Roberto D’Agostino ha raccontato dell’incidente stradale che fece con Renato Zero tra gli anni ’70 e ’80 e degli infermieri del Policlinico Umberto I che per errore portarono il cantante nel reparto femminile, scambiandolo per una donna. A quei tempi l’artista aveva i capelli lunghissimi e indossava tutine attillate.
Rievocando gli anni ’70 e 80, Roberto D’Agostino, come scrive il Corriere della Sera, nel documentario Roma santa e dannata, racconta di un episodio piuttosto particolare: “Il post discoteca all’epoca consisteva nel salire sulla 500 di un amico, dotata di mangiadischi, e andare a girare per il centro di Roma senza meta. Scombussolata da Satisfaction l’auto non rispettò l’incrocio di via Sicilia, dietro via Veneto, e ci fu un colpo pauroso”. La loro auto, una 500, andò a schiantarsi contro le vetrine di Scifoni, un’agenzia di pompe funebri e finì in mezzo alle bare esposte e ai vetri in frantumi.
“Con la testa rotta, il volto bucato dai vetri io e Renato fummo portati all’ospedale” – prosegue D’Agostino – “Al Policlinico Umberto I portarono me nel reparto degli uomini e luo in quello delle donne. Cominciai a urlare che era un uomo e che aveva il pisello, ma gli infermieri non potevano credere che quella creatura magrissima, bellissima, con i capelli lunghissimi e addobbata di una tutina fosse un ragazzo”.
Sebbene Renato Zero abbia fatto dichiarazioni precise sulla sua sessualità, allora, più di oggi, sfoggiava un look molto femminile, caratterizzato da capelli lunghi, tacchi, pellicce. Un artista che si è fatto strada con il suo talento e la sua voce, ma anche con la caratterizzazione del suo personaggio. Di Renato Zero si è parlato di una storia d’amore con Lucy Morante e con Enrica Bonaccorti (confermata dalla stessa conduttrice). Oggi Renato Zero ha un figlio adottivo Roberto.
Il documentario Roma santa e dannata è realizzato da Roberto D’Agostino con Marco Giusti e sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023. Nello stesso film, viene svelato che D’Agostino sia stato il ghost writer del libro di Moana Pozzi uscito negli anni ’90, quello in cui l’attrice assegnò i voti ai suoi amanti vip, tra cui Craxi e Beppe Grillo.
Roberto D’Agostino ha raccontato dell’incidente stradale che fece con Renato Zero tra gli anni ’70 e ’80 e degli infermieri del Policlinico Umberto I che per errore portarono il cantante nel reparto femminile, scambiandolo per una donna. A quei tempi l’artista aveva i capelli lunghissimi e indossava tutine attillate.
Rievocando gli anni ’70 e 80, Roberto D’Agostino, come scrive il Corriere della Sera, nel documentario Roma santa e dannata, racconta di un episodio piuttosto particolare: “Il post discoteca all’epoca consisteva nel salire sulla 500 di un amico, dotata di mangiadischi, e andare a girare per il centro di Roma senza meta. Scombussolata da Satisfaction l’auto non rispettò l’incrocio di via Sicilia, dietro via Veneto, e ci fu un colpo pauroso”. La loro auto, una 500, andò a schiantarsi contro le vetrine di Scifoni, un’agenzia di pompe funebri e finì in mezzo alle bare esposte e ai vetri in frantumi.
“Con la testa rotta, il volto bucato dai vetri io e Renato fummo portati all’ospedale” – prosegue D’Agostino – “Al Policlinico Umberto I portarono me nel reparto degli uomini e luo in quello delle donne. Cominciai a urlare che era un uomo e che aveva il pisello, ma gli infermieri non potevano credere che quella creatura magrissima, bellissima, con i capelli lunghissimi e addobbata di una tutina fosse un ragazzo”.
Sebbene Renato Zero abbia fatto dichiarazioni precise sulla sua sessualità, allora, più di oggi, sfoggiava un look molto femminile, caratterizzato da capelli lunghi, tacchi, pellicce. Un artista che si è fatto strada con il suo talento e la sua voce, ma anche con la caratterizzazione del suo personaggio. Di Renato Zero si è parlato di una storia d’amore con Lucy Morante e con Enrica Bonaccorti (confermata dalla stessa conduttrice). Oggi Renato Zero ha un figlio adottivo Roberto.
Il documentario Roma santa e dannata è realizzato da Roberto D’Agostino con Marco Giusti e sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023. Nello stesso film, viene svelato che D’Agostino sia stato il ghost writer del libro di Moana Pozzi uscito negli anni ’90, quello in cui l’attrice assegnò i voti ai suoi amanti vip, tra cui Craxi e Beppe Grillo.
