Il docufilm Enzo Tortora – Ho voglia di immaginarmi altrove di Tommaso Cennamo, ha sollevato una polemica da parte della figlia del conduttore, Gaia Tortora, secondo la quale la presentazione del film di martedì 10 ottobre nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati è stata “una vera cialtronata”. La donna ha dichiarato di non essere stata nemmeno invitata alla proiezione e ha contestato anche il coinvolgimento di Francesca Scopelliti nella presentazione e di esponenti dei partiti di centrodestra.

Una delle due figlie di Enzo Tortora, Gaia, oggi si schiera contro la Rai per aver fatto un documentario sul padre senza nemmeno invitare lei, unica erede, polemizzando anche sulla moderatrice della tavola rotonda Francesca Scopelliti, l’ultima compagna di Enzo Tortora, che oggi è presidente della Fondazione per la giustizia dedicata al conduttore.
Ha definito inoltre tutto il progetto una strumentalizzazione politica e, in un tweet in cui ha taggato la Raidocumentari, si è espressa così: “@raidocumentari produce e trasmette un docu su mio padre. Lo scopro da uno spot. Lo presenta con soli esponenti di centrodestra. Lo scopro da agenzie. Questo tipo di strumentalizzazione mi fa schifo.”
Ma la risposta della Scopelliti non è tardata ad arrivare: “Non avrei mai voluto entrare in questa sterile polemica con Gaia Tortora ma la verità, la dignità mi obbligano a farlo.” dichiara. “Sono erede di Enzo Tortora: erede materiale insieme alle tre figlie, Monica, Silvia e Gaia, erede morale (insieme a Marco Pannella e altri autorevoli radicali) per la Fondazione sulla giustizia. Il documentario è bellissimo, un lavoro che avrebbe voluto anche la partecipazione di Gaia” Secondo la Scopellitti infatti, non è credibile l’esclusione di Gaia Tortora da parte della Rai, ma la donna, contattata allo scopo, avrebbe evitato di rispondere a messaggi e telefonate.
Uno dei casi più ingiusti della storia italiana, Enzo Tortora venne arrestato il 17 giugno 1983 con un accusa infamante (e infondata) e assolto dopo quattro anni. Morto a causa di una grave malattia nel 1988, un anno dopo la definitiva assoluzione in Cassazione, Tortora ha combattuto fino all’ultimo per la sua innocenza.
Enzo Tortora – ho voglia di immaginarmi altrove è una coproduzione Rai documentari e Moviheart
