Il film Il Signore delle formiche finisce con la morte di Susanna, madre di Aldo. Nonostante avesse sempre sostenuto con grande forza d’animo le scelte di vita del figlio, è la prima volta dall’incarcerazione che a Braibanti viene concesso di tornare al paese per il funerale. Qui incontra Carla, una giovane talentuosa del suo circolo che ha abbandonato le ambizioni artistiche per dedicarsi alla famiglia. Carla gli racconta che Ettore è stato abbandonato dalla sua famiglia e vive di espedienti, non essendosi mai ripreso completamente dalla terribile esperienza in ospedale.
Durante il viaggio di ritorno, Aldo incontra proprio Ettore. Nonostante sia emarginato, Ettore è finalmente sereno e libero di esprimere il suo talento artistico. I due si scambiano un commosso addio e si separano definitivamente. Aldo sconterà solo due anni di prigione, grazie al riconoscimento dei suoi meriti di partigiano, ma non verrà mai discolpato.

Il film (qui la nostra recensione), diretto da Gianni Amelio e presentato in concorso alla 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, racconta la storia dello scrittore e mirmecologo Aldo Braibanti. Tra il 1964 e il 1968, Braibanti fu al centro di un controverso processo giudiziario, noto come il “caso Braibanti”, interpretato da Luigi Lo Cascio. Un caso giudiziario, quello contro il filosofo e letterato omosessuale, che a metà degli anni ’60 fece scalpore ed ebbe un’eco senza precedenti prima nei salotti intellettuali dell’epoca, poi nell’opinione pubblica italiana ed internazionale: qui potete scoprire nel dettaglio la storia vera a cui è ispirato Il signore delle formiche.
