Autore: Martina Sulas

6.5
Netflix

A distanza di tempo dal successo folgorante della prima stagione, Netflix ci riporta nelle atmosfere gelide e opprimenti di Copenaghen. L’uomo delle castagne: Nascondino non è solo un sequel, ma un tentativo di espandere l’universo creato da Søren Sveistrup, autore del libro a cui si ispira la prima stagione, cercando di mantenere alta la tensione senza scadere nella ripetitività. Se la prima stagione ci aveva lasciato con il fiato sospeso grazie al macabro mistero degli omini di legno, questi nuovi episodi scavano ancora più a fondo nella paranoia moderna. La trama: Il macabro gioco del “nascondino” La storia prende il…

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Il 2026 non è più un’ipotesi fantascientifica o un orizzonte lontano smarrito tra i fotogrammi della pellicola all’acetato; è il nostro presente. Quando Fritz Lang diede vita a Metropolis nel 1927, scelse proprio quest’anno per ambientare la sua titanica visione di una distopia urbana. Oggi, abitare il tempo immaginato da Lang ci permette di osservare il film non solo come un capolavoro del muto, ma come uno specchio deformante in cui riflettere le contraddizioni della modernità, tra automazione alienante e verticalità soffocante. L’ultimo atto dell’espressionismo e la geometria del potere Metropolis viene unanimemente considerato il testamento finale dell’espressionismo tedesco. In…

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Se dovessimo riassumere Balls Up in una sola frase, potremmo definirlo un film che punta tutto sulla confusione, nella speranza, piuttosto vana, che il caos venga scambiato per brillantezza comica. Il nuovo e discutibile lavoro di Peter Farrelly sembra infatti aver perso completamente il senso del ritmo, finendo per accumulare cliché tipici della commedia americana senza mai rielaborarli davvero. Ambientato durante i Mondiali di calcio in Brasile, il film segue due dirigenti di marketing che, dopo aver concluso un promettente accordo per una campagna pubblicitaria legata a un nuovo tipo di preservativo, finiscono per rovinare tutto durante una notte di…

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L’industria cinematografica non ha mai smesso di guardarsi indietro, ma il modo in cui oggi rielabora il proprio passato ha raggiunto un punto di non ritorno, trasformando il passato in un immenso archivio da cui estrarre frammenti per un presente in continua espansione. Se analizziamo la storia del grande schermo, il remake è nato quasi simultaneamente alla macchina da presa: l’esempio più lampante è la genesi secolare di Nosferatu. Nel 1922, Friedrich Wilhelm Murnau firmò un capolavoro dell’espressionismo che altro non era se non un adattamento non autorizzato del Dracula di Bram Stoker. Quel mostro è tornato ciclicamente a tormentare…

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