Il successo italiano Il ragazzo dai pantaloni rosa, storia vera e dolorosa di Andrea Spezzacatena, un quindicenne vittima di bullismo che si è tolto la vita nel 2012, sta per approdare oltreoceano con un remake americano diretto da Nick Cassavetes, regista di film di successo come Le pagine della nostra vita, John Q e Alpha Dog. Le riprese del film inizieranno nel 2026.
La pellicola originale, diretta da Margherita Ferri, ha incassato oltre 11,8 milioni di dollari in Italia e ha coinvolto quasi due milioni di spettatori, diventando un vero e proprio fenomeno. E nonostante qualche resistenza iniziale è stato mostrato alle scolaresche. Oltre al remake cinematografico, è prevista anche una versione teatrale che debutterà a febbraio 2026.

A produrre il remake americano sarà Tarak Ben Ammar, che ha prodotto e distribuito il film originale con la sua Eagle Pictures, insieme a Mark Burg. Cassavetes si è detto entusiasta del progetto, definendolo “un pugno allo stomaco” e sottolineando la forza della storia e l’importanza di affrontare il tema del bullismo e della vulnerabilità degli adolescenti.
“Questo film ha tutti gli ingredienti di una grande pellicola. Famiglia, adolescenza, primo amore, ma anche il terribile promemoria che ogni ragazzo, per quanto possa sembrare a posto all’esterno, è vulnerabile e va seguito da vicino. Il film offre anche un personaggio femminile forte e nel quale ci si può riconoscere. È un pugno nello stomaco. È un concentrato di potenza”
La sceneggiatura del remake sarà affidata a Roberto Proia, nominato al David di Donatello per la miglior sceneggiatura non originale per il film italiano, e a Michael Gallagher. La storia verrà trasposta negli Stati Uniti, probabilmente in una piccola città, e approfondirà il personaggio della madre di Andrea, Teresa Manes, diventata un’attivista contro il bullismo dopo la tragica scomparsa del figlio. La stessa Teresa aveva lasciato intendere che ci fosse qualcosa in pentola quando aveva detto, a febbraio, di essere stata a Los Angeles, su invito dei produttori.

Ben Ammar ha sottolineato come il tema del bullismo e del cyberbullismo sia una piaga globale. Il produttore spera che il remake americano possa avere lo stesso impatto positivo che il film originale ha avuto in Italia, sensibilizzando milioni di persone in tutto il mondo.
“Purtroppo la storia di Andrea Spezzacatena non è solo una vicenda italiana. Il tragico fenomeno dei minori che si tolgono la vita a causa di bullismo e cyberbullismo è diventato una piaga globale che il cinema ha il dovere di affrontare”
Gina Cassavetes, co-produttrice del film, ha espresso il suo orgoglio per il progetto, definendolo una storia estremamente importante che offre uno sguardo sul mondo in cui crescono i giovani di oggi e sulle difficoltà che le famiglie affrontano nel proteggere i propri figli dalla crudeltà del mondo. Parole che oggi risuonano con amarezza, a pochi giorni dal suicidio di Paolo Mendico a Santi Cosma e Damiano.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, pur con qualche differenza narrativa, racconta la vera storia di Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse la vita a Roma, nell’appartamento in cui viveva con i suoi genitori e con il fratello minore, Daniele. Fu proprio Daniele, che allora andava alle elementari, a trovare il corpo di Andrea, insieme a suo padre. Andrea stava affrontando diverse difficoltà, tra cui l’imminente separazione dei suoi genitori e il bullismo a scuola. Si parlò di bullismo di matrice omofobica, perché Andrea portava lo smalto colorato alle unghie e si presentò a scuola con un pantalone rosa, che in origine era rosso ed era diventato rosa a causa di un errore di lavaggio. I bulli, che non subirono mai conseguenze legali, aprirono anche una pagina Facebook per prenderlo in giro. Teresa Manes ha parlato apertamente del suicidio di suo figlio, avanzando anche dei dubbi sulle modalità con le quali Andrea si tolse la vita. Ma soprattutto oggi continua ad incontrare i ragazzi nelle scuole di tutta Italia per sensibilizzarli sul bullismo e cyberbullismo.
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