Lo straordinario film Emilia Perez non è ispirato ad una storia vera, ma è l’adattamento di un’opera in quattro atti scritta dal regista Jacques Audiard durante la pandemia. E di conseguenza, il personaggio del narcotrafficante Manitas che intraprende una transizione di genere, non esiste nella realtà ma è un personaggio marginale di un romanzo francese, Ecoute, di Boris Razon. Audiard, affascinato da questo personaggio, ha chiesto i diritti a Razon per poter sviluppare la sua storia e farne la protagonista del suo film.

Come scrive People infatti, Audiard ha letto Ecoute nel 2018 ed è rimasto colpito da un personaggio che appare a metà romanzo, quello di un trafficante di droga che vuole sottoporsi ad una serie di interventi per diventare donna. Audiard ha spiegato:
“L’autore del romanzo, che è un mio amico, non aveva sviluppato questo personaggio. Gli ho chiesto i diritti per poterlo fare.”
E così, durante il lockdown Audiard ha scritto l’opera in quattro atti, che dopo un ulteriore adattamento sarebbe diventato il film Emilia Perez. A quanto pare, l’opera originale era molto diversa dal film, ma di essa restano alcune tracce nella pellicola che oggi sta avendo un successo straordinario e che ha già vinto quattro premi ai Golden Globes 2025 e che potrebbe ricevere delle candidature anche agli Oscar. In generale l’opera-musical sta ricevendo numerosi riconoscimenti in ambito internazionale (è piaciuta molto anche a Madonna che l’ha lodata su IG)

Come spieghiamo anche nella nostra recensione di Emilia Perez, il film è ambientato in Messico e racconta la storia di un narcotrafficante, nato col nome di Juan Del Monte, detto Manitas, che ad un certo punto della sua vita e della sua scalata criminale, chiede aiuto ad un’avvocata, Rita Moro Del Castro (Zoe Saldana) perché vuole effettuare una transizione di genere, con tutti gli step chirurgici previsti, ma in tempi rapidi. Rita lo aiuta a trovare il miglior professionista nel settore delle riassegnazioni di genere, un medico israeliano, e Manitas, una volta diventata Emilia fa perdere completamente le sue tracce. Fa in modo che sua moglie (Selena Gomez) e i loro due figli vengano trasferiti in Svizzera per sicurezza e si finge morto anche con loro. Qualche anno dopo Emlia chiede a Rita di far tornare i suoi figli in Messico, perché gli mancano. Con i familiari però, finge di essere una cugina di Manitas e loro non la riconoscono. Al tempo stesso, con l’aiuto di Laura, Emilia porta avanti una fondazione benefica attraverso la quale aiuta gli ultimi e conosce una donna di cui si innamora (va chiarito infatti, che Emilia è una donna transessuale, ma è lesbica)
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Il personaggio di Emilia Perez non ha nulla a che vedere con la vita reale e con il vissuto di di Karla Sofia Gascon, l’attrice trans che la interpreta al cinema, se non per il fatto di aver intrapreso una transizione. Che nel caso di Gascon ha coinciso anche con l’improvviso successo professionale dovuto al ruolo di Manitas / Emilia Perez (nel film infatti, Karla Sofia interpreta entrambi i ruoli, e nel caso di Manitas è aiutata da trucco e protesi). La vita privata di Karla Sofia Gascon non è stata facile e la decisione di intraprendere una transizione ha segnato un capitolo difficilissimo per lei. Col tempo però, le cose si sono sistemate anche in ambito familiare e sono arrivati anche i riconoscimenti per il suo lavoro. In un’intervista a Vogue, ha spiegato cosa hanno in comune lei e Emillia:
“La cosa più grande che abbiamo in comune è che non riusciamo ad accettare di perdere chi amiamo”
