Tra gli horror più convincenti dell’ultimo periodo, come vi abbiamo spiegato nella nostra recensione del film, c’è senza dubbio Longlegs di Oz Perkins. Interpretato da un irriconoscibile e già iconico Nicolas Cage e dalla stupefacente Maika Monroe, Longlegs unisce un mistero “a la” Seven e Il silenzio degli innocenti con numerosissimi elementi dell’horror sovrannaturale: a catturare lo spettatore una trama ben sviluppata e le atmosfere particolarmente inquietanti che permeano tutta la visione.
Ma di che cosa parla Longlegs? Una giovane agente dell’FBI, Lee Harker, viene trascinata nelle indagini di un caso sconvolgente: un serial killer ha sterminato famiglie intere per decenni, ma non sembra mai essersi introdotto fisicamente nelle loro case. A dimostrarne la colpevolezza lettere in codice che l’assassino lascia sulle scene del delitto, in cui però l’effettivo esecutore degli omicidi è sempre il padre di famiglie. Come fa Longlegs a convincere degli sconosciuti a compiere degli atti così terribili? Che cosa lega le famiglie tra loro? Come scoprirà Lee si tratta di uno complicato schema che incrocia date e simbologia satanista, le figlie di ogni famiglia prescelta sono nate sempre in un giorno particolare. Con il tempo Lee, che possiede un’intuizione quasi sovrannaturale per le mosse del killer, scoprirà che anche lei stessa è legata agli omicidi di Longlegs: quando era bambina, infatti, lo aveva incontrato…
Cosa succede nel finale di Longlegs?

Il finale di Longlegs è uno dei momenti più sconvolgenti ed inquietanti dell’intera pellicola, ricco di sorprese e inaspettate rivelazioni. Il film termina con l’arresto del protagonista, l’assassino interpretato da Nicolas Cage. Dopo aver decifrato molte delle lettere lasciate da Longlegs sulle scene del crimine, l’agente Lee Harker rivisita il proprio passato e scopre di essere stata una delle ragazze prese di mira dall’assassino. Una foto che lei stessa gli aveva scattato rivela finalmente l’identità di Longlegs e permette finalmente all’FBI di catturarlo.

Sarà proprio Lee, che lui dice di conoscere molto bene, a sottoporlo ad un ultimo interrogatorio: Longlegs parla di un “amico di un amico” che vive “di sotto” e si uccide sbattendo ripetutamente la testa sul tavolo a cui è ammanettato. Sconvolta da quanto accaduto, Lee è l’unica che vorrebbe portare avanti le indagini, perchè è convinta che Longlegs abbia avuto un complice per portare a termine tutti gli omicidi, i suoi colleghi vogliono però chiudere il caso. Harker decide quindi di fare ancora una volta visita a sua madre per scoprire la verità sul suo incontro con Longlegs quando era ancora bambina. La donna, però, inaspettatamente uccide la collega di Lee e distrugge la bambola che rappresentava sua figlia. Anche Lee, come Carrie Anne, aveva infatti ricevuto una bambola costruita da Longlegs con le sue sembianze. Dopo che Ruth la distrugge, affermando che ora Lee è finalmente libera, la ragazza sviene. Mentre è incosciente sogna che cosa è successo quando era bambina: la complice di Longlegs è sempre stata sua madre Ruth, che aveva stretto un patto con l’assassino per salvarla. Ruth doveva consegnare le bambole fatte a mano a ogni famiglia vittima di Longlegs, assicurandosi che gli omicidi avvenissero come Longlegs. Le bambole erano delle specie di emissari di Satana, di cui Longlegs era un fedele devoto; per questo una volta portate in casa il destino delle famiglie era già deciso: il padre sarebbe impazzito e avrebbe sterminato tutti gli altri.
Lee, dopo essersi svegliata e aver scoperto che per tutto quel tempo Longlegs aveva vissuto nello scantinato della casa di sua madre, riceve un’inquietante telefonata. Una voce demoniaca le dice che è in ritardo per il compleanno di Ruby, la figlia dell’agente Carter. Così Lee si reca dalla famiglia dell’agente Carter, ma sua madre è già arrivata con l’ennesima bambola demoniaca: Lee non riesce a fermare l’uomo prima che uccida la moglie, ma dopo aver colpito a morte sua madre riesce a salvare la bambinia. Quando però prova a sparare alla bambola, la pistola si blocca.
Perchè Lee non riesce a sparare alla bambola?

Lee tenta di sparare alla bambola nello stesso modo in cui Ruth aveva sparato alla sua, liberando così Ruby dall’influenza nefasta dell’oggetto. I proiettili sembrano essere finiti o la sicura è inserita (ipotesi improbabile dato che Lee ha appena ucciso sua madre). Lee potrebbe forse ricaricare l’arma ma rimane bloccata, quasi ipnotizzata dalla bambola: la creazione di Longlegs sembra avere un’influenza anche su di lei, impedendole in qualche modo di distruggerla. È possibile, quindi, che alla fine del film, Harker si ritrovi sotto l’influenza della bambola e, di conseguenza, di Longlegs.
È probabile che Lee si senta attratta dalla bambola perchè la presenza di Longlegs, che ricordiamo è sempre vissuto sotto casa sua, per tutta la sua infanzia, e ne ha segnato gran parte della sua vita. Attraverso la bambola, Longlegs riesce ancora a estendere la sua presenza oltre la morte. La sua influenza è ancora tangibile, e la bambola potrebbe mantenere Harker in suo potere fino al compimento del “compito.” Ruby è ancora viva, e Longlegs potrebbe usare Lee per finire ciò che lui e Ruth hanno iniziato.
Cosa succede alle famiglie prese di mira da Longlegs

