A margine della presentazione del suo ultimo film, Nouvelle Vague, Richard Linklater a Cannes 2025 ha parlato delle difficoltà attuali del settore cinematografico statunitense e naturalmente, anche di Donald Trump. Il regista ha ipotizzato che il presidente non porterà avanti il suo progetto di tassare del 100% i film realizzati al di fuori degli USA.
“Quella cosa dei dazi… non succederà, giusto? Quell’uomo cambia idea cinquanta volte al giorno. È uno dei pochi settori d’esportazione degli Stati Uniti, sarebbe abbastanza stupido… Comunque, non dobbiamo parlarne per forza.”
Sul costo crescente delle produzioni negli Stati Uniti, l’autore di Prima dell’alba e Boyhood, ha argomentato:
“Il vero cinema indipendente, quello a budget zero, costa lo stesso da sessant’anni. È sempre una questione di quanto hai a disposizione, quindi non cambia molto. Oggi si fanno più film che mai, soprattutto indipendenti, è solo più difficile farli vedere. Ma ci adattiamo.”
Linklater ha poi proseguito, sulle difficoltà del settore:
“Il cinema è ottimista, deve esserlo. Sembra sempre sotto attacco, no? Ho film in uscita da oltre trent’anni e si dice sempre: ‘le cose vanno male, è dura’. E in effetti lo è, è una lotta. ma lo è sempre stata… Ci sono nuove minacce, ma c’è qualcosa di eterno. Ci piace che ci vengano raccontate storie.”

Il regista ha poi concluso spiegando che l’industria dello spettacolo francese dovrebbe rappresentare un modello a cui ispirarsi.
“Ammiravo davvero i francesi per come si prendono cura della loro industria cinematografica. Fanno in modo che resti sana, la coltivano e la sostengono. Il governo, tutti, sono coinvolti. Dalla produzione alla distribuzione, ci tengono davvero. Il nostro Paese, gli Stati Uniti, avrebbe bisogno di un po’ di quello.”
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