La candidatura di Karla Sofía Gascón agli Oscar per il suo ruolo in Emilia Pérez avrebbe dovuto rappresentare un momento storico: la prima attrice transgender dichiarata a ottenere una nomination per il premio più ambito del cinema. Tuttavia, negli ultimi giorni, la sua presenza nella stagione dei premi è stata offuscata da una bufera mediatica che ha portato alla sua esclusione dalla campagna promozionale del film, comprese proiezioni ed eventi.
Come ci ricorda THR, Gascón era attesa a Los Angeles per partecipare a una serie di eventi cruciali per la corsa agli Oscar, tra cui il pranzo dell’AFI Awards, i Critics Choice Awards e la cerimonia dei Virtuoso Awards al Santa Barbara Film Festival.
Tuttavia, la scoperta di vecchi tweet dall’alto contenuto razzista e islamofobo, pubblicati fino al 2022, ha spinto Netflix – distributore di Emilia Pérez negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito – a interrompere ogni supporto attivo per l’attrice. Tra i post incriminati, commenti offensivi nei confronti della comunità musulmana, dichiarazioni anti-Black in seguito alla morte di George Floyd e affermazioni contro la diversità negli Oscar, paragonati a un “festival afro-coreano” o a una “manifestazione del Black Lives Matter”.

Inizialmente, Gascón ha tentato di giustificarsi, affermando che le sue parole erano riflessioni personali. Ha anche sostenuto di non aver commesso alcun crimine né di aver danneggiato nessuno.
Tuttavia, le scuse non hanno convinto il pubblico né l’industria cinematografica. Alcuni membri dell’Academy hanno già dichiarato che la controversia potrebbe penalizzare non solo la sua candidatura, ma anche quelle del film e dei suoi colleghi, come Zoe Saldaña, in lizza per il premio come Miglior Attrice Non Protagonista.
Nel tentativo di limitare i danni, Netflix ha rimosso Gascón dalle campagne pubblicitarie e dalle comunicazioni promozionali, mentre si vocifera che, da parte dell’azienda non ci sarà alcuna facilitazione logistica che permetta all’attrice di recarsi alla cerimonia a spese della N rossa.
Sono altresì in corso di modifica i cartelloni pubblicitari del film e gli inviti agli eventi ufficiali sono stati ritirati, per essere ristampati. Per evitare ulteriori tensioni, Gascón ha cancellato il suo profilo X (ex Twitter) e ha annullato la sua partecipazione a qualsiasi attività negli Stati Uniti.

Sebbene la sua presenza alla cerimonia degli Oscar non sia stata ufficialmente compromessa, l’immagine pubblica di Gascòn e il suo rapporto con l’industria risultano fortemente danneggiati. A poche settimane dalla notte degli Oscar, resta da vedere se il film riuscirà a separarsi dal caos mediatico o se pagherà il prezzo delle sue controversie.
In questo senso, Variety riporta alcune opinioni anonime, e contrastanti fra di loro, da parte di membri dell’Academy. Nello specifico, c’è chi minimizza l’accaduto: “Io mi limiterò a giudicare il film, non fattori esterni“, mentre altri suonano più pessimisti: “Penso che la questione avrà un impatto enorme: ha lasciato l’amaro in bocca a molte persone. Ognuno ha diritto alla propria opinione, ma non voglio vivere in un mondo in cui si esaltano e si premiano il razzismo e l’intolleranza. Avevo intenzione di votare per lei perché la consideravo straordinaria, ma ora come potrei farlo?“