Longlegs crea bambole realizzate artigianalmente che Ruth consegna a ogni famiglia. All’interno delle bambole c’è una sfera cava in metallo, che sembra sussurrare qualcosa a chi si trova nelle vicinanze dell’oggetto (come afferma anche il coroner che analizza la bambola di Carrie Anne). Questo suono inquietante mette i membri della famiglia in uno stato di trance da cui non riescono a uscire, costringendo il padre ad uccidere tutti gli altri membri. Durante il film scopriamo che Longlegs mette qualcosa di sé dentro ogni bambola, che è inoltre come dicevamo una specie di emissario del Diavolo stesso: sono Longlegs e il Diavolo a sussurrare alle famiglie tramite le bambole, portandole così alla morte.
Perché Longlegs prende di mira famiglie con figlie nate il giorno 14?

Perchè le bambine prese di mira sono nate il giorno 14 del mese? La ragione potrebbe essere legato ad un passo della Bibbia, Apocalisse 13:1, che Longlegs e Ruth citano in diverse occasioni. Gli omicidi avvengono entro sei giorni prima o dopo il compleanno, un intervallo che simboleggia probabilmente il numero demoniaco 666. Anche se Longlegs non conferma la ragione dietro il 14, potrebbe riferirsi a Apocalisse 13:1 dato che 13+1 fa 14. Il numero sette è significativo nella Bibbia, e il suo doppio rappresenta completezza, divinità e redenzione. Longlegs potrebbe credere di liberare le famiglie attraverso la morte.
Il finale di Longlegs: Che cosa succederà a Lee e a Ruby?

Il film termina con un cliffhanger, lasciando il pubblico senza sapere cosa accadrà alla protagonista e a Ruby. Entrambi i colpevoli – Longlegs e Ruth – muoiono alla fine del film, ma la bambola non è ancora distrutta, il che implica che Longlegs, dall’aldilà, potrebbe “passare il testimone” alla stessa Harker per compiere i suoi scopi in un ipotetico sequel. Il fatto che Harker non spari alla bambola suggerisce che sia ora sotto un certo tipo di controllo da parte dell’oggetto. E se Lee diventasse come il serial killer che ha cercato di fermare? Longlegs lascia Harker e Ruby vive, e un sequel potrebbe esplorare il loro futuro: diventeranno complici nell’uccidere le famiglie, come Longlegs e Ruth prima di loro?
Il significato del finale
Oz Perkins ha dichiarato in diverse interviste che il film è ispirato alla sua storia familiare, ed in particolare a sua madre. Perkins è il figlio maggiore di una leggenda dell’horror, l’attore di Psycho Anthony Perkins, e della fotografa Berry Berenson; la coppia si sposò nel 1973, quando Berenson era incinta di Perkins, e rimase insieme fino alla morte di Anthony, avvenuta nel settembre 1992 per cause legate all’AIDS. Nel corso della sua carriera, attorno alla vita personale e alla sessualità di Anthony sono circolate molte voci, cosa che Oz ha raccontato in diverse interviste, spiegando come i suoi genitori cercarono di proteggerlo da quello che la gente diceva, ma che questo ha comunque fortemente influenzato il suo lavoro. Il regista ha affermato: “Ogni volta che cerco di fare qualcosa, cerco di partire sempre da me stesso. Sono cresciuto in una famiglia con un padre molto famoso e visibile, che viveva almeno due vite ed era un uomo omosessuale o bisessuale non dichiarato. Tutti lo sapevano, anche mio fratello ed io teoricamente lo sapevamo, ma non ci è mai stato dato un linguaggio per parlarne,” ha detto Perkins. “Non faceva parte della nostra storia.”
Il passato del regista, e il rapporto con i suoi genitori, può aver influenzato in diversi modi lo sviluppo di Longlegs: da una parte nel film abbiamo una madre che per proteggere sua figlia la tiene all’oscuro su qualcosa di veramente terribile, dall’altra tutta questa storia potrebbe in qualche modo rappresentare la disintegrazione del modello di famiglia tradizionale (a cui Oz Perkins ha “assistito” in prima persona).
L’obiettivo di Longlegs, che prende di mira famiglie intere (non solo la figlia, che sembra essere la vittima predestinata) potrebbe essere la distruzione di una struttura familiare specifica: un padre inizialmente amorevole diventa violento e stermina tutte le persone che ama. Non a caso, Harker è l’unica a essere arrivata all’età adulta, cresciuta solo dalla madre. Allo stesso tempo, il finale suggerisce che la violenza può entrare in qualsiasi casa, indipendentemente da quanto “sana” possa sembrare una famiglia. Il finale del film indica anche che chiunque — per quanto possa ritenersi una brava persona — può essere indotto a fare cose orribili e violente se crede di agire per proteggere qualcuno o di fare la cosa giusta (come appunto Ruth, che fa tutto per proteggere sua figlia Lee). Tutti i personaggi, a un certo punto, sono spinti o influenzati a fare qualcosa di violento, un atto che probabilmente non avrebbero mai immaginato di compiere. Anche Harker, alla fine, uccide sua madre e l’agente Carter per salvare Ruby, continuando questo ciclo di violenza senza fine.
