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Home » Film » Recensioni film » Wish, la recensione: grande festa in casa Disney

Wish, la recensione: grande festa in casa Disney

Recensione di Wish, il celebrativo sessantaduesimo lungometraggio cinematografico dei Walt Disney Animation Studios.
Max BorgDi Max Borg21 Dicembre 2023Aggiornato:21 Dicembre 2023
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Una scena di Wish
Una scena di Wish (fonte Walt Disney Pictures)
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Il film: Wish, 2023. Regia: Chris Buck, Fawn Veerasunthorn. Cast: Ariana DeBose, Chris Pine, Alan Tudyk, Angelique Cabral, Victor Garber, Natasha Rothwell, Jennifer Kumiyama, Harvey Guillén, Evan Peters, Ramy Youssef, Jon Rudnitsky.

Genere: animazione, fantastico, musicale. Durata: 95 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in lingua originale.

Trama: La giovane Asha sogna di diventare l’apprendista del re Magnifico, lo stregone che domina l’isola di Rosas.


Si è parlato molto del centenario della Disney – fondata dai fratelli Walt e Roy il 16 ottobre 1923 – soprattutto in relazione a Once Upon a Studio, il cortometraggio-anniversario arrivato su Disney+ proprio nel giorno della ricorrenza, con un secolo di animazione omaggiato dalla presenza di innumerevoli personaggi. Tra questi anche la nuova, anzi nuovissima arrivata Asha, che ha fatto un cameo al fianco di Biancaneve e Mulan prima di dominare il grande schermo nel sessantaduesimo lungometraggio dei Walt Disney Animation Studios. Un film che torna alle origini in diversi modi, riprendendo lo schema della fiaba classica e vari elementi della formula che nel corso dei decenni ha contribuito all’immaginario collettivo. Immaginario che è parte integrante della storia con cui abbiamo a che fare in questa recensione di Wish, titolo che deriva, naturalmente, da quello che è diventato il brano ufficiale dello studio: When You Wish Upon a Star, la canzone che apriva Pinocchio nel 1940.

L’isola dei desideri

Una scena di Wish
Una scena di Wish con Magnifico e Asha (fonte: Walt Disney Pictures)

La storia, introdotta dal libro di fiabe come accadeva in molti dei film realizzati mentre Walt Disney era ancora vivo, si svolge sull’isola di Rosas, situata in un punto non meglio precisato del Mediterraneo. Qui vivono i sudditi del re Magnifico, uno stregone che è capace di esaudire i desideri. Non tutti, però: al compimento del diciottesimo anno, ognuno gli affida il proprio desiderio più forte, dimenticandone poi il contenuto per magia, e lui li custodisce in un’apposita stanza nel suo palazzo. Una volta al mese, tramite apposita cerimonia, sceglie di concretizzarne uno. Asha, prossima alla maggiore età, vuole diventare l’apprendista di Magnifico, poiché ciò le consentirebbe di mettere una buona parola per il nonno, ormai centenario, che non ha ancora visto avverarsi il suo desiderio. Ma non tutto è come sembra: Magnifico non è del tutto altruista quando fa le sue scelte, e forse non è neanche il più qualificato per aiutare i cittadini. Quello, forse, è il corpo celeste che una sera entra in contatto con Asha: una stella.

La ragazza, il mago e la capra

Una scena di Wish
Asha e Valentino (fonte: Walt Disney Pictures)

Chi scrive ha visto il film in lingua originale, e pertanto non si pronuncerà sulla qualità del doppiaggio italiano. Anche perché, se c’è modo di farlo, la visione in inglese è fortemente consigliata per apprezzare l’ennesimo lavoro interessante fatto in materia di voci, che nel caso della Disney il più delle volte sono famose ma non troppo (con eccezioni folgoranti come Robin Williams nei panni del Genio in Aladdin), e comunque scelte per l’aderenza al ruolo. È il caso di Asha, la cui vitalità giovanile si rispecchia nella personalità di Ariana DeBose, una delle rivelazioni degli ultimi anni e premio Oscar come non protagonista per il West Side Story di Steven Spielberg. Magnifico, affascinante ma sotto sotto un tiranno, è pane per i denti di Chris Pine, da sempre bravo a passare dal simpaticone alla carogna. E poi c’è Valentino, magnifica crasi delle doti di Alan Tudyk, dal 2012 presenza fissa nei film d’animazione Disney: a questo giro, oltre a produrre i versi dell’animale (compito che gli è toccato in Oceania, Raya e l’ultimo drago ed Encanto, per l’assenza di personaggi umani caucasici), gli dà anche la sua voce normale quando la capra ottiene il dono della parola.

Elementi classici

Una scena di Wish
Magnifico in una scena di Wish (fonte: Walt Disney Pictures)

A partire dal libro in apertura, è chiaro che questo sarà un film d’animazione Disney molto vintage, una fiaba a base di canzoni, animali parlanti e molto altro, con numerosi omaggi che vanno dall’indiretto (i sette amici del cuore di Asha, numero non casuale) allo spudorato (la gag su Bambi, le illustrazioni che accompagnano i titoli di coda, la scena post-credits) nonché il ripescaggio di ingredienti che da alcuni anni mancavano all’appello, in particolare un cattivo più classico e la sua apposita canzone, gloriosa tradizione del Rinascimento Disney che era caduta in disuso dopo il 2010. Ma non si vive di sole citazioni, e il film funziona anche come semplice – ma non banale – racconto di formazione e di magia, con una protagonista carismatica e cast di contorno altrettanto efficace, situati in un mondo che coniuga classicismo e modernità grazie a una tecnica ibrida che unisce disegni a mano e animazione digitale.

Come la stessa Asha, è un racconto ben conscio delle sue origini ma anche attento al futuro, il giusto punto di incontro fra ieri, oggi e domani per celebrare il centenario di un colosso dell’intrattenimento che ha più volte ridefinito l’immaginario collettivo.

La recensione in breve

8.0 Celebrativo

La Disney festeggia il suo centenario sul grande schermo con un ritorno alla fiaba classica, pieno di magia, musica e personaggi memorabili.

  • Voto CinemaSerieTV 8.0
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