia di persone. Questa serie è l’ennesimo affascinante e riuscito prodotto orrorifico di Flanagan, capace di coinvolgere i suoi spettatori con uno svolgimento intrigante che sfocia sempre in una perfetta conclusione: nella nostra spiegazione del finale de La caduta della casa degli Usher ci soffermeremo proprio sull’ultimo atto della serie, scoprendo come l’autore tira le fila di una storia complessa ed articolata.

Di che cosa parla La caduta della casa degli Usher?

La caduta della casa degli Usher, una scena
Come vi anticipavamo La caduta della casa degli Usher si apre con Roderick Usher che ripercorre la sua vita davanti ad un unico ascoltatore: Auguste Dupin. I due si conoscono fin da quando erano giovani, fin da prima che Roderick diventasse il ricchissimo presidente della Fortunato e il patriarca della sua numerosa famiglia, e sono decenni che Dupin cerca di incastrarlo e di far sì che paghi per quello che ha fatto (le fondamenta della sua azienda farmaceutica si reggono infatti sulla morte di migliaia e migliaia di persone ogni anno, distrutte dal consumo di Ligodone). Raccontando come i suoi figli sono morti, Roderick confessa anche che cosa gli ha permesso di diventare quello che è, un passato fatto di crimini ma anche di un patto con una misteriosa creatura, Verna (Carla Gugino).

Roderick Usher ha sei figli, due avuti con la moglie Annabell Lee (Katie Parker) e quattro illegittimi, e tutti e sei muoiono – nel corso di sole due settimane – in maniera estremamente cruenta: Prospero (Sauriyan Sapkota), il più giovane, che spreca il suo tempo tra orge e feste, perde la vita sciolto da una pioggia acida, proprio durante un evento da lui organizzato; Camille, responsabile delle pubbliche relazioni della famiglia ed ossessionata dal raccogliere informazioni su chiunque, muore uccisa da uno scimpanzé nei laboratori di sua sorella Victorine, mentre cercava di scoprire qualcosa di losco su di lei; Leo, dipendente dall’uso di droghe e che si toglie la vita dopo essere stato reso folle dalle allucinazioni; Victorine, dottoressa che, pur di non interrompere la sua ricerca, uccide la sua amata compagna (e poi si suicida); Tamerlane (Samantha Sloyan), che distrugge il suo matrimonio pur di aver successo nella sua nuova impresa professionale (e, ancora, si toglie la vita); infine Frederick (Henry Thomas), l’erede di Roderick nell’azienda di famiglia che, dopo aver abusato e torturato la moglie Morelle, muore tagliato in due nel crollo di un edificio di famiglia (lo stesso in cui era morto Prospero). Anche la giovane Lenore, figlia di Frederick e Morelle, perde la vita (per fortuna senza soffrire, a differenza degli altri), ultima della famiglia e unica ad essere ancora innocente, ancora capace di amare veramente. Ad assistere (e a causare più o meno direttamente) ognuna di queste morti c’è Verna, una donna misteriosa profondamente legata agli Usher e alla loro scalata al successo.

Come sono diventati ricchi gli Usher?

La caduta della casa degli Usher, una scena
Come abbiano ottenuto tutte le loro ricchezze ci viene mostrato durante lunghi flashback per tutto il corso della serie. Roderick e sua sorella gemella Madeline sono i figli illegittimi di William Longfellow, il primo proprietario della Fortunato. Dopo la morte della madre – a cui segue quella del padre, ucciso proprio dal fantasma (o dal corpo brevemente resuscitato) della donna – crescono nell’ombra di quello che sarebbero potuti diventare se fossero stati riconosciuti come legittimi. Madeline è una brillante scienziata, appassionata di computer e di ogni forma di tecnologia, Roderick, invece, lavora alla Fortunato, ma in un ruolo di scarsissima importanza: per tentare una prima scalata aziendale cerca di offrire al nuovo CEO, Rufus Griswold, di produrre un medicinale da lui scoperto, proprio il Ligodone, che a quanto pare toglie il dolore senza creare alcun tipo di dipendenza. Questo primo tentativo fallisce, anche perchè Griswold non vuole dare alcun credito a Roderick. Tempo dopo Roderick viene avvicinato da un giovane Auguste Dupin, che sta cercando di incastrare la Fortunato, che già sta distribuendo il Ligodone, per i suoi crimini: è solo con l’aiuto e la testimonianza di un impiegato dall’azienda che l’uomo può raggiungere il suo ambizioso obiettivo, ma gli Usher non sono convinti che gli convenga rischiare così tanto mettendosi contro la Fortunato.

Una scena de la caduta della casa degli UsherRoderick e Madeline, all’insaputa di Annabel Lee, elaborano un piano: promettere a Dupin che testimonieranno contro la Fortunato, ma poi rivoltarsi contro di lui proprio durante l’udienza, dichiarando che l’azienda non ha compiuto alcun crimine. A quale scopo? Garantirsi la fiducia di Griswold e del consiglio di investitori. In questo modo Roderick può ottenere fin da subito una promozione e, al contempo, essere tenuto in considerazione dai piani alti. Se dovesse succedere qualcosa a Griswold, infatti, Roderick potrebbe essere il prossimo candidato per il ruolo di CEO. Durante la festa in maschera aziendale per il Capodanno del 1980 i gemelli portano così avanti la secondo parte del loro piano: uccidere Griswold. Madeline lo seduce, lo avvelena e lo porta nei sotterranei della Fortunato, dove insieme a Roderick lo mura vivo in una parete. L’uomo è vestito con un costume da pagliaccio, ed è per questo che Roderick ha delle visioni di un inquietante pagliaccio (e a sentire il tintinnio delle campanelline sul suo copricapo). Madeline e Roderick sanno che la scomparsa di Griswold, che negli isolati sotterranei dell’azienda non verrà mai trovato, porterà il consiglio a scegliere un nuovo presidente che sia affidabile. E chi più di colui che ha salvato l’azienda in tribunale?
La caduta della casa degli Usher, una scena
Lasciato il party e desiderosi di crearsi un alibi i gemelli si recano in un locale poco lontano. Lì incontrano Verna, la barista/proprietaria del posto. Dopo una serata passata insieme e finalmente rimasti soli, la donna gli fa una strana proposta: diventare ricchi e potenti, realizzare tutti i loro sogni, ad una sola condizione, che quando moriranno anche tutta la loro discendenza, tutti gli Usher, moriranno con loro. Non si tratta di vendere la loro anima, afferma Verna, perchè l’anima non esiste, ma semplicemente morire tutti insieme, non lasciando alcun erede. La donna gli spiega che i loro figli forse non vivranno una vita lunga quanto naturalmente potrebbero, ma sarebbe comunque una vita piena di possibilità, di piaceri, al massimo del potenziale. I due gemelli accettano subito, da una parte convinti della scelta, dall’altra sicuri che si tratti di uno scherzo, e che non stiano veramente pianificando la morte di tutti i loro futuri figli.

Nel presente è la malattia di Roderick, la CADASIL (che tra i vari sintomi causa pure allucinazioni), a “scatenare la maledizione” e a far morire, ad uno ad uno, gli eredi di casa Usher.

Chi è la misteriosa Verna?

La caduta della casa degli Usher, una scena
Ma chi è la misteriosa Verna? O meglio, che cos’è Verna? Nel corso della serie ci vengono forniti numerosi indizi sulla sua natura sovrannaturale. Per prima cosa è sempre presente alla morte dei figli di Roderick, è capace di prendere le forme che desidera e condizionarne le scelte. Potrebbe trattarsi di un’allucinazione, ma stranamente la vedono tutti, non solo Roderick (che è l’unico con una malattia che potrebbe causare questo tipo di visioni). Tra le prove del fatto che sia tutt’altro che umana ci sono anche le foto trovate online da Arthur Pym, che ritraggono Verna in compagnia di grandi personalità nel corso di tutto il Novecento, come se anche con ognuno di loro la donna avesse stretto un patto, portandoli al successo. Nell’episodio finale, poi, sia Madeline che Arthur cercano di ucciderla, ma lei si risveglia come se nulla fosse in entrambi i casi. È proprio con Pym che la donna si apre di più, spiegandole come lo conosca fin da quando è giovane, come lo abbia seguito nella spedizione attorno al globo che ha compiuto tanti decenni prima (e fosse stata testimone delle nefandezze di cui i suoi compagni di viaggio si sono macchiati). Infine, Verna riesce addirittura a riportare in vita Roderick da un tentativo di suicidio, con cui l’uomo sotto consiglio (interessato) di Madeline aveva cercato di salvare la famiglia.

La risposta più semplice al quesito sulla natura di Verna potrebbe essere che la donna è il Diavolo, ma comunque un Diavolo che si allontana dalle credenze cristiane perché afferma che l’anima non esiste e che perciò non gli interessa che gli venga venduta. Sembrerebbe quindi più un Lucifero interessato ad osservare gli uomini nei loro comportamenti, a stuzzicarne le reazioni quasi per divertimento, a stringere con loro dei patti per vedere fino a che punto si possono spingere se ricoperti di fama e ricchezze, fino a che punto possono diventare marci e cattivi. Non sembra quindi una creatura del tutto malvagia, ma anzi dotata di un certo senso di giustizia nei confronti dei più deboli, degli innocenti. Scopriamo questo suo lato nella conversazione con Frederick subito prima che muoia, in cui afferma di aver scelto per lui una dipartita così dolorosa proprio per come si è comportato con la moglie Morelle, ed in quella con Lenore, a cui racconta di quanto sua madre, una volta che si sarà ripresa, farà del bene e che sarà tutto per merito suo, che l’ha salvata. Varna sottolinea quanto poco le faccia piacere doverla uccidere e come questa sia una parte del suo lavoro che non apprezza per niente.
La caduta della casa degli Usher, una scena
Ed è proprio in questa affermazione, ed in uno degli ultimi scambi di battute tra Madeline e Roderick, che forse ci viene svelata la vera natura di Verna. Madeline dice al gemello che lei è “la Morte stessa”. Che Verna sia quindi proprio la Morte? Forse anche in questo caso è una spiegazione un po’ semplicistica, si tratta comunque di una creatura che può provocare la morte, e addirittura interromperla, a suo piacimento. Ma che sembra provare un interesse negli esseri umani che va al di là del collezionare vite. È un’entità curiosa a cui piace osservare le conseguenze delle scelte – giuste, ma soprattutto sbagliate – delle persone.

La critica sociale

https://cinemaserietv.it/film/migliori-film-distopici/
Il patto tra Verna e gli Usher ci mostra da una parte il marcio all’interno dei protagonisti, che hanno preferito una vita di lusso e denaro sopra qualsiasi altra cosa (anche se Madeline, che ha scelto di non avere mai figli, ci sembra un po’ meno colpevole rispetto a Roderick…), dall’altra evidenzia anche l’importante critica sociale che è il cuore della serie. Come tanti altri miliardari come loro, Roderick e Medeline hanno creato il proprio impero sì sulle spalle dei più poveri, ma anche delle future generazioni, rovinando il pianeta in cui queste si troveranno a vivere. La scelta dei gemelli Usher non ricade solo su loro stessi, ma sopratutto sui loro figli, che sono costretti a morire nelle maniere più crudeli. Roderick e Madeline hanno riempito il mondo – come la famiglia Slaker, che citavamo inizialmente – di una droga che, sotto la falsa speranza di togliere il dolore, provoca annualmente centinaia di migliaia di morti, lasciando la responsabilità di risolvere i problemi di cui sono responsabili a chi verrà dopo di loro. “Lasciate che sia la prossima generazione a pagare conto” gli dice Verna, permettendogli così di scaricarsi di qualsiasi responsabilità.

Che cosa succede a Roderick e a Madeline nel finale?

La caduta della casa degli Usher, una scena
Nel patto che stipulano con Verna c’è una clausula ben precisa: i due gemelli sono venuti al mondo insieme e se dovranno andare insieme. Quando muore uno, insomma, deve morire anche l’altra. Con l’insorgere della CADASIL in Roderick, quindi, Madeline sa che la sua ora si avvicina, e nessuno dei suoi tentativi di scamparla (come quando spinge il fratello a suicidarsi) avrà successo.

Ma perchè Roderick uccide Madeline, avvelenandola come lei aveva fatto con Griswold? Forse per vendicarsi del fatto che lei abbia preso il suo posto alla Fortunato, forse perchè voleva risparmiarle una morte più cruenta. Le intenzioni di Roderick non ci vengono svelate ma sappiamo che lui cerca comunque di rendere onore alla sorella dopo la morte, mummificandola e sostituendole gli occhi con due zaffiri rubati ad una regina egiziana. Come altre donne Usher prima di lei (vi ricordate la “resurrezione” della madre Eliza?), Madeline non muore subito, ma anzi fa ritorno e uccide il fratello con le sue mani, in un raptus rabbioso. Come sua madre, infatti, Madeline si fa giustizia da sola e si vendica su chi le ha fatto del male. I due muoiono entrambi, schiacciati dai detriti di casa Usher che crollano sopra di loro: tanto letteralmente (la casa effettivamente cade sui suoi ultimi abitanti) quanto metaforicamente, ecco la definitiva “caduta della casa degli Usher”, la famiglia non ha più nessun rappresentante.

Che cosa succede a Arthur Pym, Juno e Morelle?

Una scena de la caduta della casa degli Usher

Dopo la morte di tutta la famiglia Usher il caso imbastito contro di loro da Dupin viene ovviamente chiuso, ed una sola persona finisce per pagare effettivamente per i propri crimini: Arthur Pym. Gli ex assistenti di Camille consegnano alle autorità, come era stato predetto da Verna, un fascicolo che raccoglie tutte le sue malefatte, l’uomo (che in precedenza non aveva accettato un patto con Verna) finisce così in carcere.

Ma dopo la scomparsa degli Usher accade anche qualcosa di buono, e le responsabili sono Juno, l’ultima moglie di Roderick, e Morelle, la madre di Lenore. La prima, che eredita la Fortunato, smantella completamente l’azienda e, dopo essersi completamente disintossicata dal Ligodone, crea diverse fondazioni per aiutare le persone vittime di dipendenze. La stessa cosa fa anche Morelle, che dopo essersi ripresa completamente dalle ferite fonda un’associazione no profit a nome della figlia e così riesce ad aiutare milioni di persone. L’operato delle due donne, che sono sopravvissute alla crudeltà degli Usher, è legato, ad entrambe, infatti, serviranno esattamente tre anni per riprendersi da quello che gli è successo: tre anni per Juno per disintossicarsi, tre anni per Morelle per riprendersi definitivamente dalle sue terribili ustioni.

Una visita al cimitero

La caduta della casa degli Usher, una scena
La serie si chiude con una visita al cimitero, sia da parte di Dupin – che dichiara a Roderick di poter finalmente andare a casa, dove lo aspetta la sua numerosa famiglia, tranquillo, perchè sono le persone che ama la sua vera ricchezza – che di Verna. La donna, mentre recita la poesia di Edgar Allan Poe dal titolo “Spiriti dei Morti” (sottolineando così ancora una volta quale sia la fonte di ispirazione per la serie), posiziona sulle tombe di ogni membro della casa Usher degli oggetti legati alla loro vita e alle circostanze della loro morte: la maschera che Prospero indossava alla festa, il cellulare di Camille, l’apparecchio per il cuore inventato da Victorine, il collare del gatto di Leo, lo scarabeo simbolo della sua società per Tamerlane, la cocaina di Frederick, che ne ha segnato la folle discesa autodistruttiva.

Sulla tomba di Madeline Verna colloca i due zaffiri che il fratello le aveva messo al posto degli occhi, su quella di Roderick il bicchiere da cui l’uomo aveva bevuto per stringere il famigerato patto con Verna, che ha segnato il destino di tutta la sua famiglia. L’unico membro della famiglia che non riceve un oggetto vero e proprio, qualcosa di legato alla sua vita, è Lenore, che è anche l’unica degli Usher non così interessata ai beni materiali, ma più al benessere delle persone che amava. Verna le dona una delle sue piume – sappiamo che una delle sue forme è quella di un corvo nero – ed una rosa bianca, due elementi che, a differenza degli altri, non dureranno nel tempo, che scompariranno naturalmente, ma che sono a loro modo bellissimi, esattamente come lei, che è l’unica ad essersene andata in pace, senza dolore. Ma è anche l’unica di loro che merita di essere ricordata.

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